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lunedì 18 ottobre 2021
 
Ad Assisi
 

Carlo Acutis, aperta la tomba: «Ora potremo pregarlo con più fervore»

01/10/2020  Il corpo del futuro beato sarà esposto alla venerazione dei fedeli fino al 17 ottobre. Il vescovo Sorrentino: «Una meteora che ha lasciato una scia di luce». La madre Antonia Salzano: «Ci auguriamo che attraverso l’esposizione del corpo di mio figlio i fedeli possano elevare con più fervore e fede le preghiere a Dio»

Un paio di jeans, le sneakers ai piedi e una felpa, la corona del Rosario tra le mani. Il corpo è stato trovato in buono stato di conservazione, Questa l’immagine che si presenta ai fedeli di Carlo Acutis che sarà beatificato il 10 ottobre prossimo nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Giovedì mattina, infatti, nel Santuario della Spogliazione della città umbra è stata aperta la tomba per esporre alla venerazione dei fedeli il giovane Servo di Dio morto il 12 ottobre 2006 nell’ospedale San Gerardo di Monza a causa di una leucemia fulminante e che la Chiesa potrebbe proclamare patrono di Internet per via della sua passione per la rete che considerava uno strumento formidabile per evangelizzare e per diffondere la devozione all’Eucarestia. Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 anni, che sta facendo il giro del mondo e che testimonia come davvero per questo ragazzo l’Eucaristia è stata la sua “autostrada per il cielo”.

Carlo Acutis, per suo volere, è stato sepolto nel cimitero di Assisi nel 2006, poi nell’aprile 2019 il corpo è stato traslato nel Santuario della Spogliazione dove fino al 17 ottobre rimarrà esposto alla venerazione dei fedeli.

L’apertura è avvenuta al termine della Messa delle 11,30 celebrata dal vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino e alla quale erano presenti i genitori di Carlo. «Il corpo è stato trovato completamente integro in tutte le sue parti e questo ha sorpreso sia i medici che la madre Antonia Salzano», spiegano dalla diocesi umbra, «il viso e le mani, dove più erano evidenti le tracce della decomposizione, hanno subito un piccolo trattamento».

Acutis, ha ricordato mons. Sorrentino, «è passato in mezzo a noi come una meteora. Morto a soli quindici anni: quale disgrazia e quale strazio per i suoi e per quanti gli volevano bene! Ma nei disegni di Dio, quella disgrazia nascondeva una grande grazia. Quella meteora ha lasciato una scia di luce che lo rende ancora vivo e operante in mezzo a noi».

Carlo, ha aggiunto il vescovo, «è stato mandato come uno dei discepoli dei quali ci ha parlato il Vangelo; quelli che avevano il compito di battistrada, per preparare la via a Gesù, ed erano mandati ad annunciare la pace: ‘Pace a questa casa’. Inviati come agnelli in mezzo ai lupi, ma sapendo di essere i portavoce del buon Pastore».
Per il presule, «Carlo ha avuto questa missione. L’ha avuta specialmente per i giovani, per i suoi coetanei di questo tempo così entusiasmante e, insieme, così disorientato. Un tempo dove si sperimentano cose meravigliose attraverso una tecnologia che unisce il mondo da un capo all’altro, ma che tante volte si fa tumulto di informazioni e messaggi contraddittori, nei quali è così difficile ritrovare la bussola della verità e dell’amore”. Carlo, ricorda mons. Sorrentino, “è un ragazzo del nostro tempo. Un ragazzo dell’era internet, un modello di santità dell’epoca digitale, come lo ha presentato Papa Francesco nella sua lettera ai giovani di tutto il mondo. Il computer, con la sua mostra dei miracoli, è diventato il suo andare per le strade del mondo, come i primi discepoli di Gesù, a portare nei cuori e nelle case l’annuncio della pace vera, quella che placa la sete di infinito che abita il cuore umano. Quella dei giovani che vogliono davvero vivere da ‘originali’ e non diventare fotocopie delle mode effimere».

Il vescovo ha annunciato anche un’opera di carità legata alla memoria di Carlo Acutis: «Apriremo una mensa per i poveri a poca distanza dal santuario della Spogliazione e ogni anno sosterremo un progetto nei Paesi del Terzo mondo per aiutarli a creare le condizioni per un’economia solidale».

Commossa la mamma di Carlo, Antonia Salzano: «Siamo emozionati», ha detto, «che finalmente la tomba di Carlo sia stata aperta, soprattutto perché i fedeli che Carlo ha sparsi per il mondo saranno in grado di vederlo e di poterlo venerare in modo più forte e coinvolgente. Ci auguriamo che attraverso l’esposizione del corpo di Carlo i fedeli possano elevare con più fervore e fede le preghiere a Dio che attraverso Carlo ci invita tutti ad avere più fede, speranza e amore verso di Lui e verso i nostri fratelli proprio come Carlo ha fatto nella sua vita terrena. Preghiamo che Carlo interceda per tutti noi presso Dio e ci ottenga tante grazie».

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