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Credere

Suor Natalie Becquart: «La Chiesa navighi al vento dello Spirito»

07/10/2021  Sarà la prima donna sottosegretario al Sinodo dei vescovi. La religiosa saveriana si racconta al settimanale "Credere": «Vivo tutto questo con semplicità ma con un grande senso della storia»

Dal mare ha imparato a rispettare i tempi. A sapersi fermare quando il vento è troppo forte o c’è bonaccia. E quasi a superarlo in velocità, quando le forze in gioco sono favorevoli. Non ha la leggerezza di una barca a vela la Città del Vaticano, dove suor Nathalie Becquart abita da qualche mese. Ma da credente e skipper provetta sa che il soffio dello Spirito può smuovere anche imbarcazioni zavorrate, incrostate dalla ruggine. È diventata un simbolo questa religiosa francese della congregazione delle Saveriane, prima donna sottosegretario a un Sinodo dei vescovi, con conseguente diritto di voto. Con la sua nomina papa Francesco ha in qualche modo dato una prima risposta all’appello che in questi ultimi anni gli è stato rivolto da più parti e a più riprese: dare spazio alle donne, anche nei luoghi decisionali della vita della Chiesa; riconoscere il diritto alla parola qualificata a chi la comunità la costruisce, ogni giorno, nelle parrocchie, nelle opere sociali e ormai sempre più anche nelle facoltà di teologia. «Mi sento come un piccolo anello di una grande catena, dove ci sono le donne che mi hanno preceduto, penso alle madri conciliari, e quelle che sono nelle Chiese locali, alle mie consorelle, alle laiche, le donne del popolo di Dio. Non sono qui per me, vivo tutto questo con semplicità ma con un grande senso della storia», dice suor Nathalie. «Una storia che», spiega, «ha detto forte e chiaro alla Chiesa e all’intera società che le donne vanno coinvolte con più responsabilità. Anche per lottare contro ingiustizie e discriminazioni. La mia nomina rientra nella visione ecclesiologica del Papa che tiene conto dell’importanza del sensus fidei del popolo di Dio. Anche il riconoscimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato va in questa direzione».

PRIMA DI CINQUE FIGLI

Ascoltando la sua storia, il primo pensiero è che Nathalie non potrebbe che essere qui oggi. Nasce 52 anni fa in Francia, in una famiglia cattolica aperta, impegnata nel sociale, amante della musica e dello sport. È la prima di cinque figli Il padre è direttore commerciale di un’azienda, cambia spesso sede, la famiglia si sposta tra Parigi, la provincia e quindi la Bretagna, dove Nathalie scopre la passione per il mare e la vela. La nonna, Mame, diventata vedova molto giovane, passa le sue giornata tra la parrocchia, l’accoglienza dei migranti e le visite in carcere. «Una famiglia eterogenea anche nel modo di vivere la fede. Direi che sin da piccola ho scoperto la pluralità della Chiesa». Frequenta la parrocchia, gli scout, il Movimento eucaristico giovanile. Studia economia e scienze sociali, pensa a una famiglia futura. All’università incontra i Gesuiti presso la cappellina universitaria. Fa un corso di esercizi spirituali, scopre la sete della parola di Dio, l’incontro quotidiano con il Vangelo. Decide di trascorrere un anno in Libano, come altri colleghi dell’università. Vive a Beirut con le religiose di Nazaret, durante la settimana insegna, nel weekend va nei campi profughi. «Era la prima volta che vivevo lontano dalla mia famiglia. In quell’anno ho cominciato a pensare alla consacrazione, anche perché ho scoperto un modo diverso, gioioso, di vivere la vita religiosa, nonostante le sofferenze della guerra».

