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giovedì 30 giugno 2022
 
Crollo demografico
 

Gli italiani non fanno più figli? Per fortuna c'è chi non si arrende

06/05/2022  "Il crollo delle nascite è un'emergenza Nazionale. Non solo demografica, ma anche sociale, economica e culturale. Ogni bimbo che nasce è segno di rinascita del Paese. I nuovi nascituri non solo contribuiscono a allo sviluppo di uno Stato, ma sono una speranza anche per il futuro"

Dal 12 al 13 maggio si svolge-ranno per la seconda volta gli Stati generali della natalità, evento promosso dal Forum delle associazioni familiari, che nel 2021 aveva visto la presenza di papa Francesco e del premier Draghi, per ricordare quanto sia importante la questione demo-grafica, e quanto sia preoccupante un Paese in cui il numero dei nati continua a diminuire, implacabilmente, anno dopo anno. Si è passati, in Italia, dai 576.659 nati del 2008 ai 399.431 del 2021, superando così anche la soglia psicologica dei 400.000 nati in un anno. Un crollo verticale, apparentemente inarrestabile, che con-duce il nostro Paese a una prospettiva di crescente invecchiamento, di spopolamento, di regressione demografica e sociale.

Per certi versi, quindi, la celebrazione degli Stati generali della natalità potrebbe essere definita quasi una cattiva notizia: parafrasando Bertold Brecht quando diceva «sventurata la terra che ha bisogno di eroi», anche l’Italia è sfortunata ad aver bisogno di un allarme così forte come la “convocazione di Stati generali per la natalità”. Eppure è davvero necessario ricordare che il crollo della natalità costituisce una vera e propria emergenza nazionale, non solo demografica, ma anche sociale, economica, culturale, davanti alla quale non si può voltare lo sguardo da un’altra parte né, tantomeno, sottovalutarne, la portata, con motivazioni banali e in mala fede, come chi dice “se saremo di meno, staremo meglio”, oppure “meno persone, meno inquinamento”, o ancora “ci penseranno gli immigrati”, o peggio, in modo quasi di-sperato, “come si fa a dare la vita a un figlio in un mondo così incerto e complicato?”.

In questo invece questi Stati generali sono davvero una buona notizia perché confermano che c’è ancora qualcuno che non si arrende, che non L’incontro promuoverà l’idea che i bambini sono un bene pubblico e una risorsa di futuro per il Paese. Ogni vita che nasce dà nuova linfa al mondo Gli italiani non fanno più figli? Per fortuna c’è chi non si arrende di Francesco Belletti, direttore Cisf (Centro internazionale studi famiglia)L’INTERVENTO GLI STATI GENERALI DELLA NATALITÀ A ROMA (12-13 MAGGIO) dà per scontato l’inverno demografico, che non cede alla paura del futuro. In questo appuntamento si discuterà sicuramente di politiche nazionali, di sostegno economico alle famiglie e ai figli, di servizi di aiuto alle relazioni familiari e per l’accoglienza alla vita, delle responsabilità per Governo, Regioni ed enti locali.

Tanto può essere ancora fatto per migliorare le azioni pubbliche a favore della famiglia e del-la natalità. Ma l’opportunità più importante che l’Italia potrà cogliere sarà sicuramente la possibilità di portare nel dibattito pubblico la consapevolezza – e l’urgenza – di considerare i figli che nascono come un bene pubblico, una risorsa di futuro, frutto e segnale di un popolo che torna a investire e a sperare nella vita. Un bimbo che nasce è un mondo che rinasce, una vita nuova dà nuova vita a tutto il mondo. Questa è la sfida che ha di fronte il nostro Paese se vuole ricostruire il proprio presente e il proprio futuro.

 
 
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