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Il Papa al nuovo prefetto della Dottrina della Fede: «In passato metodi immorali, no alla teologia da tavolo»

01/07/2023  Francesco ha scelto l’argentino Víctor Manuel Fernández, suo teologo e arcivescovo di La Plata dal 2018, a succedere al cardinale Ladaria Ferrer. La nomina è stata accompagnata da una lettera: «Il dipartimento che lei presiederà in altri tempi è arrivato ad usare metodi immorali», scrive Bergoglio, «erano tempi in cui più che promuovere la conoscenza teologica si perseguitavano eventuali errori dottrinali. Quello che mi aspetto da te è senza dubbio qualcosa di molto diverso»

Al Dicastero per la Dottrina della Fede arriva monsignor Víctor Manuel Fernández, finora arcivescovo di La Plata, in Argentina, che diventa anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale e prenderà possesso degli incarichi a metà settembre.

È la nomina decisa da papa Francesco e resa nota sabato nel bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.

Il vescovo argentino succede al cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I. ringraziato dal Papa per il lavoro svolto.

Monsignor Fernández, conosciuto come il “teologo del Papa”, è nato il 18 luglio 1962 ad Alcira Gigena, nella Provincia di Córdoba, in Argentina. È stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1986 per la Diocesi di Villa de la Concepción del Río Cuarto, sempre in Argentina. Ha conseguito la Licenza in Teologia con specializzazione biblica presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma) e successivamente il Dottorato in Teologia presso la Facoltà di Teologia di Buenos Aires. Dal 1993 al 2000 è stato Parroco di Santa Teresita a Río Cuarto (Córdoba). È stato fondatore e direttore dell’Istituto di Formazione Laicale e del Centro di Formazione per Insegnanti Jesús Buen Pastor nella stessa città. Nella sua Diocesi è stato anche formatore del Seminario, Direttore per l’Ecumenismo e Direttore per la Catechesi.

Nel 2007 ha partecipato alla V Conferenza dei Vescovi Latinoamericani (Aparecida) come sacerdote rappresentante dell’Argentina e, successivamente, come membro del gruppo di redazione del documento finale. Dal 2008 al 2009 è stato Decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica Argentina e Presidente della Società Teologica Argentina. Dal 2009 al 2018 è stato Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina.

Il 13 maggio 2013 è stato nominato arcivescovo da Papa Francesco. Ha partecipato, come membro, ai Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 sulla famiglia, nei quali ha fatto parte anche dei gruppi di redazione. Nell’Assemblea della Conferenza Episcopale Argentina del 2017 è stato eletto Presidente della Commissione Episcopale per la Fede e la Cultura (Commissione Dottrinale). Nel giugno 2018 ha assunto la carica di Arcivescovo di La Plata.

È stato membro del Pontificio Consiglio della Cultura e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Attualmente è membro del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Tra libri e articoli scientifici, ha più di 300 pubblicazioni, molte delle quali tradotte in varie lingue. 

Il Pontefice ha accompagnato la nomina con una lettera per indicare le linee che dovrà seguire il dicastero affidato a monsignor Fernández. «Il dipartimento che lei presiederà in altri tempi è arrivato ad usare metodi immorali. Erano tempi in cui più che promuovere la conoscenza teologica si perseguitavano eventuali errori dottrinali», premette papa Francesco aggiungendo: «Quello che mi aspetto da te è senza dubbio qualcosa di molto diverso».

Francesco afferma che non ci può essere «un unico modo» di esprimere la dottrina perché «le diverse linee di pensiero filosofico, teologico e pastorale, se si lasciano armonizzare dallo spirito nel rispetto e nell'amore, possono far crescere anche la Chiesa. Questa crescita armoniosa conserverà la dottrina cristiana più efficacemente di qualsiasi meccanismo di controllo».

