Si augura che la Dichiarazione abbia lo stesso impatto del documento Fiducia supplicans, visualizzato, sul web, da 7 miliardi di persone e, secondo un sondaggio non reso pubblico, apprezzato dal 75 per cento dei giovani italiani sotto i 35 anni. Il prefetto del dicastero della Dottrina della fede, il cardinale Victor Fernandez, presenta alla stampa Dignitas infinita, il documento redatto dalla Dottrina della fede e approvato dal Papa nella data non casuale del 2 aprile, diciannovesimo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

ll dramma della povertà, la guerra, il travaglio dei migranti, la tratta delle persone, gli abusi sessuali, le violenze contro le donne, l’aborto, la maternità surrogata, l’eutanasia ed il suicidio assistito, lo scarto dei diversamente abili, la teoria del gender, il cambio di sesso, la violenza digitale. A 75 anni dalla Dichiarazione dei diritti umani la Dottrina della fede fa una summa del magistero del Pontefice indicando, nei suoi tre capitoli e nelle 116 note di corredo bibliografico, «alcune gravi violazioni» particolarmente attuali dei diritti umani. Si parte dall’ineguale distribuzione delle ricchezze per poi condannare, senza appello, le guerre e difendere la dignità umana da ogni sopruso. La Dichiarazione ribadisce il no all’aborto e alla pena di morte, all’accanimento terapeutico e all’eutanasia, perché «la morte va accolta e non somministrata» e bolla la maternità surrogata come una «pratica che lede gravemente la dignità della donna e del figlio...». Sulle torture, le uccisioni e le discriminazioni nei riguardi dei gay il cardinale si è detto «esterrefatto» di fronte a cattolici che benedicono le leggi dei loro Paesi che arrivano fino alla pena di morte per queste persone. «Come dicastero siamo a favore della decriminalizzazione dell'omosessualità», ha detto in maniera esplicita.

Il cardinale ha anche invitato a leggere ogni paragrafo in collegamento con gli altri perché «si illuminano a vicenda». E così «prima di parlare di aborto si parla di violenza contro le donne», e prima ancora della povertà che porta allo stremo milioni di persone. Su gender e sul cambio di sesso il cardinale ha stigmatizzato «le tendenze a voler creare la realtà invece che accettarla, come se l’uomo fosse onnipotente e non ci fosse nulla prima di lui».

Tutto il documento, ha poi concluso, «è organizzato sul principio della dignità umana al di là di ogni circostanza», come è detto nella Fratelli tutti. Perché «al di là di qualsiasi circostanza» le persone non smettono di avere dignità e, prendendo a prestito le parole che Giovanni Paolo II pronunciò incontrando i disabili nel 1987 al Parkstadion di Gelsenkirchen, una «dignità infinita».