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sabato 20 aprile 2024
 
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Anziani soli, il toccasana dei legami

10/08/2023  Contro la solitudine e il caldo dell’estate la Comunità di sant’Egidio promuove il progetto Viva gli anziani, una rete di sostegno sul territorio che aiuta ad affrontare le piccole emergenze

È un venerdì pomeriggio di questa torrida estate e si boccheggia quando la signora Rita di 86 anni, che due anni fa ha perso il marito e ora vive sola in un appartamento nel quartiere romano di Monteverde, urla chiedendo aiuto. Non sa bene cosa vuole, ma sa di non stare bene. La sente dalla finestra la portiera dello stabile di fronte, che invece sa cosa fare. Per prima cosa compone al telefono il numero l’89.92.222 e allerta il servizio Viva gli anziani della Comunità di sant’Egidio (www.vivaglianziani.it). Gli operatori, che hanno mappato il territorio della fragilità e conoscono la signora Rita, chiamano una vicina che ha una copia delle sue chiavi di casa e con a lei vanno a vedere cosa succede. Trovano Rita in stato confusionale, spaventata perché non riusciva ad aprire la porta e a telefonare. Allertano allora il medico di famiglia, che va a visitarla. Poi aumentano le ore di assistenza a domicilio della badante che tre giorni a settimana si occupa di lei, e comunicano l’evolversi della situazione ai servizi sociali.

Un intervento come tanti in questa estate 2023, un’emergenza gestita e sanata in poche ore grazie a una rete di contatti, formali e informali, attivata con un importante lavoro preliminare sul territorio.

COMUNITÀ SANT'EGIDIO E "VIVA GLI ANZIANI", ATTIVI DA VENT’ANNI

Fra temperature alte e solitudine, per gli anziani l’estate è un tempo critico. Mettiamoci pure che l’Italia è il Paese più vecchio d’Europa, con il 24% di ultrasessantacinquenni e 9 milioni di anziani – soli o in coppia, ma senza figli e assistenza – in situazione di fragilità, e il quadro è completo. «Abbiamo lanciato Viva gli anziani ormai 20 anni fa, rivolgendoci in particolare agli over 80 per aiutarli a superare le criticità continuando a vivere in casa, evitando il ricovero in casa di riposo», spiega Olga Madaro, responsabile del servizio della Comunità di sant’ Egidio. «Abbiamo cominciato dopo l’estate torrida del 2003, nella quale morirono migliaia di anziani in tutta Europa. E non ci limitiamo al periodo estivo, alcuni casi li seguiamo tutto l’anno». Il “killer” da combattere è l’isolamento sociale e per questo il servizio di Sant’Egidio – attivo in altre dieci città oltre a Roma – si basa sulla prevenzione e sulla costruzione attorno all’anziano di reti formali con le istituzioni e i servizi sociali, e di legami informali con i vicini di casa, i commercianti, i farmacisti, i fornai e i portieri degli stabili, che diventano parte del progetto e, come sentinelle, avvisano la sala operativa del servizio in caso di emergenza.

IL SOSTEGNO DEI VOLONTARI

  

Gli anziani hanno così una serie di piccoli e grandi sostegni preziosi: dalla telefonata per sapere come va alla consegna dei pacchi viveri, passando per l’aiuto a reperire medicine e all’essere accompagnati dal medico. A un nucleo di operatori si affiancano diversi volontari. E ci sono anche “volontari senior” che, dopo essere stati monitorati loro stessi come anziani, hanno deciso di diventare attivi sul territorio e aiutare altri coetanei che hanno più bisogno. Come Natale di Maura, romano di 85 anni, che abita a Trastevere: «Collaboro con il progetto perché un giorno mi hanno citofonato e mi hanno chiesto se avevo bisogno di qualcosa, poi una signora mi ha invitato ad andare alla Comunità di sant’Egidio, che ha sede vicino a casa mia. Visto che sono sano e sto ancora bene, ho deciso di rendermi utile per altri anziani che magari escono poco e hanno più bisogno di me». Natale è volontario da otto anni: «Provo una grande soddisfazione perché aiutando gli altri nascono anche delle relazioni e, invece di fare io bene a loro, sono loro che fanno bene a me».

Ogni giorno Natale dedica un’ora e mezza a fare telefonate per chiedere “come va?”. «Se qualcuno mi invita a prendere un caffè a casa sono contento perché, più che altro, quello che manca è l’essere ascoltati», dice ancora Natale. «Oltre al caldo le persone soffrono la solitudine, ma a volte basta una telefonata per essere più sereni».

(Foto in alto: ANSA)

 
 
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