Il Papa vuole anche che il nuovo Prefetto non ci si accontenti di «una teologia da tavolo, con una logica fredda e dura che cerca di dominare tutto». Il «criterio fondamentale», secondo Bergoglio, è «considerare inadeguata qualsiasi concezione teologica che alla fine metta in dubbio l'onnipotenza di Dio e, soprattutto, della sua misericordia. Serve un pensiero che sappia presentare convincentemente un Dio che ama, che perdona, che salva, che libera, che promuove le persone e le chiama al servizio fraterno. Il pericolo maggiore si verifica quando questioni secondarie finiscono per oscurare quelle centrali».

Tra le altre nomine, spicca quella del Vicario Apostolico di Aleppo dei Latini. Il Papa ha nominato padre Hanna Jallouf, OFM, attualmente parroco a Knaye (Siria), la città dove è nato il 16 luglio 1952. Entrato nella Custodia di Terra Santa, ha studiato filosofia e teologia ad Assisi e ha conseguito la Licenza in Storia a Beirut e quella in Pastorale Giovanile e Catechetica presso la Pontificia Università Salesiana di Roma.

Ha emesso la professione religiosa il 17 febbraio 1979 ed è stato ordinato sacerdote il 29 luglio dello stesso anno. Ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicerettore (1979-1982) e poi Rettore del Terra Sancta College di Amman in Giordania (1992-2001); Rettore del Seminario Minore Francescano di Aleppo (1982-1987). Dal 2001 è Superiore e Parroco a Ghassanieh, Knaye e Jisser El Chougur. Parla l’arabo, l’italiano e il francese.

Intanto, il neo Prefetto Fernandez, in un post su Facebook (sopra) ha salutato la sua arcidiocesi di La Plata che lascerà per assumere il suo ruolo a Roma alla guida del Dicastero per la Dottrina della Fede che, promette, cambierà impostazione: «Questo Dicastero un tempo si chiamava Sant'Uffizio, ed era il terrore di molti, perché si dedicava a denunciare errori, a perseguire gli eretici, a controllare tutto, arrivando persino a torturare e uccidere. Non era tutto così, ma questa è parte della verità. Francesco mi ha scritto che il modo migliore per prendersi cura della dottrina della fede è far crescere la nostra comprensione di essa, perché questa crescita armoniosa preserverà la dottrina cristiana più efficacemente di qualsiasi meccanismo di controllo. Soprattutto se sappiamo presentare un Dio che ama, che libera, che solleva, che promuove le persone».

Il vescovo argentino rivela che alla prima richiesta del Papa aveva rifiutato l'incarico perché il dicastero «ha una sezione dedicata agli abusi sui minori, tema che ci ferisce e ci fa vergognare, e io non mi sento qualificato né ho avuto una formazione per guidare una cosa del genere. Giorni fa, quando era ricoverato, me l'ha chiesto di nuovo. Come rispondere di no? Ma lui mi ha facilitato le cose perché mi ha detto che non è necessario che io diriga le questioni relative agli abusi di minori, perché c'è un gruppo di specialisti che lo fa molto bene e che può lavorare in modo abbastanza autonomo».

«Per questo alla fine ho detto di sì». Poi il neo Prefetto rivela un particolare: «Una volta che gli ho detto di sì, la settimana scorsa Francesco mi ha chiesto di andare a vedere una casetta che mi aveva scelto per vivere, all'interno del Vaticano, con una terrazza e vista sul giardino. Mi ha detto: "Perché voi venite da Rio Quarto, dal campo, e voi avete bisogno di una vista ampia, guardare il verde". Infatti, se apro la finestra e vedo solo edifici, mi sento soffocato. Ma vi racconto questo perché vediate la sensibilità e la squisita carità di Francesco».

Il vescovo annuncia che celebrerà «la messa di addio» alla diocesi argentina di La Plata sabato 5 agosto. «Pochi giorni dopo mi recherò a Roma per iniziare a settembre»

 
 
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