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Agroalimentare e tessile, il TTIP può convenire all'Italia?

20/06/2016  Gli industriali italiani prevedono un forte incremento delle esportazioni verso gli Usa. Ecco perché.

Il settore agroalimentare e quello tessile sono indiscutibilmente il cuore del Trattato commerciale  tra Ue e Usa. Al momento è quanto emerge da tutti i documenti che si possono prendere in considerazione. Risulta evidente, dunque, che tra i Paesi maggiormente interessati c'è l'Italia.

Secondo Confindustria, con il TTIP in Italia verrebbero assicurati almeno 30.000 nuovi posti di lavoro. Al momento, il volume di scambi nel solo settore agricolo tra Roma e Washington è quantificabile in 2,5 miliardi di dollari l'anno. Ma bisogna ricordare che attualmente sono significative le limitazioni all'esportazione dall'Italia in Usa di prodotti ortofrutticoli, sempre per motivi di standard di produzione o ispezioni, di dazi e quote di mercato. Si può immaginare il vantaggio se le limitazioni venissero rimosse.

Ma non siamo ancora al vero core business, se non parliamo di formaggi. Attualmente, ci fa notare Anthony Gardner, ambasciatore Usa presso l'Unione Europea, gli americani stanno scoprendo sempre di più il cibo di qualità. Gardner ci dice che nel 2013 la vendita di formaggi italiani esportabili ha subito un'impennata del 200% rispetto all'anno precedente. Bisogna ricordare che i formaggi pastorizzati al momento non sono esportabili per differenze normative negli standard di pastorizzazione. Superare tutto ciò, con il TTIP, significherebbe spalancare per la ricchissima produzione italiana di formaggi spazi notevoli di mercato. C'è poi il peso delle quote stabilite di mercato. Per esempio, attualmente dopo una certa quantità di un certo tipo di formaggio esportato, scatta un aggravio del dazio. E' un caso di barriere tariffarie oltre i dazi, in via di rimozione con il TTIP.  

Si dovrebbe aprire a dovere il capitolo dei vini italiani, sempre più amati dagli americani raffinati, ma sostanzialmente, si tratta di dinamiche analoghe. Bisogna piuttosto ricordare che sono 1.400 i prodotti italiani per i quali l’Italia si distingue tra i primi 5 Paesi del mondo, dall’agroalimentare al tessile, al pellame, solo per citare alcuni ambiti.

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