"A voi sarà tolto il Regno di Dio
e sarà dato a un popolo
che ne produca frutti"
(Matteo 21,43) 



Alle spalle di questa frase minacciosa di Gesù c’è una parabola drammatica accompagnata da una citazione biblica piuttosto brusca che poi Cristo commenterà in una forma abbastanza brutale. Partiamo, dunque, dalla parabola che è classificata dagli esegeti come un’allegoria. Con questo termine si indica un racconto esemplare i cui vari elementi hanno valori metaforici propri. Ci spieghiamo subito, invitando a controllare le nostre identificazioni di tali valori sul testo della parabola comunemente definita “dei vignaioli omicidi” (Matteo 21,33-41).

Il padrone della vigna è Dio; la vigna – secondo una simbologia biblica comune – è Israele, il popolo eletto da Dio (si legga, ad esempio, Isaia 5,1-7); i servi del padrone che, a più riprese, vengono inviati per ritirare il raccolto sono i profeti; il figlio che, alla fine, è investito di questo incarico è lo stesso Gesù; il suo assassinio avviene fuori della vigna, proprio come l’esecuzione capitale di Gesù sul Golgota che era fuori le mura della città santa.

A questo punto si pone una domanda: in questa identificazione metaforica chi sono i vignaioli omicidi e chi sono gli altri contadini ai quali il padrone darà la gestione della vigna? La risposta è nella frase da noi citata che dichiara esplicitamente la decadenza dall’affitto della vigna da parte di un soggetto designato con il pronome “voi”. Quindi, non sono tutti gli Ebrei in generale, ma coloro che respingeranno e condanneranno a morte Gesù.

I nuovi locatari sono, invece, i credenti in Cristo, sia ebrei, sia pagani, in pratica la comunità cristiana a cui si rivolgono gli evangelisti. Non è, dunque, legittima nessuna interpretazione generalizzata di taglio antisemitico. Il «popolo che produce frutti» è la nuova generazione dei fedeli al Signore e alla sua alleanza, mentre sui ribelli che elimineranno il Figlio di Dio incombe una sorte espressa simbolicamente con il ricorso alla citazione del Salmo 118,22-23 e dal relativo commento. Positivamente il Salmo afferma l’edificazione di una nuova comunità che ha per perno e fondamento Cristo: «La pietra che i costruttori hanno scartato [e qui appare in sintesi il significato negativo della parabola] è diventata la testata d’angolo: questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi» (Matteo 21,42).

L’applicazione dell’immagine salmica della pietra a Gesù respinto eppur trionfante è, invece, severa e terribile: «Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato» (21,44). Un orizzonte finale, dunque, contemporaneamente luminoso di salvezza e fosco di giudizio.