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venerdì 07 agosto 2020
 
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«I giovani sono quello che la famiglia dà loro nel momento della crescita»

25/03/2019  Papa Francesco a Loreto firma l’esortazione per i giovani: «Coloro che sono in ricerca o si interrogano sul loro futuro, possono trovare in Maria Colei che li aiuta a capire il progetto di Dio». Poi chiede di estendere l’orario di apertura del Santuario fino a notte

La scelta di Loreto per firmare la lettera ai giovani nel giorno della festa dell’Annunciazione del Signore non è casuale. Papa Francesco sul sagrato del Santuario gremito di fedeli spiega i motivi che l’hanno spinto a venire qui: «La Santa Casa è la casa dei giovani, perché qui la Vergine Maria, la giovane piena di grazia, continua a parlare alle nuove generazioni, accompagnando ciascuno nella ricerca della propria vocazione. Questo è un luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione, alla scuola di Maria!». Poi, subito dopo la Messa celebrata nella Santa Casa (l’ultima volta di un Papa che celebrò qui risale a Pio IX nel 1862), la firma, sul piccolo altare, dell’esortazione post-sinodale Christus vivit (Cristo vive) che sarà divulgata il 2 aprile prossimo (e tra due settimane distribuita con Famiglia Cristiana e le altre testate del gruppo): «Ho voluto firmare qui l'Esortazione apostolica frutto del Sinodo dedicato ai giovani perché nell'evento dell'Annunciazione appare la dinamica della vocazione espressa nei tre momenti che hanno scandito il Sinodo: ascolto della Parola-progetto di Dio; discernimento; decisione».

Maria, ha aggiunto Francesco nel suo discorso prima della recita dell’Angelus, «è il modello di ogni vocazione e l'ispiratrice di ogni pastorale vocazionale: i giovani che sono in ricerca o si interrogano sul loro futuro, possono trovare in Maria Colei che li aiuta a discernere il progetto di Dio su loro stessi e la forza per aderire ad esso».

Un evento storico, quello di oggi. L’altra firma di un’Esortazione apostolica fuori dal Vaticano avvenne con Giovanni Paolo II nel 1995 quando, in occasione di un viaggio in Africa, firmò l’Esortazione Ecclesia in Africa.

Il Papa celebra la Messa nella Santa Casa (Ansa)
Il Papa celebra la Messa nella Santa Casa (Ansa)

«Tenete aperte la Santa Casa anche di notte»

La piazza del Santuario è gremita di fedeli tra cui molte famiglie, giovani, gli ammalati e un gruppo di terremotati «che attendono di tornare nelle loro case», ha spiegato l’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, presentandoli al Papa.

Francesco, nel suo discorso, è partito dall’importanza simbolica della Santa Casa di Nazareth per indicare le sfide che attendono la Chiesa di oggi. La prima è quella del futuro dei giovani: «Auspico», ha detto il Papa, «che sia rilanciato il Centro Giovanni Paolo II a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo. Un luogo dove i giovani e i loro educatori possono sentirsi accolti, accompagnati e aiutati a discernere. Per questo inoltre chiedo caldamente ai Frati Cappuccini il servizio di estendere l'orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e l'inizio della notte quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione», ha detto ancora.

Per il Papa, «il Santuario della Santa Casa di Loreto, anche a motivo della sua collocazione geografica al centro della Penisola, si presta per diventare, per la Chiesa che è in Italia, luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia». È necessario, infatti, che all'entusiasmo della preparazione e celebrazione di questi eventi corrisponda poi l'attualizzazione pastorale, che dia corpo alla ricchezza dei contenuti, mediante proposte di approfondimento, di preghiera e di condivisione».

La Santa Casa è anche il luogo della famiglia e delle relazioni: «Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali», ha detto il Pontefice, «è necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l'insostituibilità a servizio della vita e della società».

Il Papa sul sagrato di Loreto (Ansa)
Il Papa sul sagrato di Loreto (Ansa)

L'esortazione sarà divulgata il 2 aprile, anniversario della morte di Giovanni Paolo II

  

Nella casa di Nazaret, «Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre», ha sottolineato Francesco. Per questo «ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità». Secondo il Papa, «l'esperienza domestica della Vergine Santa sta ad indicare che famiglia e giovani non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamene uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita. Questa prospettiva ricompone in unitarietà una pastorale vocazionale attenta ad esprimere il volto di Gesù nei suoi molteplici aspetti, come sacerdote, come sposo, come pastore», ha aggiunto.

«A voi e a quanti sono legati a questo Santuario, Dio, per mezzo di Maria, affida una missione in questo nostro tempo: portare il Vangelo della pace e della vita ai nostri contemporanei spesso distratti, presi dagli interessi terreni o immersi in un clima di aridità spirituale». Per fare questo, ha detto ancora Bergoglio, «c'è bisogno di persone semplici e sapienti, umili e coraggiose, povere e generose. Insomma, persone che, alla scuola di Maria, accolgono senza riserve il Vangelo nella propria vita. Così, attraverso la santità del popolo di Dio, da questo luogo continueranno a diffondersi in Italia, in Europa e nel mondo testimonianze di santità in ogni stato di vita, per rinnovare la Chiesa e animare la società col lievito del Regno di Dio».

Prima della Messa, il Papa ha pregato a lungo, in silenzio, davanti all’icona della Madonna nera, custodita nella Santa Casa e visitata ogni anno da milioni di pellegrini. Dopo la firma dell'Esortazione, ha suggellato questo intenso momento, donando alla Madonna una rosa d'oro che ha posto sull'altare della Santa Casa.

L'esortazione post-sinodale porta come data della firma quella del 25 marzo, solennità dell'Annunciazione del Signore, e sarà resa nota il 2 aprile prossimo, anniversario della morte di Giovanni Paolo II. Il testo originale è in spagnolo ed è molto più snello rispetto ad Amoris laetitia, il documento del 2016 a conclusione del doppio Sinodo sulla famiglia. L'impronta di questa esortazione in forma di lettera ai giovani è fortemente mariana in continuità con la Giornata mondiale della Gioventù di Panama. Il titolo scelto, Christus vivit, significa che dove Cristo vive, vivono anche i giovani.

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