logo san paolo
domenica 25 agosto 2019
 
 

Zanicchi, basta politica meglio cantare

24/12/2013  La popolare cantante ci ha aperto le porte di casa sua in occasione della pubblicazione del suo nuovo disco e parlando della sua esperienza come parlamentare europea ci ha detto: "Sono delusa. Non tradirò mai Berlusconi, ma in futuro potrei votare per Renzi".

Iva Zanicchi con il fratello Antonio
Iva Zanicchi con il fratello Antonio

E meno male che dice di avere la febbre. Nella sua casa brianzola di Lesmo, che divide con la sorella maggiore Maria Rosa e con il fratello Antonio, Iva Zanicchi è come la vediamo in Tv: un vulcano di simpatia in perenne eruzione. Presenta il suo nuovo disco, In cerca di te, così: «Sono canzoni che se uno le ascolta pensa: questa l’ho già sentita. Però non si cantano più. Uffa, non mi va di spiegarle così. Ora te le canto tutte».

E inizia: «Non dimenticar, che ti ho voluto tanto bene… mannaggia a questo raffreddore. Amore fermati, questa sera non andartene… questa la canto insieme al grande Fred Bongusto. Sola me ne vo per la città…». E così via fino a: «Some day he’ll come along, the man I love… Allora, è un bel dischetto o no?». Sì, lo è. Tanto è vero che ha già regalato a Iva la soddisfazione di entrare nella hit parade dopo parecchio tempo. Lei è sulla breccia da oltre cinquant’anni e sul suo conto circolano due leggende metropolitane. Vediamo cosa c’è di vero.

Fu il grande regista Ermanno Olmi a scoprirla ?

«Non è andata proprio così. Prima di affermarsi, Olmi lavorava all’Edison e veniva nella mia Ligonchio, perché lì c’era un’importante centrale elettrica. Per passione allestiva piccoli spettacoli coinvolgendo gli abitanti del paese. Una volta pensò di creare un gruppo musicale con una cantante. Tutti sapevano che, anche se avevo solo 13-14 anni, ci sapevo fare e così la prescelta fui io. Solo che la sera dell’esibizione si presentò mia sorella maggiore Maria Rosa e riuscì a cantare lei al mio posto. Però qualche tempo dopo partecipai a un concorso radiofonico e una mattina l’organizzatore del Festival di Castrocaro, Gianni Ravera, sentì questa “vociaccia”. Mi spedì una lettera in cui ci tenne a sottolineare: “Non pagherai nemmeno le spese di iscrizione”. Aveva capito che non eravamo molto ricchi…».

I suoi genitori come l’hanno presa?

«Mio padre non era molto convinto. Ma soprattutto in breve diventai l’argomento preferito di discussione nel paese: “Chissà cosa andrà davvero a fare la figlia di Zeffiro a Reggio…”, mormoravano le pettegolone. Finché una domenica a Messa don Cilloni disse. “La figlia di Zeffiro andrà a Reggio a studiare canto. Non voglio sentire più pettegolezzi”. Hanno continuato a farli, ma sottovoce. Allora in paese comandava il prete».

E lei ne ha fatta di strada. Nel 1973 si è esibita pure nel tempio della musica americana, il Madison Square Garden di New York. Come andò?

«Il concerto faceva parte di un tour negli Stati Uniti con Gianni Morandi. Conservo un ricordo bellissimo, perché il pubblico era costituito da veri emigranti italiani che, quando ti ascoltavano, si mettevano a piangere per la nostalgia che provavano per la loro terra lontana. Pochi giorni fa ho fatto uno spettacolo a Toronto con Gigliola Cinquetti: c’erano tanti italo-americani, che ormai sono tutti perfettamente inseriti. Allora invece non era così e capitavano degli incontri straordinari. Una sera mi presentarono il più anziano emigrante italiano: aveva quasi novant’anni e arrivava dal Sud. Mi porse un pacchetto, io lo aprii e dentro trovai un rotolo di carta igienica. Mi spiegò: “Te l’ho voluto regalare, perché lo so che in Italia non ci sta lu gabinetto”. Io gli dissi che, da quando era partito, un po’ di cose in Italia erano cambiate. Ma lui restò impassibile: “Guagliò, pigliate ’sta carta igienica. Questa è una cosa che ti serve sempre”».

