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Credere

Chi è il protagonista della preghiera?

16/07/2020  Essenzialmente nella preghiera si tratta di essere docili all’azione dello Spirito dentro di noi. La riflessione del teologo Gaetano Piccolo

Continuiamo a descrivere i passaggi che ci possono aiutare a costruire i nostri momenti di preghiera. Nell’articolo precedente abbiamo compreso l’importanza del desiderio, che il desiderio originario di Dio per noi è prima di tutto Lui che vuole incontrarci. Abbiamo anche compreso l’importanza di non lasciare questo incontro con Dio all’improvvisazione: è utile fissare in anticipo il tempo e il luogo della nostra preghiera. Il passaggio successivo che prendiamo qui in considerazione è la disponibilità a lasciarsi incontrare dal Signore. Ci aiuterà quindi iniziare la nostra preghiera esprimendo a Dio il nostro desiderio di essere totalmente a sua disposizione. Ciascuno può scegliere le parole più adatte a esprimere questa apertura allo Spirito, ma sant’Ignazio negli Esercizi spirituali suggerisce una preghiera che ci permette di prendere consapevolezza di essere alla presenza di Dio con tutto quello che siamo: «Ti chiedo, Dio nostro Signore, la grazia che tutte le mie intenzioni, le mie attività esterne e le mie operazioni interiori tendano unicamente al servizio e alla lode della tua divina Maestà». La preghiera non è infatti uno spettacolo interiore dove è importante avere pensieri brillanti e riflessioni profonde, si tratta invece di essere docili all’azione dello Spirito dentro di noi. Sempre sant’Ignazio ci ricorda infatti che «non è il tanto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente». Ci disponiamo quindi a sentire e gustare quello che Dio vorrà suscitare dentro di noi. Queste premesse ci fanno anche comprendere che la preghiera che stiamo descrivendo ha un carattere profondamente affettivo. Siccome si tratta del modo di pregare descritto negli Esercizi spirituali, che costituiscono il cuore della spiritualità dei Gesuiti, possiamo concludere con una piccola considerazione simpatica: in genere i Gesuiti sono conosciuti, chissà se a giusta ragione, come persone intellettuali, pensatori, uomini colti, in realtà il cuore della spiritualità ignaziana porta l’attenzione sugli affetti, sui sentimenti e sulla vita interiore. E allora, continueremo, nei prossimi articoli a descrivere i momenti successivi della preghiera. Fin qui siamo infatti solo all’inizio!

Inviate le vostre domande a lettori.credere@stpauls.it

 
 
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