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giovedì 02 dicembre 2021
 
musica
 

«Il nostro rock per la salvaguardia del Creato»

21/10/2021  Francesco Lorenzi parla del single "Appunti verso la fine del mondo", l'ultimo successo della più nota rock band italiana di ispirazione cristiana

«Io non lo so dove sarò / quando brucerà la nostra terra / Ma, ovunque sarò, combatterò / Perché è possibile un'altra storia». Sono le parole del ritornello di “Appunti verso la fine del mondo”, il nuovo singolo dei The Sun, la più nota rock band di ispirazione cristiana italiana. Uscito il 28 dicembre 2020, il brano è diventato popolare (oltre 150 mila le visualizzazioni del videoclip) l’estate scorsa, quando finalmente i The Sun hanno potuto riprendere a tenere alcuni concerti in varie località italiane.  Spiega Francesco Lorenzi, 38 anni, originario di Schio (Vicenza), leader dei The Sun: «Quel brano propone la storia di un padre che, camminando verso un domani incerto, s'interroga sul futuro dei propri figli. Pur consapevole delle drammatiche emergenze sociali, migratorie, ambientali, climatiche ed etiche, è deciso a combattere la “buona battaglia” per scrivere un seguito differente: la creazione di un mondo in cui l'empatia sia il valore portante di una nuova fraternità globale».

“Appunti verso la fine del mondo” - terzo brano fra gli estratti che anticipano la pubblicazione del nuovo album in uscita nel 2022 – è una canzone che dice l’intensa passione per la salvaguardia del Creato del gruppo vicentino (che, oltre a Francesco Lorenzi voce, annovera Gianluca Menegozzo e Andrea Cerato alle chitarre, Matteo Reghelin al basso e Riccardo Rossi, batterista). Un impegno che, però, non nasce da una moda effimera, bensì affonda le radici nelle convinzioni più profonde dei componenti della band.

Lo testimonia, ad esempio, un altro successo dei The Sun, “Il mio miglior difetto”, scritto nel 2014 e poi pubblicato contemporaneamente all’enciclica “Laudato Si’” di papa Francesco. Il videoclip del brano è stato girato nel deserto del Neghev e si apre proprio con una citazione del testo “green” di Bergoglio. Il ritornello del brano è una decisa dichiarazione di impegno, che sembra far proprio l’urlo che, in questi anni, è salito dalle piazze di “Friday for Future”: «È questo il mio miglior difetto / Io non posso restare qui a guardare / il nostro mondo bruciare lentamente / senza fare niente: voglio vivere».

Lorenzi racconta a Famiglia Cristiana on line da dove nasce questa sensibilità dei The Sun: «Siamo consapevoli, come cristiani, di vivere in un mondo che ci è stato donato e affidato perché ne diventiamo custodi attenti e premurosi. Da molti anni, come persone e come band, coltiviamo abitudini alimentari e la gestione delle nostre attività con un occhio specifico al rispetto dei diritti dei lavoratori e alla cura dell’ambiente. E questo da ben prima che venissero a galla i temi “green” e si affermasse con decisione la necessità di cambiare rotta per la salvezza della “casa comune”. Se anche domattina questo trend sparisse, i The Sun continuerebbero a vivere così. È una questione di impostazione profonda delle nostre scelte in Cristo: non ci si può considerare buoni cristiani se non ci si commuove davanti alla natura, agli animali, al paesaggio, a tutto ciò che, in una parola, testimonia la perfezione della creazione. Creato che, come ci ricorda la Genesi, chiede la nostra più attiva collaborazione».

Lorenzi va oltre: «Nel mondo cattolico c’è chi critica l’impegno che il Papa e la Chiesa stanno chiedendo rispetto alla nuova consapevolezza di un’ecologia integrale. Se ciò accade, è perché non è stato compreso il significato profondamente biblico dell’ecologia integrale, che presta attenzione a tutte le relazioni a partire da quella tra Dio e uomo, e poi tra uomo e uomo e tra uomo e natura, ed è ben diversa della generica ecologia». Impegno ambientale e testimonianza della fede: un binomio inscindibile per i The Sun, in partenza, a giorni, per la settima volta alla volta del Portogallo. La band terrà un concerto a Fatima il 30 ottobre e un secondo il 31 a Lisbona, su invito della diocesi locale, al termine di un pellegrinaggio mariano che Lorenzi & Co. hanno ideato e promosso assieme al loro fan club, l’Officina del Sole.

L’attività pro-Creato dei The Sun (che in estate hanno promosso alcune passeggiate in bicicletta con i fan, molto apprezzate) è stata premiata di recente da un’associazione ambientalista: nella splendida cornice di Villa Petriolo (Empoli), una tenuta agricola biologica tra le colline toscane, i The Sun hanno  ricevuto da Elena Stoppioni, presidente di “Save The Planet” il riconoscimento ufficiale di “Colibrì d’onore” «per essersi distinti nella comunicazione e nel lavoro di sensibilizzazione e divulgazione ambientale, soprattutto in seguito alla pubblicazione di “Appunti verso la fine del mondo”». Nella stessa occasione la band ha incontrato Norbert Lantschner, membro onorario di Save the Planet: esperto di tematiche ambientali (ha diretto per 14 anni l’ufficio Aria e Rumore della provincia di Bolzano), è coordinatore dell’Alleanza per il Clima e presidente della Fondazione ClimAbita che si pone l’obiettivo di sviluppare e promuovere una cultura nuova del vivere sostenibile. Dal confronto con Lantschner i The Sun sono usciti ancor più convinti che «si può cambiare in meglio solo con uno sguardo che riconosca l’Oltre a cui la perfezione della natura ci rimanda» e che «per invertire la rotta serve l’impegno di tutti, in primis di chi guida i capitali e le nazioni».

 

 

 

 
 
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