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venerdì 12 agosto 2022
 
etica e impresa
 

Ecco la carta dei valori per un capitalismo umanistico

27/06/2022  In linea con la Laudato si' di papa Francesco, il documento è stato formulato a cura della Fondazione Altagamma e consegnato al presidente Mattarella

Sostenibilità ambientale, economica, sociale, etica. Uomo al centro. Rispetto per la vita, la comunità e il territorio in un’ottica che da economia circolare diventa sferica. Il nuovo capitalismo umanistico  è la vera prioritaria innovazione dell’impresa del futuro, che dovrà agire tenendo sempre maggiormente in conto i vantaggi che si producono per la collettività. In linea con la Laudato si' di papa Francesco del 2015. È questo l’humus in cui nasce la nuova carta dei valori  che ispira la Fondazione Altagamma, consegnata simbolicamente al capo dello stato Sergio Mattarella e a papa Francesco in occasione del trentennale della Fondazione. “Abbiamo appena celebrato i trent’anni di Altagamma con un evento a Roma, molto significativo prima di tutto perché abbiamo avuto una grande risposta dei nostri soci, centododici aziende, che hanno partecipato in larga maggioranza dimostrando attenzione per l’attività della Fondazione e per i valori che ci siamo dati. Siamo tutti consapevoli, alcuni già lo fanno e altri stanno iniziando, che bisogna dare all’impresa qualcosa che vada oltre il profitto. Abbiamo sottoscritto una carta dei valori, un punto di partenza per il futuro, che è l’impegno da parte delle nostre aziende ad operare in armonia con l’ambiente, mettendo al centro le persone e i talenti”, spiega Matteo Lunelli, presidente della Fondazione Altagamma.

“Il consumatore sceglie un marchio perché incarna dei valori condivisi. È in atto un cambiamento molto forte nell’alto di gamma, dove sta emergendo un nuovo concetto di lusso che è più autentico, più inclusivo, più legato alla qualità intrinseca e al portato valoriale dei brand. Altagamma è intersettoriale, quindi le tematiche relative alla sostenibilità sono molto diverse al suo interno. La carta dei valori è un minimo comun denominatore. Sarebbe, forse, stato più facile per ciascuno di noi raccontare le proprie eccellenze, invece abbiamo voluto fare un esercizio che sposti il focus sui requisiti minimi che tutti noi dobbiamo rispettare per fare in modo che tutto il comparto si muova all’unisono in una certa direzione, condividendo best practise. Cito Brunello Cucinelli perché incarna perfettamente questo tipo di visione imprenditoriale essendo da sempre promotore di una cultura aziendale che valorizza territorio e collaboratori, ma anche finanziando la ristrutturazione del Duomo di Perugia. Consegnare la carta dei valori al presidente Mattarella, che ci ha accolti al Quirinale restando disponibile a un dialogo che abbiamo apprezzato molto, è stato un grande onore. Lo abbiamo ringraziato per quello che sta facendo per l’Italia, per lo spirito di servizio con cui ha accettato il secondo mandato e lui ci ha risposto che ringraziava le nostre aziende e i nostri collaboratori per quello che noi facciamo per il Paese, perché l’alto di gamma è ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo ed è una locomotiva dell’economia nazionale”.

Il futuro del made in Italy dell’eccellenza parte ufficialmente da qui, dai valori che sono l’articolazione della formula del “bello buono e ben fatto”, con obiettivi chiari e misurabili, condivisi anche in udienza generale con papa Francesco, che nella seconda Enciclica parla di ecologia integrale come nuovo paradigma di giustizia. “Da cattolico – continua Lunelli - è stata una grande emozione incontrare il Papa, la mattina seguente. E non solo dal punto di vista spirituale. Tutti noi riconosciamo come da tempo sia impegnato a comunicare il rispetto della natura e del Creato. Il Papa esorta ciascuno di noi ad abbandonare stili di vita sbagliati e le aziende a operare in modo da non creare danni all’ambiente o alla società in generale. La dottrina sociale della Chiesa parla di impresa e responsabilità sociale, ma papa Francesco, molto legato al suo essere francescano, ha anche più volte portato l’attenzione del mondo, con voce autorevole e forte, sull’esigenza di operare in armonia con l’ambiente. Madre terra, quindi dobbiamo rispettarla come una madre. L’alto di gamma è una industria che ha la sostenibilità nel suo dna, che è intrinsecamente sostenibile per vari motivi. In primo luogo perché da parte di tutti i nostri brand esiste da sempre un intimo legame con i luoghi di appartenenza. Io, questo, lo vivo in modo particolare, essendo un produttore di vino, perché il vino è espressione di un territorio. Da qui il dovere di tutelarlo, promuoverlo e costruire un circolo virtuoso di sviluppo. In secondo luogo, i prodotti dell’alto di gamma sono sostenibili perché, se pensiamo al mondo del design, agli oggetti di arredo o alla moda per esempio, sono destinati a durare nel tempo. Cosa c’è di più sostenibile se non ciò che ha una proiezione lunga di fruizione? Avendo un posizionamento di alto livello, abbiamo il dovere di essere leader rispetto alle tematiche della sostenibilità e della creazione di un ecosistema etico attento a collaboratori e filiere, che porti ad adottare un codice etico aziendale, a formare e investire nei dipendenti,  a tutelarli,  ad aumentare la presenza di donne nell’organizzazione interna. È questa la sfida di un futuro sempre più presente. Del mondo che ci piace”. 

 

(nella foto, Matteo Lunelli consegna al presidente Mattarella la Carta dei valori)

 

 

 

 

 
 
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