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La solidarietà spaventa il virus

26/03/2020  C’è un messaggio inequivocabile da ascoltare: o ci salviamo insieme o non si salva nessuno! La riflessione del teologo Gaetano Piccolo

Sabato santo, il giorno che precede la Pasqua, è un giorno di silenzio e di attesa. Sembra che tutto si fermi, persino il respiro della terra. Nelle ore buie dell’umanità, come quella che stiamo vivendo in questo momento a causa dell’epidemia da Covid-19, ritorniamo a percepire la tenebra che avvolge il mondo. Ma, a differenza della notte di Pasqua, questa volta non siamo sicuri che il fuoco tornerà ad accendersi o almeno non sappiamo fino a quando resterà spento. E come nel Sabato santo che precede la risurrezione di Cristo, così anche in questo tempo oscuro che stiamo attraversando, ognuno viene fuori per quello che è e lo vive a modo suo. Il lungo sabato santo che stiamo vivendo nel 2020 ci ha portato un messaggio inequivocabile: o ci salviamo insieme o non si salva nessuno! È come se il vero antidoto a questo virus fosse la solidarietà: ciascuno è chiamato ad autoisolarsi affinché il male possa morire. Al contrario, quello che fa vivere il virus è l’egoismo: se ciascuno pensa a se stesso, al proprio interesse, al proprio piacere, se ciascuno mette il proprio punto di vista al di sopra dell’interesse di tutti, il virus si diffonde, diventa sempre più forte e alla fine mangerà tutti, anche coloro che pensavano di salvarsi da soli! È evidente che chi non ha rinunciato alle serate al bar o in discoteca, chi si è messo in viaggio pensando di approfittare della chiusura delle scuole e degli uffici per tornare dai propri amici, si è fatto complice del virus. L’immagine più triste è la spavalderia di molti giovani, ormai imbevuti, grazie anche all’educazione dei loro genitori, della cultura dell’interesse personale: tanto muoiono i vecchi! Sono quei giovani cresciuti dentro un bagno di fatalismo: non succederà a me! Certo, anche noi europei, guardando alle drammatiche scene di epidemie e sciagure avvenute lontano da noi, abbiamo sempre pensato che non sarebbe mai accaduto nei nostri Paesi. E invece un nemico invisibile ci ha scompigliato l’esistenza. Forse il fuoco non si riaccenderà presto, forse i nostri programmi subiranno ulteriori variazioni, ma possiamo essere certi che Cristo ci aiuterà a risorgere: noi possiamo solo affrettare o allontanare quel momento scegliendo di vivere da persone solidali o da egoisti.

Inviate le vostre domande a lettori.credere@stpauls.it

 
 
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