NELLA CHIESA, IN DIALOGO

  

«Il Libano è stato importante per farmi iniziare un discernimento sulla mia vita», continua. «Lì ho capito che non ha senso ricevere un dono se non per ridonarlo». Decide di darsi del tempo. Torna in Francia, lavora per un paio di anni nella comunicazioni e nel marketing. Frequenta le Saveriane, una congregazione ignaziana: «Se Dio mi chiama alla vita consacrata è questo il mio posto, pensai. Una spiritualità profonda e incarnata, senza separazione, che guarda al mondo con uno sguardo positivo». Non abbandona la passione per la vela. «Pensavo di doverci rinunciare scegliendo la vita religiosa e invece con la mia Congregazione e i Gesuiti ho animato delle crociere di spiritualità, un progetto di esercizi spirituali per giovani. Sono venuta a Roma per la Giornata mondiale della gioventù del 2000 con una crociera di questo tipo, in barca a vela, dalla Francia a Ostia. È stato bellissimo». E proprio grazie al lavoro con i giovani arriva un altro momento che segna una svolta chiara nella sua vita. È il Sinodo dei giovani, che Nathalie segue perché, per la Conferenza episcopale francese, si occupa del servizio nazionale per le vocazioni e per i giovani. Per due anni cura la preparazione a livello nazionale, prende parte ai vari incontri preparatori a Roma. «Al Sinodo mi sono radicata ancora di più nel mistero della Chiesa che è il mistero della Trinità: è stato come un sogno, fratelli e sorelle che lavorano insieme e fanno esperienza di Cristo». Una tappa ricca, anche dal punto di vista umano, che va metabolizzata. Nathalie prende un anno sabbatico, tra il Canada e gli Usa, sente che la passione per la Chiesa richiede anche un approfondimento teologico. Al Boston College fa la specializzazione in ecclesiologia con una ricerca sulla sinodalità. Papa Francesco la chiama mentre sta completando il suo lavoro e la sua Congregazione si appresta a celebrare il centenario della fondazione (1921-2021) all’insegna del carisma “Appassionate di Cristo, appassionate per il mondo”. «Abbiamo aperto le celebrazioni proprio il 4 febbraio, nei giorni della mia nomina! Per la mia comunità, in Francia siamo 12, in totale 115 in sei Paesi, è stato un regalo, un riconoscimento per il nostro carisma ma anche per tante suore nel mondo». Oggi che si accinge a vivere due anni impegnativi — il sinodo nella sue varie fasi si concluderà nell’ottobre 2023 a Roma — spiega che il filo rosso che guiderà tutti i momenti, la sinodalità, «per me è un modo di vivere nella Chiesa ma anche in dialogo con il mondo». Nel cuore le ritorna la frase del Vangelo che l’accompagna da sempre e oggi in quella che forse è la traversata più complessa: «Andate al largo, dove è più profondo».

CHI È

Età 52 anni

Professione Religiosa saveriana

Famiglia Istituto La Xavière, Missionnaires du Christ Jésus

Fede Missionaria

Nathalie Becquart è nata a Fontainebleau nel 1969. Si è laureata a Parigi in imprenditoria. Si è offerta volontaria in Libano per un anno e poi ha lavorato per due anni come consulente nel marketing-comunicazione. Nel 1995 è entrata nell’Istituto La Xavière, Missionnaires du Christ Jésus. È stata direttrice del Servizio Nazionale per l’Evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni della Conferenza dei vescovi di Francia (dal 2012 al 2018) e consultore della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi (dal 2019).

I due sinodi

  

La Chiesa in cammino

Il Sinodo del vescovi si apre il 9-10 ottobre a Roma e il 17 nelle Chiese particolari e si conclude in Vaticano nel 2023 sul tema Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione. Anche la Chiesa italiana celebra il suo Sinodo, che ha per titolo Annunciare il Vangelo in un tempo di rigenerazione: un cammino di cinque anni che nella prima fase coinciderà con quello della Chiesa universale. Il primo anno sarà di ascolto a 360 gradi, secondo le 10 tracce proposte dal Sinodo generale nel documento preparatorio. Nell’aprile del 2022 ogni diocesi raccoglierà il materiale in una sintesi da presentare alla Cei e poi al Sinodo generale. Su questa base, nell’assemblea della Cei del 2022 si sceglieranno le priorità per la Chiesa in Italia. Nel 2022-2023, in Italia, ci si confronterà sulle tre o quattro priorità emerse e l’anno successivo si arriverà alle proposte. L’assemblea nazionale ci sarà nel 2025.

 
 
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