La cantante con Bobby Solo dopo la vittoria a Sanremo nel 1969 con "Zingara"
La cantante con Bobby Solo dopo la vittoria a Sanremo nel 1969 con "Zingara"

Passiamo alla seconda leggenda metropolitana. È vero che Federico Fellini la voleva per il ruolo della prostituta Gradisca nel film "Amarcord"?

«Questa è vera. Mi disse che non mi avrebbe fatto un vero provino: “Ti faccio fare un giro con me e poi vediamo”. Alla fine non mi scelse e mi spiegò: “Zanicchina – mi chiamava così a me che con i tacchi sono alta un metro e novanta – tu non sei Gradisca: hai dei caratteri troppo nobili, non puoi fare la prostituta. Non aveva tutti i torti: forse perché allora avevo un naso “importante”, potevo davvero sembrare una nobile piemontese».

A metà degli anni ’80 si è inventata conduttrice televisiva. Ci aveva mai pensato prima?

«No, è nato tutto per caso. Ero una delle concorrenti dello show musicale di Canale 5 Premiatissima. Una sera non venne un ospite e il conduttore, Johnny Dorelli, mi chiese di sostituirlo, raccontando qualcosa della mia vita. Il giorno dopo mi chiamò Berlusconi, proponendomi di condurre un nuovo quiz: Ok, il prezzo è giusto. “Lo fa per qualche mese, poi torna a cantare”, mi disse. Sono andata avanti per 14 anni».

A proposito di Berlusconi: dica la verità, non l’ha delusa almeno un po’?

«L’unica cosa che gli rimprovero è il suo desiderio di essere sempre amato da tutti. Specie in politica, è impossibile. Ma lui, cercando di accontentare sempre tutti, si è dato la zappa sui piedi: si è presentato come “l’uomo del fare” e ha fatto poco. Poi si è inguaiato con le donne, ma ancora oggi, nonostante tutti gli errori, resta l’unico vero politico che abbiamo e, finché sarà in campo, non lo tradirò».

Nella sua Ligonchio, alle ultime primarie per il Pd, Matteo Renzi ha preso il 92,42 per cento dei voti. Lo voterebbe?

«Ripeto: finché ci sarà Berlusconi, voterò per lui. Quando lascerà, visto che non ho un’ideologia politica, se mantiene quello che promette, voterò per Renzi. Purché la falce e il martello spariscano davvero».

Lei è vicepresidente della Commissione sviluppo al Parlamento europeo. Noi tendiamo a vedere queste istituzioni come qualcosa di lontano, se non di ostile. Com’è la realtà?

«La realtà è che quando ho iniziato quest’esperienza vedevo l’Europa come una madre buona che, quando c’è bisogno, aiuta i suoi figli in difficoltà. Invece mi sono resa conto che c’è una matrigna, la Germania, che dà gli ordini alle sue Cenerentole. Io credo ancora agli Stati Uniti d’Europa, ma per ora sono delusa e non so davvero se mi ricandiderò».

Lei si è sempre dichiarata cattolica. Se avesse di fronte papa Francesco, cosa gli chiederebbe?

«C'è una cosa che mi fa soffrire molto: non poter accedere ai Sacramenti perché sono divorziata. Ci sto male tutte le volte che vado a Messa, ma è stato davvero doloroso quando qualche anno fa è morta mamma. Al funerale, volevo tanto fare la Comunione, ma non ce l’ho fatta…».

Iva di colpo scoppia a piangere. Ma dura poco. Ci pensa il fratello Antonio a far tornare l’allegria, stuzzicandola a raccontare barzellette. Eccone una: «Questa me la raccontava mio nonno. Un uomo finisce in manicomio, perché crede di essere un chicco di grano. Viene curato, guarisce e prima di uscire chiede al direttore: “Dottore, io lo so che non sono un chicco di grano. Ma la gallina lo saprà?”»

I vostri commenti
9
scrivi

Stai visualizzando  dei 9 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 92,90 - 11%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    CREDERE
    € 78,00 € 52,80 - 32%
    FELTRO CREATIVO
    € 22,00 € 0,00 - 18%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%