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giovedì 27 gennaio 2022
 
 

I fantasmi delle stazioni

04/05/2010  Il dolente universo di quanti s'aggirano tra binari e pensiline. I dati raccolti in sei città. Sotto, in un video, la storia di Antonio, il "Che Guevara" di Roma Termini.

Centotrentamila interventi e diecimila persone prese in carico ogni anno in sole sei città: Roma, Milano, Foggia, Catania, Napoli e Firenze. Sono questi i numeri della rete degli Help center, i centri nati dalla collaborazione tra i comuni, il settore Politiche sociali delle Ferrovie dello Stato e gli enti del privato sociale, che dal Nord al Sud del nostro Paese si occupano del disagio all’interno delle stazioni.

    Nella maggior parte dei casi a chiedere aiuto sono uomini (68%), stranieri (84%), di età compresa tra 18 e 39 anni (58%). La media giornaliera è di 345 interventi e 28 prese in carico di nuove persone, di cui 19 uomini e 9 donne, 4 italiani e 23 stranieri, 16 di età tra 18 e 39 anni, 10 tra 40 e 59 anni e 2 di oltre 60 anni. Tra le richieste maggiormente avanzate: il lavoro, la casa e i servizi sanitari, oltre alle esigenze primarie come mangiare, bere e lavarsi. I dati sono stati resi noti dall’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni italiane (Onds), in occasione dei due giorni di formazione per operatori di Help center organizzati il 22 e 23 aprile a Roma.  

   Tra i casi più rilevanti delle singole città spicca quello di Roma, dove le utenze sono quadruplicate in 7 anni. Si è passati infatti dai 500 interventi del gennaio 2003, agli oltre 2000 dello stesso periodo del 2010, con picchi rilevanti nel 2006. Non solo, ma secondo i dati, sono in aumento i giovani che si rivolgono alla struttura. Il 36% ha un’età compresa tra i 18 e 29 anni, il 47% tra i 30 e 49 , mentre sono intorno al 16% gli over 50.“La maggior parte dell’utenza che arriva al nostro help center è composta da uomini e straneri. Si tratta di persone relativamente giovani, tra i 18 e 50 anni. Nel tempo l’età è andata via via diminuendo: c’è stato, infatti, un ringiovanimento della popolazione dei senza fissa dimora che gravitano intorno alla stazione Termini - sottolinea Laura Cucinotta, coordinatrice dell’Help center della capitale -. Sono per lo più persone in difficoltà alloggiativa: la maggior parte dorme fuori, oppure in centri di accoglienza e case occupate. Inoltre non hanno un lavoro oppure hanno un’occupazione non stabile o in nero e generalmente, hanno un disagio non solo sociale ma anche caratteriale e mentale”.  Numerosissimi anche gli stranieri, che costituiscono l’80% del totale degli utenti. Tra loro la comunità più rilevante è quella rumena (25%), seguono gli eritrei, gli afgani e gli etiopi.

   Non va meglio neanche a Napoli, dove nel 2009 sono stati ben 5421 gli interventi (comprese le persone ritornate più volte), realizzati dall’Help center gestito dall’associazione “Centro la tenda”. Il 73% dei casi ha riguardato uomini e il 77% stranieri. Nel 30% dei casi si tratta di persone con un’età compresa tra i 30 e 40 anni, nel 28% tra 18-30 e nel 21% tra 40 e 50 anni.  

 
 
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