Don Giovanni Nicolini, sacerdote e monaco della Piccola Famiglia dell'Annunziata, scomparso a 84 anni, è una figura emblematica della Chiesa bolognese e italiana. Nato a Mantova nel 1940, dopo la laurea in filosofia all'Università Cattolica di Milano e gli studi teologici, viene ordinato diacono nel 1967. La sua vocazione si intreccia con la passione per il Vangelo e la dedizione ai poveri, che lo rendono un punto di riferimento per la comunità. Condivise le speranze del rinnovamento conciliare nella realtà ecclesiale bolognese e guidata allora dal cardinale Giacomo Lercaro in stretta collaborazione con monsignor Luigi Bettazzi e don Giuseppe Dossetti. Fu richiesto proprio da Dossetti di continuare ad esercitare la diaconia per qualche anno, proprio per mostrare al popolo cristiano il senso del diaconato non solo come passaggio verso l’ordinazione presbiterale.

Divenuto sacerdote nel 1972, partecipò con dedizione ed entusiasmo alla creazione delle Famiglie della Visitazione, che cercavano di vivere nella dimensione secolare il carisma monastico della Piccola Famiglia dell’Annunziata costituita da Dossetti. Nel ruolo di assistente generale dell’Azione cattolica bolognese e con la responsabilità del Vicariato per la carità fu avvocato dei miseri e dei poveri, dei migranti, dei marginali, interpretando la sua missione di cristiano e di presbitero come inveramento costante del messaggio evangelico nelle pieghe e nelle piaghe della città. Fu anche assistente nazionale delle Acli dal 2017 al 2022.

Per anni, don Giovanni è stato cappellano del carcere della Dozza a Bologna e vicino ai malati dell'ospedale Sant'Orsola. In questo contesto difficile, ha saputo instaurare un dialogo profondo con i detenuti, accompagnandoli nel loro percorso di rinascita e offrendo loro una speranza concreta. Il suo impegno si è rivolto anche ai detenuti di fede islamica, promuovendo il dialogo interreligioso e la comprensione reciproca. Don Giovanni era il "prete dei poveri", un testimone esemplare del Vangelo. Nonostante il suo impegno pastorale, conservò una forte impronta monastica. La preghiera e la meditazione sono stati il fulcro della sua vita, alimentando la sua dedizione al prossimo. Il suo esempio ci ricorda l'importanza di unire contemplazione e azione, di coltivare la dimensione spirituale per essere testimoni credibili del Vangelo nel mondo. Nel 2022, don Giovanni aveva ricevuto il Premio "Testimoni del nostro tempo" per il suo instancabile impegno a favore dei poveri e degli emarginati. Un riconoscimento che testimonia la stima e l'affetto che la comunità nutre per lui.