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martedì 05 luglio 2022
 
- 70 giorni
 

De Palo sull'assegno unico: «Se vogliamo che la riforma sia epocale facciamola bene»

20/10/2021  È un appello che viene dalla società civile intera a 70 giorni dall'arrivo dell'assegno unico universale per figlio. «Perché tutti ne abbiano un vantaggio» come ha detto Mario Sberna, presidente nazionale Famiglie numerose; «Il 20 percento delle nostre famiglie vive in povertà assoluta»

«L’assegno unico universale è una delle riforme più importanti del nostro Paese degli ultimi anni. Chiediamo che sia fatto bene, in modo non solo che nessuno ci rimetta ma soprattutto che tutti ci guadagnino, anche perché la seconda causa di povertà oggi, in Italia, è la nascita di un figlio, abbiamo un problema enorme per quanto riguarda la natalità e per la prima volta tutto il parlamento è schierato a favore di questa misura. E allora facciamola bene, facciamola come una riforma epocale», ha dichiarato Gigi De Palo, presidente nazionale Forum Famiglie, a margine di una conferenza stampa congiunta che si è svolta a Palazzo Ferrajoli a Roma a 70 giorni dall'arrivo dell’assegno unico, che raccoglie l’unanimità di politica e società civile. 

Secondo Emiliano Manfredonia, presidente nazionale ACLI: «L'assegno Unico Universale è un ottimo passo in avanti per superare la logica dell'emergenza e della frammentarietà che troppo spesso ha accompagnato le politiche della famiglia nel nostro paese. Auspichiamo, affinché la norma sia davvero rivolta a tutte le famiglie, che vengano mantenute le detrazioni fiscali per i nuclei familiari, almeno finché non si proceda con una riforma strutturale dell'IRPEF, e poi che si utilizzi l'Isee come sistema selettivo per l'erogazione degli aiuti. A tal fine e affinché la riforma non rimanga incompiuta, è necessario che il Governo implementi le risorse per l'Assegno Unico Universale».

Anche per Giulio Romani, segretario confederale nazionale CISL: «L’assegno unico e universale è una misura molto importante a favore delle famiglie con figli minori. Occorre che sia disegnato in maniera equilibrata, garantendo l’equità e dando impulso alla natalità. C’è dunque bisogno di trovare il giusto bilanciamento tra progressività e universalità della misura. Attenzione ad includere il patrimonio per la definizione del beneficio perché si rischiano di penalizzare le classi medie, proprio quelle maggiormente colpite negli ultimi anni e sulle quali occorre dare particolare spinta alla natalità. È importante che l’assegno sia organicamente collocato in un contesto più ampio di riforma fiscale e la gestione e l’erogazione del beneficio devono essere agevolate il più possibile tenendo conto delle modalità, degli strumenti e delle strutture già oggi operanti».

Per Mario Sberna, presidente nazionale Famiglie numerose, ha ribadito che: «È necessaria una reale universalità dell'assegno in modo da garantire che arrivi a tutte le famiglie, a prescindere dall'ISEE. Inoltre senza correttivi importanti, per le famiglie numerose sarà una vera e propria debacle che nessuna clausola di salvaguardia potrà giustificare».

Sul tema è intervenuto anche il demografo Alessandro Rosina, analizzando le prospettive dell’impatto della nova misura: «Il successo dell’assegno unico e universale dipenderà molto sia dalle risorse destinate e sia da come la misura verrà effettivamente implementata. Le esperienze dei vari paesi europei che hanno misure analoghe mostrano che attraverso un sostegno economico solido, con una parte universale adeguata, è possibile dare un impulso immediato alla natalità».

 
 
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