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mercoledì 22 maggio 2024
 
il personaggio
 

Chi è padre Guilherme Peixoto, il prete dj (benedetto dal Papa) che ha fatto ballare i ragazzi della Gmg

09/08/2023  Nel 2006, appena insediatosi alla guida della parrocchia di Laúndos, a Póvoa de Varzim, nel nord del Portogallo, ha aperto un bar “Ar de Rock Laundos” dove si diverte a fare il dj-set. Nel 2019 è andato in Vaticano e ha chiesto a Francesco di benedirgli le cuffie. Domenica scorsa, al Parque Tejo di Lisbona, ha fatto ballare il milione e mezzo di giovani della Giornata mondiale della gioventù

Musica techno, hit famosissime come Jerusalema e The Nights di Avicii intervallate dal Gloria in versione remix e da alcune frasi di papa Francesco e San Giovanni Paolo II.

Così, all’alba di domenica scorsa, mentre il sole spuntava al Campo da Graça nel Parque Tejo di Lisbona, padre Guilherme Peixoto, sacerdote e deejay, ha dato la sveglia a oltre un milione e mezzo di giovani, arrivati il giorno prima per partecipare alla veglia e alla Messa conclusiva di papa Francesco per la Giornata mondiale della gioventù.

Peixoto, infatti, su un lato dell’altare allestito per la celebrazione ha tenuto un dj-set molto animato davanti ai ragazzi che ballavano sulle note techno e altrettanti vescovi e sacerdoti, con addosso gli abiti liturgici per la Messa, che accennavano qualche ballo e soprattutto si divertivano a fare fotografie al prete deejay e alla folla danzereccia.

Peixoto, 49 anni appartiene alla diocesi portoghese di Braga e ha la vocazione per la musica fin da ragazzo.

Da diciassette anni, infatti, oltre a fare il parroco svolge anche il lavoro parallelo di deejay. Nel 2006, appena insediatosi alla guida della parrocchia di Laúndos, a Póvoa de Varzim, nel nord del Portogallo, ha ereditato una parrocchia fortemente indebitata.

Gli venne l'idea di aprire un bar, che ha chiamato “Ar de Rock Laundos”, dove parrocchiani volontari servivano bevande mentre altri organizzavano il karaoke. «Non è un caffè, non è un bar e non è un club», ha scritto su Facebook, «è molto più di un luogo fisico. È uno spirito orientato alla convivialità tra generazioni, alla riunione di famiglia, dove cerchiamo di far sentire tutti a casa e di farli socializzare senza pregiudizi o restrizioni di età».

Padre Guilherme si è divertito e si è appassionato così tanto a questo posto da riscoprire la sua vecchia passione per la musica cimentandosi con i giradischi davanti ai clienti. Ha imparato sul campo, ma voleva di più. Si è iscritto a una scuola per dj per diventare un professionista. Fino ad arrivare a condividere la musica con 1,5 milioni di giovani in quella che è, all’alba di domenica al Parque Tejo di Lisbona, è diventata la più grande discoteca a cielo aperto del mondo.

Nel novembre 2019, per dimostrare il suo attaccamento a questa vita parallela da deejay, durante un incontro in Vaticano, aveva chiesto proprio a papa Francesco di benedire le sue cuffie. «Durante l’incontro con il Pontefice», ha raccontato, «ho esordito raccontandogli della mia passione per la musica corale e per la musica elettronica e poi gli ho chiesto la benedizione delle cuffie, una richiesta alla quale Francesco ha acconsentito con buon umore».

Presentissimo sui social, dove posta i video delle sue performance e si definisce con tre parole – sacerdote, cappellano militare, techno music – padre Guilherme Peixoto è su Facebook, Instagram (dove ha 202mila follower), YouTube e ovviamente TikTok, il social più amato e frequentato dagli adolescenti.

Padre Guglielmo da bambino era un tipo ribelle e quando, a 13 anni, è entrato in seminario, ha colto tutti di sorpresa. Nessuno si aspettava che potesse diventare prete, ma la famiglia ha sempre creduto in lui e lo ha sostenuto in tutto.

È nato con diversi problemi di salute e la speranza che sopravvivesse era poca. Tuttavia, con tutti i rischi che correva, i genitori hanno deciso di portarlo a casa: «Anche se non ce l'avessi fatta, almeno avrei passato quella prima notte a casa e non in ospedale. Fui subito battezzato in ospedale», ha raccontato. Quando tornò a casa la famiglia era sempre al suo fianco a pregare e insieme fecero una promessa: se fosse sopravvissuto lo offrivano al Signore, cioè sarebbe diventato prete. Coincidenze o no, quello che è certo è che è successo davvero.

«Non so se la mia vocazione sia stata influenzata da questa promessa fatta dai miei quando ero neonato», ha spiegato, «ho saputo questa storia solo diversi anni dopo essere diventato sacerdote».

Quando è entrato in Seminario, si è unito a diversi gruppi: uno che suonava rock, l'altro canzoni popolari. E nei fine settimana andava in discoteca «pur continuando a frequentare la Messa e le lezioni durante la settimana, naturalmente», come ha spiegato in un’intervista al settimanale cattolico francese Le Pelerin, «facendo il deejay voglio mostrare ai giovani una visione del mondo, per dire loro che sulla pista da ballo siamo tutti uguali. E quando trasmetto i messaggi di papa Francesco e Giovanni Paolo II creo un mix di fede, messaggio di Dio e musica che entusiasma i giovani». Ci sono ovviamente alcuni fedeli che lo criticano ai quali lui risponde con un sorriso. «Ho sempre avuto la fiducia dei miei vescovi, ed è quello che voglio continuare a fare», ha detto a Le Pelerin.

Così il parroco usa il dialogo per spiegare ai suoi detrattori che sta «applicando il messaggio di Francesco: andate dove ci sono i giovani».

 
 
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