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venerdì 03 aprile 2020
 
 

Da Parma a Verona, la mobilitazione nelle città

23/03/2014  Si moltiplicano le iniziative in tutta Italia a sostegno della Giornata in ricordo delle vittime della mafia. Perché, come diceva Paolo Borsellino, «la lotta alla mafia non deve essere solo una distaccata opera di repressione. Deve essere un movimento culturale che coinvolge tutti»

«La lotta alla mafia non deve essere solo una distaccata opera di repressione. Deve essere un movimento culturale che coinvolge tutti», diceva Paolo Borsellino, magistrato assassinato dalla mafia a Palermo nel 1992.

Sulla scia di queste parole, si sono moltiplicate in tutta Italia le iniziative a sostegno della XIX “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, che si è svolta sabato, 22 marzo a Latina. Da Nord a Sud, ogni città ha voluto rinnovare la propria adesione organizzando iniziative ad hoc.

Il 19 marzo, a Parma, una fiaccolata illumina la città. Un corteo silenzioso si riversa nelle strade per ricordare chi ha perso la vita in nome della legalità e della giustizia. La processione termina in piazza Garibaldi, dove vengono lette alcune storie di vittime “dimenticate”, in particolare quelle di Celestino Fava e di Epifanio Li Puma. Lo stesso giorno, a Milano, alla Facoltà di Scienze politiche, è organizzata “La meglio gioventù”, una presentazione pubblica delle migliori tesi di laurea in Sociologia della criminalità organizzata.

Il 20 marzo a Verona, oltre alla proiezione del film di Pif “La mafia uccide solo d’estate”, si tiene l’evento dal titolo “Vittime di mafia: dal ricordo alla consapevolezza”, un incontro con Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone; Enrico Bellavia, giornalista esperto di mafie de La Repubblica; Francesco Accordino, ex capo della sezione omicidi della Squadra mobile di Palermo. La conferenza, promossa dall’Unione degli universitari (Udu) in collaborazione con Libera e con moltissime altre associazioni, ha l’obiettivo di coinvolgere nella lotta alla criminalità organizzata tutta la società civile, a cominciare dai giovani che studiano nell’ateneo scaligero. «Questa iniziativa si collega idealmente a quella prevista il 25 aprile all’Arena», spiega Maria Giuseppina Scala, presidente del Comitato delle associazioni veronesi “Verso il 21 marzo”, «un grande raduno per la pace, la non violenza, il disarmo».

Sempre il 20, a Quarto, in provincia di Napoli, le vittime delle mafie vengono ricordate con una partita di calcio allo stadio comunale. Obiettivo, promuovere i valori dello sport, del rispetto, dell’integrazione sociale. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, giornata simbolo di speranza e di impegno, in tutte le città italiane vengono letti i nomi delle oltre 900 vittime delle mafie. La sera partono poi i pullman diretti verso Latina. Ma gli impegni sul territorio proseguono anche oltre il grande evento. Nel capoluogo lombardo, ad esempio, la serata del 26 marzo (chiesa di piazza Sant’Angelo, ore 21) sarà animata dal “Requiem” di Mozart, appuntamento organizzato dalla Rete Culturale Cantosospeso e da Libera.

«Anche la potenza del canto e della musica è al servizio della battaglia contro le mafie», dichiara Francesca Bommarito, referente del Coordinamento dei familiari delle vittime della Lombardia. «Un momento artistico come questo serve a riflettere sull’importanza di un impegno condiviso e responsabile, unico antidoto alla prepotenza mafiosa».

 
 
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