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giovedì 20 giugno 2024
 
intervista
 

Don Ciotti: «La guerra è sempre errore ed orrore»

17/04/2024  Continua la mobilitazione della società civile e dell’associazionismo per impedire le modifiche peggiorative alla legge 185 del 1990 sull'export di armi. Un incontro a Roma nella sede di Libera

Prosegue la mobilitazione della società civile e dell’associazionismo per impedire le modifiche peggiorative alla legge 185 del 1990, pubblicata il 14 luglio di quell’anno sulla Gazzetta Ufficiale.  La legge, di 31 articoli, si intitola “Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”.  La legge, poi modificata nel 2003, ha vincolato lo Stato italiano alla trasparenza sul commercio delle armi.

La norma che garantisce il controllo del Parlamento e dei cittadini su un comparto strategico e critico del Paese, nonché sui flussi finanziari privati che lo alimentano, è sottoposta a un tentativo di modifica da parte della maggioranza di governo. “Le modifiche alla legge sono già state approvate dal Senato e, se approvate anche dalla Camera, svuoteranno la norma delle sue prerogative più preziose”  denuncia il network di organizzazioni della società civile, dal mondo laico e cattolico, riunite nella campagna “Basta favori ai mercanti di armi!”. 

L’aggiornamento legittimo e anche naturale, dopo così tanto tempo, della legge 185/90 non può e non deve diventare occasione per indebolire il controllo parlamentare sull’export di armi italiane. Le modifiche proposte mirano tra l’altro, dome sottolinea Banca Etica, a cancellare la "lista delle banche armate" che - seppur con molti limiti - da 30 anni consente al Parlamento e ai cittadini di sapere quali banche finanziano la produzione e l’export di armi e per quali importi.

La mattina di mercoledì 17 aprile, nella sede romana di Libera, due ore di interventi hanno ribadito la necessità di contrastare la riforma peggiorativa della legge. Don Luigi Ciotti ha richiamato la necessità del disarmo integrale (“non esiste la pace senza disarmo, nel mondo si stanno combattendo 59 guerre e la guerra è sempre errore ed orrore”), di una democrazia partecipata (le modifiche previste alla legge impedirebbero il ruolo del “monitoraggio civico”) e ha messo in guardia contro il ruolo delle mafie, sempre presenti nei territori di guerra (“i traffici di armi e droga vanno a braccetto”).  Don Alex Zanotelli ha esortato a “difendere la legge 185 fino in fondo”, fino alla disobbedienza civile. Zanotelli ha pure sottolineato che “un sistema economico e finanziario militarizzato pesa sull’ecosistema”. L’idea della disobbedienza civile è sposata da Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi. Laura Milani, coordinatrice responsabile del Servizio civile per la Comunità Papa Giovanni XXIII, si è detta favorevole a una campagna per promuovere l’istituzione di un ministero della pace. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International ha fatto un appello al mondo culturale perché diverse banche che finanziano l’industria bellica sono anche sponsor di attività culturali. Vincenzo La Rosa, a nome dell’Azione Cattolica, ha sottolineato che “le modifiche alla legge 185 allentano il controllo democratico”. All’incontro hanno partecipato anche due parlamentari dell’opposizione: Laura Boldrini (Partito Democratico) e Riccardo Ricciardi (Movimento Cinque Stelle). Boldrini ha ricordato che alla Camera sono stati presentati cinquanta emendamenti che mirano, fra l’altro, a ripristinare la trasparenza del sistema bancario e il coinvolgimento della società civile. Ricciardi ha sottolineato il clima bellicista innescato in Italia dalla guerra in Ucraina e poi a Gaza. “Oggi esporre la bandiera della pace”, ha detto, “è un atto eversivo”. 

 
 
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