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Si apre domenica 22 settembre alle 16,30 al Palais des Congrès di Parigi il 38° Incontro Internazionale per la Pace, intitolato “Immaginare la Pace”. Organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’Arcidiocesi di Parigi, questo evento annuale riunisce insieme leader religiosi, rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni, e migliaia di giovani e partecipanti da tutto il mondo che non si rassegnano alle troppe guerre nel mondo e che si fa portavoce delle terribili sofferenze inferte alle popolazioni civili coinvolte.
L’Incontro per la pace, si inserisce nello “spirito di Assisi” iniziato nel 1986 da papa Giovanni Paolo II, che vuole sensibilizzare le coscienze sul fatto che la pace è possibile solo attraverso la collaborazione tra culture e religioni diverse. Un messaggio potente e urgente in un mondo in cui le divisioni sembrano crescere sempre di più.
A tema, dunque, il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, che sembrava, almeno alle nostre latitudini, essere stato messo nella soffitta della Storia e che, invece, è risorto come l’araba fenice prima nella guerra russo-ucraina e poi nel conflitto di Israele con Hamas e Hezbollah. La necessità, dunque, di promuovere un futuro di pace e solidarietà, in un momento storico caratterizzato da conflitti globali come quelli in Ucraina e Medio Oriente.
Il programma dell’evento prevede una serie di forum e discussioni su temi cruciali, come il disarmo, la crisi ambientale, la questione dei migranti, la democrazia e la solidarietà internazionale. Tra i partecipanti di rilievo il presidente francese Emmanuel Macron, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, leader religiosi come il Gran Rabbino di Francia Haim Korsia, il rettore della Grande Moschea di Parigi Chems- Eddine Hafiz, e il primate anglicano Justin Welby. Uno dei momenti più significativi sarà la testimonianza di Alina Hassani, una rifugiata afgana salvata attraverso i corridoi umanitari, simbolo di speranza per le vittime dei conflitti.
L’incontro si concluderà con una cerimonia finale sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame, ancora nel pieno dei cantieri dopo l’incendio dell’aprile 2019, durante la quale verrà letto un messaggio di Papa Francesco e il suo appello per la pace mondiale.
L’Incontro per la pace, si inserisce nello “spirito di Assisi” iniziato nel 1986 da papa Giovanni Paolo II, che vuole sensibilizzare le coscienze sul fatto che la pace è possibile solo attraverso la collaborazione tra culture e religioni diverse. Un messaggio potente e urgente in un mondo in cui le divisioni sembrano crescere sempre di più.
A tema, dunque, il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, che sembrava, almeno alle nostre latitudini, essere stato messo nella soffitta della Storia e che, invece, è risorto come l’araba fenice prima nella guerra russo-ucraina e poi nel conflitto di Israele con Hamas e Hezbollah. La necessità, dunque, di promuovere un futuro di pace e solidarietà, in un momento storico caratterizzato da conflitti globali come quelli in Ucraina e Medio Oriente.
Il programma dell’evento prevede una serie di forum e discussioni su temi cruciali, come il disarmo, la crisi ambientale, la questione dei migranti, la democrazia e la solidarietà internazionale. Tra i partecipanti di rilievo il presidente francese Emmanuel Macron, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, leader religiosi come il Gran Rabbino di Francia Haim Korsia, il rettore della Grande Moschea di Parigi Chems- Eddine Hafiz, e il primate anglicano Justin Welby. Uno dei momenti più significativi sarà la testimonianza di Alina Hassani, una rifugiata afgana salvata attraverso i corridoi umanitari, simbolo di speranza per le vittime dei conflitti.
L’incontro si concluderà con una cerimonia finale sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame, ancora nel pieno dei cantieri dopo l’incendio dell’aprile 2019, durante la quale verrà letto un messaggio di Papa Francesco e il suo appello per la pace mondiale.




