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sabato 31 luglio 2021
 
 

Cambogia, la tratta delle bambine

03/07/2010  Ricerca di 27 Ong sul traffico per sfruttamento sessuale nel Paese del Sud-est asiatico. Più di un terzo delle vittime è costituito da minorenni.

Il 37 per cento sono bambine. E la più piccola ha 7 anni. E' il dato più agghiacciante che emerge da una ricerca sul traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale in Cambogia, condotta lungo tutto il 2009 da 27 Organizzazioni non governative presenti nel Paese del Sud-est asiatico, e finanziata dalla onlus italiana Intervita. Non si tratta di un'indagine statistica, ma di un profilo delle vittime emergente da 109 casi dei quali le Ong interessate hanno avuto conoscenza diretta. Una goccia nel mare, dato che si stima che nel Sud-est asiatico siano più di 200.000 le vittime del traffico di esseri umani, tra donne e bambini.

      In Cambogia questo terribile fenomeno è relativamente recente, ma l'impressione delle associazioni che lo combattono è che sia in rapida crescita. Le 109 vittime cambogiane sono tutte donne, e tutte al di sotto dei 39 anni. Circa la metà di loro proviene da famiglie disgregate e povere, per il 36 per cento sono analfabete e per il 49 per cento possiedono un'istruzione elementare.

     Il 76 per cento di queste giovani sapeva che sarebbero state coinvolte in attività legate alla prostituzione. Una conferma che nei Paesi del Sud del mondo la tratta a scopo di sfruttamento sessuale è alimentata direttamente dalla povertà endemica e dalla mancanza di istruzione. "E qui entra in gioco il turismo occidentale, che in Cambogia sta crescendo rapidamente", ha commentato Daniela Bernacchi, direttore generale di Intervita. "Sugli 83 trafficanti oggetto della ricerca, per la prima volta rispetto ad anni precedenti si è registrata la presenza di due occidentali".

     Tutti questi trafficanti erano conosciuti dalle vittime e dalle famiglie, e alcuni avevano con loro legami di parentela. Soltanto il 10 per cento delle donne ha avuto a disposizione un avvocato, sempre appartenente alle Ong presenti in Cambogia. 53 vittime infatti hanno sporto denuncia alle autorità, ma solo in 15 casi sono state condotte indagini, che hanno portato all'arresto di 13 trafficanti. L'insufficienza, e comunque l'inefficacia delle leggi attuali e del sistema giudiziario sono considerati elementi che favoriscono di fatto l'aumento dello sfruttamento sessuale in Cambogia.

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