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«Contiamo sull'aiuto della Santa Sede per riportare indietro gli ucraini catturati dalla Russia'». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al termine dell‘incontro con papa Francesco e con il segretario di Stato Pietro Parolin commenta su X i colloqui e spiega che «per tutti noi in Ucraina la questione delle persone catturate e deportate rimane incredibilmente dolorosa. Si tratta di adulti e bambini, molti civili che ora sono detenuti nelle carceri e nei campi in Russia. Ieri è stato riferito che la giornalista ucraina Viktoria Roshchyna è morta durante la prigionia russa. Per molti giornalisti ucraini che conoscevano Victoria, la sua morte è un duro colpo. Molti altri giornalisti, personaggi pubblici, capi di comunità dei territori occupati e persone comuni catturate durante l'occupazione russa rimangono prigionieri in Russia». Per questo, scrive ancora il presidente ucraino, «la questione del riportare a casa il nostro popolo dalla prigionia è stata l'obiettivo principale del mio incontro con Papa Francesco».
Il Vaticano fa sapere che «i colloqui in Segreteria di Stato», ai quali ha partecipato anche monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato, «sono stati dedicati allo stato della guerra e alla situazione umanitaria in Ucraina, nonché alle vie che potrebbero metterle fine, portando ad una pace giusta e stabile nel Paese. Inoltre, sono state esaminate anche alcune questioni relative alla vita religiosa nel Paese».




