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martedì 28 giugno 2022
 
L'INCONTRO
 

Vite ad alta intensità: Carlo Casini, un autentico testimone della misericordia

30/04/2022  Fondatore e a lungo presidente del Movimento per la vita, magistrato, parlamentare italiano ed europeo, uomo impegnato nel sociale con sempre il sorriso sulla bocca, morì il il 23 marzo 2020 all’età di 85 anni. A Napoli un convegno ne ha ricordato la figura e l'eredità umana, culturale e spirituale. Tra i relatori, anche don Stefano Stimamiglio, direttore di "Famiglia Cristiana"

Carlo Casini (1935-2020) e Vittoria Quarenghi (1934-84, esponente del mondo cattolico, docente e politicia della Dc. Foto Ansa.
Carlo Casini (1935-2020) e Vittoria Quarenghi (1934-84, esponente del mondo cattolico, docente e politicia della Dc. Foto Ansa.

Si è svolto a Napoli,  il 30 aprile 2022, un convegno in ricordo di Carlo Casini, figura centrale dell’associazionismo cattolico degli ultimi decenni, morto il 23 marzo 2020 all’età di 85 anni dopo una lunga e sofferta malattia. Fondatore e a lungo presidente del Movimento per la vita, grande difensore della vita nascente, magistrato, parlamentare italiano ed europeo, uomo impegnato nel sociale con sempre il sorriso sulla bocca, Casini rappresenta un riferimento fondamentale per il futuro di chi crede nel valore e nella dignità della vita in ogni istante fin dal concepimento.

Il titolo del convegno, “Carlo Casini testimone di misericordia”, mette in risalto la carica umana e spirituale di questa figura di spicco della vita politica e sociale italiana ed europea, che lo rappresenta forse ancor più delle sue tantissime iniziative sociali e politiche condotte nel corso della sua lunga vita. Organizzatore del convegno il Forum Sociosanitario (che associa in Italia circa 400 mila professionisti del settore) e le associazioni aderenti, tra cui il Movimento per la Vita, l’Associazione Medici Cattolici Italiani, l’Associazione Italiana di Pastorale Sanitaria, l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani, l’Unitalsi e il Movimento Cristiano Lavoratori.

Tante le relazioni svolte alla presenza del vescovo ausiliare di Napoli, monsignor Francesco Beneduce. Aldo Bova, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Sociosanitarie, ha introdotto i lavori denunciando che va affermandosi una sorta di egoismo nella nostra società, che afferma una visione falsata della vita e del suo immenso valore, con il conseguente atteggiamento riduzionistico del senso dell’umano. Di qui la missione della Chiesa di promuovere quei valori che hanno trovato in Carlo Casini uno straordinario testimone.

Antonio Falcone, medico di Nola, ne ha messo in risalto le doti di cristiano dotato di grande umanità, uomo di misericordia e figura credibile del Buon Samaritano. Il magistrato Renato Santilli  ha sottolineato la capacità di confronto pacato ma fermo di Casini, soprattutto durante i processi penali, e il suo senso di giustizia che lo rese attento e accogliente sia alle vittime che ai loro carnefici nei processi a cui partecipò come magistrato inquirente. Notabile il rispetto delle norme giuridiche, che ha esplicitato soprattutto come magistrato inquirente a Firenze dal 1964 al 1979, prima di essere eletto parlamentare.

Il politico Antonio Iodice, che è stato eletto parlamentare europeo nel 1984 insieme a Casini, ne ha sottolineato la capacità di dialogo con tutte le parti, soprattutto con gli avversari, e la capacità di testimoniare la bellezza della vocazione cristiana nella politica, secondo le raccomandazioni di Paolo VI, che considerava la  politica come forma più alta della carità. “La sua vocazione politica nasceva dalla consapevolezza che le grandi domande che nascono dalla società dovevano trovare una risposta nella politica, come anche chiedeva il Concilio Vaticano II”, ha sostenuto Iodice riferendosi alla sua vocazione politica. “Un uomo veramente libero”, ha concluso l’ex parlamentare.

