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domenica 28 novembre 2021
 
settimana sociale
 

«È ora di agire, cambiamo stile di vita»

21/10/2021  Parla l'arcivescovo di Taranto Santoro in occasione dell'apertura della 49esima Settimana Sociale. «San Francesco d'Assisi ci insegna che la realtà è da accogliere come dono, non da depredare. La Laudato Sì ci indica la strada da percorrere: l'ecologia integrale»

«Il momento è decisivo e non possiamo più perdere tempo. Ci vuole un cambiamento di cultura, di stili di vita, di prospettive concrete. Se andiamo avanti così andiamo verso la distruzione del pianeta». È molto chiaro monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani. La 49ª edizione, che si svolgerà dal 21 al 24 ottobre proprio nella città pugliese che da anni combatte contro l’inquinamento dell’Ilva e non solo, porterà all’attenzione del Paese riflessioni teoriche e buone pratiche per invertire la rotta. Rimandato a causa della pandemia, l’appuntamento vuole approfondire le linee guida lanciate da papa Francesco con l’enciclica Laudato si’ e confrontarsi con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Per capire quali passi, da singoli e da comunità, possiamo compiere per attuare quella «ecologia integrale», citata dal Pontefice, che considera la tutela dell’umanità strettamente collegata a quella dell’ambiente in cui vive. Il pianeta che speriamo: ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso, il tema indicato per la quattro giorni, sarà affrontato, sottolinea monsignor Santoro, secondo tre linee essenziali: «Lo sguardo contemplativo di Francesco d’Assisi, che ci indica che la realtà non è da depredare, ma da accogliere come dono». Un secondo passo è quello, appunto, «dell’ecologia integrale, che ci dice che non esiste una questione ambientale separata dalla questione sociale» e, infine, «il passaggio dall’io al noi, dalla chiusura in sé stessi all’apertura alla comunità. In questo ci guida la Fratelli tutti che, al secondo capitolo, parla dell’icona del Buon Samaritano. È proprio questa figura che ci spiega come attuare il passaggio dal singolare al plurale e ci ricorda che la persona si realizza solo nel momento in cui si prende cura dell’altro». L’arcivescovo è stato chiamato, lo scorso due ottobre, a chiudere le giornate di riflessione del XVI Forum dell’informazione cattolica per la custodia del Creato, in un ideale passaggio di testimone da Bari, dove si è svolto l’incontro, a Taranto. «Sono stato felice di ascoltare tante buone esperienze portate avanti soprattutto dai giovani. Altre ne presenteremo durante le Settimane sociali», ha sottolineato. Ricordando che le Settimane, nate nel 1907 «per felice intuizione di Giuseppe Toniolo, «hanno tanto contribuito allo sviluppo del tessuto sociale italiano, basti pensare a quelle del 1944/45 che hanno riflettuto sui temi, soprattutto quello del lavoro, poi entrati in Costituzione». E così il mondo cattolico diventa fucina di idee per tutti. Ricordando, come ha fatto Greenaccord per l’incontro di Bari, che «nessuno si salva da solo» e che ci vuole un «nuovo rinascimento sociale ed ecologico».

Una sfida non facile che significa, spiega il presidente dell’associazione Alfonso Cauteruccio, «svegliarsi dal sonno dell’autoreferenzialità per aprirsi all’altro. Le sfide ecologiche, che spaventano, vanno affrontate insieme: non è una sfida tra ricchi e poveri o tra culture o visioni discordanti». Non solo parole, ma prassi. «Abbiamo selezionato tra i relatori, per la maggioranza donne, dei tecnici, degli studiosi, ma anche persone che hanno avviato start up ed esperienze che hanno dimostrato che un altro stile di vita è possibile». Da Angelo Santoro della cooperativa Semi di vita, che ha trasformato un terreno confiscato alle mafie in bene comune con una coltura biologica di pomodoro di eccellenza e alla portata di tutte le tasche, a Vito Peragine, direttore del Dipartimento di economia dell’Università di Bari, che ha spiegato come le disuguaglianze di reddito incidano sull’aspettativa di vita, sulla salute, sulle stesse prospettive future dei propri figli, a Valentina Tafuni, specialista in tutela internazionale dei diritti umani, a Sofia Asperti, della fondazione per lo sviluppo sostenibile, all’architetto Pantaleo Pedone, che ha illustrato i benefici dell’uso in edilizia della canapa, per citare solo alcuni degli intervenuti.

Si è spaziato dalle considerazioni sul consumo di anidride carbonica delle abitazioni alla possibilità di un car sharing per disabili, alle cooperative di prodotti bio di eccellenza e alla portata di tutte le tasche. In vista delle Settimane sociali, e mentre a Roma, alla Lateranense, papa Francesco e il patriarca Bartolomeo inaugurano il corso di studi sulla “Cura della nostra casa comune e tutela del Creato” e della Cattedra Unesco On Futures of Education for Sustainability, si moltiplicano le iniziative per riflettere e trovare vie concrete per un cambio di rotta. «Spazi come questi», sottolinea monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, parlando del forum di Greenaccord, sono «essenziali perché occorre riflettere insieme rimettendo al centro la necessità di ritessere il “noi” sociale ed ecclesiale che abbiamo perso. La vita ha bisogno di essere presa in carico, mentre in questi anni abbiamo sposato più la logica del prodotto e del profitto. Purtroppo, a volte, anche nei nostri ambienti». 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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