logo san paolo
sabato 15 dicembre 2018
 
Luca, l’evangelista delle donne Aggiornamenti rss Gianfranco Ravasi
Cardinale arcivescovo e biblista

Gesù cerca i fichi anche fuori stagione

Cesto con fichi, dipinto murale romano dalla villa di Poppea a Oplontis, in Campania.
Cesto con fichi, dipinto murale romano dalla villa di Poppea a Oplontis, in Campania.

"Visto un albero di fichi con fogliame,
si avvicinò per vedere se vi trovasse qualcosa...
Non era la stagione dei fichi.
Disse: «Nessuno mai più in eterno
mangi i tuoi frutti!»"
(Marco 11,13-14)

Siamo ormai giunti alle ultime tappe della vita di Gesù. Egli è a Gerusalemme ove è stato accolto trionfalmente come un re-Messia. Poco tempo dopo, però, si sarebbe stretta attorno a lui la morsa dell’odio, dei processi, dei tradimenti, della morte.

C’è, nel giorno seguente all’ingresso trionfale, un episodio sorprendente che è scandito dall’evangelista Marco in due atti, rispetto a Matteo (21,18-22) che tiene l’evento unito e compatto. Noi abbiamo ora evocato il primo momento abbastanza sorprendente. Infatti, Gesù sembra contraddire sé stesso. Egli è sempre stato attento alla natura, ai suoi ritmi, alla sua bellezza; ne ha fatto l’oggetto di parabole o di applicazioni spirituali (si pensi solo ai gigli di campo o agli uccelli del cielo o ai semi e agli alberi).

Ora sembra, invece, cedere a un capriccio: vuole i frutti fuori stagione da un fico e, proprio perché non è accontentato, fulmina quella pianta. È ciò che si verifica nel secondo atto, allorché i discepoli, che avevano sentito la maledizione di Gesù, «la mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici» (Marco 11,20). Forse che anche nei Vangeli canonici si sia infiltrata qualche stilla della magia o della leggenda che accompagna il Gesù ragazzo dei Vangeli apocrifi, che talora lo presentano mentre fa morire animali e compagni di gioco per poi farli rivivere?

Il contesto fortemente religioso che Marco ci offre esclude questa interpretazione: infatti, subito dopo Gesù compie l’atto veemente della cacciata dei mercanti dal tempio, condannando una religiosità solo estrinseca, fatta di foglie ma non di frutti. Il gesto, perciò, nei confronti del fico è simile alle cosiddette parabole in azione o azioni simboliche dei profeti (in questo brillava Ezechiele). Dal punto di vista storico concreto può anche essere ipotizzato un evento in due tappe: il primo giorno Gesù con i discepoli sosta davanti a un fico rigoglioso ma privo di frutti, data la stagione; l’indomani, passando davanti a esso, per una causa qualsiasi, lo si scopre appassito e sradicato.

La lezione è evidente ed è di taglio spirituale. Essa è esplicitata da Gesù che punta sul tema della fede vera, la cui potenza è invincibile: «Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: se uno dicesse a questo monte: Levati e gettati in mare! senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà!» (Marco 11,22-23). Il fico vigoroso e poi seccato è, dunque, il simbolo di un messaggio spirituale.


20 giugno 2014

I vostri commenti
11
scrivi

Stai visualizzando  dei 11 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo