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giovedì 21 ottobre 2021
 
CARABINIERI
 

Verità e servizio, l'Arma dal Papa

06/06/2014  Messa e udienza per i 200 anni della fondazione. Francesco ha anche annunciato che il 13 settembre andrà a Redipuglia, in occasione del centenario dell'inizio di quella «enorme tragedia che è stata la Prima guerra mondiale».

In anticipo di qualche minuto il Papa è entrato in piazza San Pietro accolto da circa 50mila carabinieri in servizio e in congedo. «Un presidio importante, punto di riferimento per la collettività, anche nei paesi e nelle contrade più remote e periferiche», ha detto a quanti si sono assiepati in piazza per celebrare i 200 anni dalla fondazione dell'Arma. «Celebrare questa ricorrenza significa ripercorrere due secoli della storia d'Italia, tanto è forte il legame dell'Arma dei carabinieri con il Paese».



Le due sfide importanti alle quali sono chiamati i carabinieri sono quelle della verità e del servizio, aveva detto l'ordinario militare monsignor Santo Marcianò durante la messa celebrata in piazza San Pietro. «La verità è la sfida che anche noi ci troviamo ad affrontare, in un mondo in cui il relativismo e il soggettivismo non si limitano a essere correnti culturali più o meno imponenti ma avvelenano talmente la vita dei singoli e della società, da assumere un vero e proprio potere di corruzione. Pensiamoci bene: non è forse a servizio della verità e contro ogni corruzione che nasceva, duecento anni fa, l’Arma dei Carabinieri? La verità, parola purtroppo ormai impopolare per le nuove generazioni, è in realtà il fondamento della giustizia, del bene comune, della pace che noi stessi siamo chiamati a custodire».

E ancora sulla verità monsignor Marcianò aveva sottolineato che «c'è una verità che fa parte dell’ordine, della sicurezza, e si costruisce con il quotidiano lavoro dei Carabinieri nelle nostre Stazioni, anche le più piccole, sparse su tutto il territorio nazionale e concretamente vicine alla gente. C’è poi una verità, potremmo dire, scientifica, che richiede l’impegno investigativo in indagini criminali o la perizia di smascherare contraffazioni e inquinamenti. C’è, ancora, una verità che si configura come lotta alla menzogna di governi che opprimono, regimi che ledono la libertà, guerre che occultano le loro atrocità, comunità - persino famiglie - diventate più soffocanti di prigioni. E c’è infine una verità profonda, scritta nel cuore di ogni uomo, fosse pure il più criminale, che ci obbliga ad andare oltre le apparenze e i giudizi facili, invitandoci sempre a dare alla persona possibilità di riscatto, recupero, rinascita».
Sulla sfida del servizio, invece, l'ordinario militare aveva ribadito« che l’entità del servizio cresce proporzionalmente al grado di responsabilità». I Carabinieri sono «gente di servizio: servizio alla Patria, al bene comune, ai singoli, in particolare proprio ai "deboli" e ai "meno dotati"».

«La sfida del servizio è la sfumatura più importante per portare avanti la missione secondo lo spirito dell’Arma, in un tempo in cui la gratuità, la disponibilità, la custodia, sono valori disprezzati e considerati ostacolo al consumismo e alla produttività esasperata, cioè a quelle distorsioni che corrompono il senso della società e persino dell’economia».
Sullo spirito di servizio papa Francesco ha incentrato gran parte del suo discorso: «La vostra missione si esprime nel servizio al prossimo e vi impegna ogni giorno a corrispondere alla fiducia e alla stima che la gente ripone in voi. Ciò richiede costante disponibilità, pazienza, spirito di sacrificio e senso del dovere. Nel vostro lavoro siete sostenuti da una storia scritta da fedeli servitori dello Stato che hanno onorato la vostra Arma con l’offerta di sé stessi». Per loro il Papa chiede un momento di preghiera e silenzio. E poi riprende: «con l’adesione al giuramento prestato e il generoso servizio al popolo». Come esempio di servizio il Papa ha citato Salvo D'acquisto, «che a 23 anni, qui vicino a Roma, a Palidoro, ha spontaneamente offerto la sua giovane esistenza per salvare la vita di persone innocenti dalla brutalità nazista».
Infine il Papa ha annunciato che, in occasione del centenario dell'inizio di quella «enorme tragedia che è stata la Prima guerra mondiale, il prossimo 13 settembre intendo recarmi pellegrino al Sacrario militare di Redipuglia, in provincia di Gorizia, per pregare per i caduti di tutte le guerre. Di quella guerra ho sentito tante storie dolorose dalle labbra di mio nonno che l'ha fatta sul Piave».

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