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I bambini vittime della guerra in Ucraina: il report di Save the children

20/02/2023  Ogni giorno vengono uccisi o feriti 4 bambini. Più di 900 ore trascorse nei bunker dai più piccoli nell’ultimo anno. Oltre 40mila scuole distrutte e duemila danneggiate dallo scoppio della guerra. L'organizzazione umanitaria presente in Ucraina lancia la petizione #bambinisottoattacco

Ogni giorno in Ucraina vengono uccisi o feriti in media 4 bambini, per lo più in attacchi con armi esplosive in aree popolate. Delle centinaia di civili che hanno avuto incidenti con ordigni esplosivi, circa il 40% è morto per le ferite riportate, il 22% di questi decessi riguarda donne e bambini. Più del 20% degli edifici scolastici del Paese, 1 su 5 sono stati danneggiati o distrutti. La guerra colpisce in maniera drammatica i più piccoli. Nell’ultimo anno le bambine, i bambini e i ragazzi sono stati costretti a nascondersi sottoterra per circa 920 ore, pari a 38,3 giorni, più di un mese. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – nel Rapporto “Un pesante tributo: l'impatto di un anno di guerra sui bambini in Ucraina" diffuso oggi nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Inger Ashing, Direttrice generale di Save the Children International e, da Kiev, Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina


Il Rapporto evidenzia le informazioni raccolte dall’Organizzazione a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina e viene lanciato nell’ambito della campagna Bambini sotto attacco, che denuncia il drammatico impatto fisico e psicologico della guerra sui bambini e le gravi conseguenze sulla loro crescita. Dall'inizio del conflitto in Ucraina sono stati uccisi 438 bambini e 851 sono stati feriti . Ogni giorno, le bambine e i bambini in Ucraina sono esposti a gravi violazioni e continuano a essere in pericolo. Violenza sessuale, bombardamenti, ferite o morte a causa ordigni esplosivi, torture, distruzione di ospedali e scuole, costituiscono ormai una tragica normalità per il Paese. La maggior parte delle vittime civili registrate sono state causate dall'uso di armi esplosive con effetti ad ampio raggio, compresi i bombardamenti dell'artiglieria pesante, sistemi di lancio di razzi multipli, missili e attacchi aerei. Delle centinaia di civili che hanno avuto incidenti con ordigni esplosivi, circa il 40% è morto per le ferite riportate; il 22% di questi decessi riguarda donne e bambini.


Al 31 ottobre 2022, sono stati registrati 86 i casi di violenza sessuale contro donne, uomini e ragazze, tra cui stupri, anche di gruppo, nudità forzata e denudamento forzato in pubblico, torture e abusi sessuali . La Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull'Ucraina ha documentato casi di violenza sessuale e di genere contro i civili, con vittime di età compresa tra i 4 e gli 82 anni, e casi in cui le bambine e i bambini sono stati violentati, torturati, confinati illegalmente, uccisi e feriti in attacchi indiscriminati con armi esplosive. 


Dallo scoppio della guerra ci sono stati 703 attacchi accertati a operatori e strutture sanitarie, che hanno portato a una significativa riduzione della capacità di assistenza sanitaria nel Paese. Il conflitto ha creato un onere significativo e crescente sui servizi sanitari per le madri e i neonati in Ucraina, tanto che i rapporti sulle nascite premature stimano che fino al 10% di tutti i neonati nascono prematuri in Ucraina. Anche l'istruzione è stata oggetto di attacchi prolungati in questo ultimo anno. Al 23 dicembre 2022, almeno 2.619 istituti scolastici sono stati danneggiati e più di 406 sono stati interamente distrutti, secondo i dati del Ministero ucraino dell'Istruzione e della Scienza (MOES). Questo rappresenta più del 20% degli edifici scolastici del Paese, 1 su 5. A cui si aggiungono gli attacchi alla rete elettrica e ad altre strutture civili che rendono complesso anche l’apprendimento a distanza.

LA STORIA DI SOPHIA

A Charkiv, ad esempio, nell'ultimo anno le sirene hanno suonato più di 1.700 volte per un totale di circa 1.500 ore, mentre le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia hanno registrato oltre 1.100 ore di allarmi ciascuna.  Lungo la linea del fronte nel sud-est dell'Ucraina, i bombardamenti non cessano quasi mai. Le famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case, molte delle quali ormai distrutte, per vivere sottoterra senza elettricità, acqua e riscaldamento.  
"Piangevamo tutti, eravamo terrorizzati", ricorda Sophia*, 16 anni, che il 24 febbraio a Kharkiv si è svegliata per via delle esplosioni e delle sirene. Dopo essere stata sfollata diverse volte, ha collaborato con i volontari e, alla fine, ha fatto evacuare altri otto bambini, portandoli con sé a Zakarpattia, nell'estremo ovest dell'Ucraina, dove ora vive con la nonna. Anche se la regione occidentale è considerata una delle più sicure, Sophia ha detto che gli allarmi sono sempre frequenti. Quando la sirena suona, Sophia di solito trascorre un'ora in una cantina buia e fredda sotto la loro casa. Ma se l'allarme la coglie mentre è a scuola, trovare rifugio diventa un’impresa.  "Se c'è una sirena antiaerea, gli studenti dell'ultimo anno del liceo  - dalla nona all'undicesima classe – vanno presso la sede del consiglio comunale. Lì hanno attrezzato un bunker", racconta Sophia. "Ci vogliono cinque minuti per raggiungerlo di corsa o 15 se si cammina. Ma mi sono sempre chiesta se l’allarme arrivasse durante il blackout, non si sentirebbe la sirena, e se ci fosse un attacco missilistico, quanto mi ci vorrebbe per correre al rifugio...  47 secondi". 
Avere un bunker attrezzato e completamente arredato non è una cosa che tutti possono permettersi, e molti continuano a rifugiarsi in scantinati spesso freddi di palazzi residenziali o altri edifici. 
 

 

LA PETIZIONE DI SAVE THE CHILDREN

Save the Children lavora ogni giorno per fornire alle bambine e ai bambini che vivono nelle zone di conflitto un sostegno immediato e a lungo termine per ricostruire le loro vite e oggi, alla vigilia del primo anniversario dell’acuirsi del conflitto in Ucraina, lancia la campagna Bambini sotto attacco, affinché i governi e le organizzazioni internazionali diano priorità alla protezione dei minori e al loro benessere. Questo significa garantire assistenza sanitaria, accesso all’istruzione, sostegno psicologico e programmi per consentire il loro recupero e la loro resilienza. La campagna Bambini sotto attacco di Save the Children prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione fino al 26 marzo, anniversario della guerra in Yemen.Con la petizione “I bambini in guerra sono sotto attacco. Puniamo i crimini commessi contro di loro”, lanciata oggi, l’Organizzazione chiede al Governo italiano di ascoltare seriamente i bambini vittime di reati gravi nei processi legali, di ampliare la giurisdizione universale per consentire di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei loro diritti in qualsiasi parte del mondo, di documentare i crimini contro i minori e stanziare risorse per rafforzare i meccanismi esistenti.
Firma la petizione:

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