La figlia Marina Casini, attuale presidente del Movimento per la vita, ne ha tracciato il profilo umano e spirituale, raccontando diversi episodi della sua giovinezza, tempo in cui emergevano già le sue doti di bontà e pazienza in famiglia e nei contesti che frequentò fin da giovane, sia a scuola che nella “Chiesina” di Firenze. Chesteron, Thomas Merton, Carlo Gnocchi furono tra le sue letture giovanili. Tanti i sacerdoti che lo accompagnarono e lo formarono alla vita cristiana e alla meditazione del Vangelo. “Papà manteneva sempre la sua parola, è stato sempre un uomo gioioso, conscio che il male si vince con il bene. La sua fede era dinamica, era in un cammino di conversione permanente”, ha concluso.

UN UOMO CAPACE DI INCROCIARE MONDI DIVERSI

Filippo Maria Boscia, presidente dell’Associazione dei medici cattolici italiani, ha spiegato l’approccio di Casini rispetto alle grandi questioni nel campo medico che ha affrontato come temi concreti della sua attività politica. Domiciliazione dell’assistenza e cure palliative sono fra le tematiche che ha affrontato, oltre a quelle più note sulla vita nascente. “Al fondo del suo agire sociale e politico vi è stata la dimensione della compassione per la fragilità in tutte le sue manifestazioni”, ha spiegato. “Dobbiamo considerare Casini come un medico per quanto ha fatto, soprattutto riguardato al fatto che circa il 60% dei bambini che vengono abortiti a causa di  diagnosi prenatali problematiche sono curabili”, ha concluso.

Paola Binetti, già parlamentare cattolica e amica di Casini, ha trattato il profilo della sua personalità politica. “Credo che Carlo Casini sia un santo”, ha esordito. “E’ stato la testimonianza vivente che si può vivere una vita politica unita a un grande carico di valori umani e insieme teologali”. Perché Casini non ha mai avuto incarichi politici importanti? A questa domanda la Binetti risponde che è stato dovuto alla sua grande libertà nelle scelte e alla determinazione nel perseguimento dei suoi valori politici, che ha avuto come prezzo la rinuncia a incarichi importanti. Questo fatto, sorprendente, si spiega soprattutto con il suo distacco dalle cose, e soprattutto dal compromesso. “Tenere insieme carità e verità è stata la cifra del suo agire politico”, ha concluso.

Giuseppe Grande, medico andrologo e segretario generale del Movimento per la vita, ha toccato l’opera di Casini per la tutela della vita. “Impegno di avanguardia il suo”, ha detto Grande, “impegno cristiano di speranza per la costruzione di una società veramente umana e giusta: la stessa società che ha sempre riconosciuto la dignità dei più poveri di sempre: i neri e le donne un tempo, mentre oggi il debole nella nostra società sono l’embrione e il morente”.

 

Il tavolo dei relatori in un momento del convegno svoltosi a Napoli. La prima a destra è Marina Casini, figlia  di Carlo.
Il tavolo dei relatori in un momento del convegno svoltosi a Napoli. La prima a destra è Marina Casini, figlia di Carlo.

La vita al centro, sempre

  

Massimo Gandofini, medico e promotore del Family Day, ha raccontato che Casini si sentiva chiamato in politica a causa dell’emarginazione del tema della vita e soffriva per gli egoismi dei governanti. Lottava perché accogliere il nascente e il morente è la base della costruzione di una società giusta e della pace. “Oggi arrivano in Parlamento una serie di provvedimenti legislativi che, figli della dittatura del relativismo, vogliono scardinare la famiglia e favoriscono visioni dell’uomo disumanizzanti, che Casini ha contribuito a combattere”.

Infine alcune testimonianze, anche di giovani, hanno tratteggiato la profonda umanità di Carlo Casini e la sua vicinanza ai giovani. Ha partecipato in qualità di relatore anche don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, che ha presentato il profilo biografico di Casini.

 
 
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