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sabato 18 maggio 2024
 
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I cinque quesiti su cui si vota, i pro e i contro

01/06/2022  Il 12 giugno saremo chiamati a votare per il referendum. Nel numero in edicola da giovedì spieghiamo i 5 quesiti su cui gli elettori sono chiamati a pronunciarsi. Si può votare anche dall'estero

Il 12 giugno dalle 7.00 alle 23.00, contestualmente alle elezioni amministrative dove previste, si vota in tutta Italia per il referendum sulla giustizia. La consultazione è stata promossa da Lega e Radicali, tradizionalmente schierati su fronti opposti in questa materia. I quesiti proposti erano inizialmente otto, ma la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili, per diverse ragioni, quelli in tema di legalizzazione della cannabis e dell’eutanasia (in realtà omicidio del consenziente) e di responsabilità civile diretta del magistrato (quella indiretta è già prevista). Ne sono rimasti cinque, di cui due, come vedremo, potrebbero essere già in parte superati se passasse la riforma Cartabia in discussione  in Parlamento, cui parzialmente si sovrappongono. Il referendum abrogativo è valido se vota la maggioranza degli aventi diritto, dunque il 50% +1 degli italiani con diritto di voto. Chi vota sì è favorevole all’abrogazione delle norme contenute nei quesiti, chi vota no è contrario all’abrogazione.

Il titolo della prima scheda è: “Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi”. Si tratta della cosiddetta “legge Severino”. Il decreto, voluto dall’allora ministra guardasigilli, prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i politici, (parlamentari e amministratori locali), che abbiamo riportato condanne penali, per reati non colposi….. Il secondo quesito riguarda la limitazione della custodia cautelare. Il terzo tocca la separazione delle carriere mentre il quarto estende il diritto di voto dei membri laici nei consigli giudiziari. Infine il quinto quesito riguarda l'eleggibilità dei magistrati al Csm. Sul nostro sito, di seguito, importanti contributi per conoscere le questioni poste all'attenzione degli elettori. E per chi volesse saperne di più un'approfondita inchiesta sul nostro settimanale in edicola da giovedì due giugno, con le interviste a Giovanni Guzzetta (per il sì) e ad Armando Spataro (per il no). 

 
 
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