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domenica 16 gennaio 2022
 
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«Ci sono ricchi che depredano i poveri come in una battuta di caccia»

13/06/2019  Il Messaggio di Francesco per la Giornata Mondiale dei poveri il 17 novembre prossimo: «Giudicati spesso parassiti della società, ai queste persone non si perdona neppure la loro povertà. La crisi economica ha permesso a molti di arricchirsi mentre nelle strade aumenta chi non ha il necessario per vivere»

Immigrati, lavoratori sfruttati, bambini vittime di soprusi, scartati. È il loro dramma, frutto di iniquità e ingiustizia, al centro del Messaggio di papa Francesco per la terza Giornata Mondiale dei Poveri che il Pontefice stesso ha istituito al termine del Giubileo della Misericordia e che ricorre il 17 novembre prossimo. Il titolo del Messaggio è quello del Salmo 9: “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” (Sal 9,19).

Francesco ricorda anzitutto tutte quelle persone costrette per necessità a lavorare, soprattutto nei campi, senza nessuna salvaguardia: «Sono costretti a ore infinite sotto il sole cocente per raccogliere i frutti della stagione, ma sono ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri. Non esiste per loro cassa integrazione, indennità, nemmeno la possibilità di ammalarsi». E sottolinea: «Quante volte vediamo i poveri nelle discariche a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo, per trovare qualcosa di cui nutrirsi o vestirsi! Diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo. Giudicati spesso parassiti della società, ai poveri non si perdona neppure la loro povertà. Il giudizio è sempre all’erta. Non possono permettersi di essere timidi o scoraggiati, sono percepiti come minacciosi o incapaci, solo perché poveri».

Il Papa denuncia, nel Messaggio, come «la crisi economica non abbia impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l'ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati. Passano i secoli», fa notare il Pontefice, «ma la condizione di ricchi e poveri permane immutata, come se l'esperienza della storia non insegnasse nulla. Le parole del Salmo, dunque, non riguardano il passato, ma il nostro presente posto dinanzi al giudizio di Dio».

Il Papa a pranzo con i poveri nella Giornata mondiale loro dedicata il 18 novembre scorso (Ansa)
Il Papa a pranzo con i poveri nella Giornata mondiale loro dedicata il 18 novembre scorso (Ansa)

Dio non è indifferente alla condizione dei poveri

Ci sono «ricchi che depredano i poveri», scrive poi il Papa. «È come se per loro si trattasse di una battuta di caccia, dove i poveri sono braccati, presi e resi schiavi», sottolinea, «In una condizione come questa il cuore di tanti si chiude, e il desiderio di diventare invisibili prende il sopravvento. Insomma, riconosciamo una moltitudine di poveri - prosegue il Pontefice - spesso trattati con retorica e sopportati con fastidio. Diventano come trasparenti e la loro voce non ha più forza né consistenza nella società. Uomini e donne sempre più estranei tra le nostre case e marginalizzati tra i nostri quartieri».

Francesco ricorda che «anche oggi dobbiamo elencare molte forme di nuove schiavitù a cui sono sottoposti milioni di uomini, donne, giovani e bambini. Come dimenticare», chiede, «i milioni di immigrati vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidarietà e l'uguaglianza? E tante persone senzatetto ed emarginate che si aggirano per le strade delle nostre città?».

Dio, ricorda Francesco, non è «indifferente» alla condizione dei poveri, «Dio è colui che rende giustizia e non dimentica. Si possono costruire tanti muri e sbarrare gli ingressi per illudersi di sentirsi sicuri con le proprie ricchezze a danno di quanti si lasciano fuori. Non sarà così per sempre». E lancia un monito: «Il giorno del Signore, come descritto dai profeti, distruggerà le barriere create tra Paesi e sostituirà l'arroganza di pochi con la solidarietà di tanti. La condizione di emarginazione in cui sono vessati milioni di persone non potrà durare ancora a lungo. Il loro grido aumenta e abbraccia la terra intera». Gesù nel Vangelo si è identificato con i poveri e «sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo».

I poveri non sono numeri ma persone cui andare incontro

  

Nel Messaggio, il Papa esalta l’esempio di «grande apostolo dei poveri», capace di ascoltare il «loro grido» e di produrre in loro speranza, che è stato Jean Vanier definito un «santo della porta accanto». Morto nel maggio scorso a 90 anni, Vanier ha fondato L'Arche, una comunità di accoglienza per persone con disabilità, attiva in tutto il mondo con circa 150 centri: con il suo impegno quotidiano, scrive il Papa, «ha creato segni tangibili di amore concreto» e ha così «prodotto una speranza incrollabile». Ecco dunque l'impegno che Francesco chiede ai cristiani perché non sia tradita la loro credibilità. L' "opzione per gli ultimi" deve essere una «scelta prioritaria» e non deve consistere solo in «iniziative di assistenza». Servono un «cambiamento di mentalità e un impegno continuo nel tempo».

Infine, il Papa ricorda che «A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere, ascoltare. Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo».

Il Messaggio è stato presentato giovedì mattina nella Sala Stampa vaticana alla presenza di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il quale ha annunciato che il Pontefice il 17 novembre Francesco pranzerà con 1500 persone in difficoltà; altri 1500 poveri saranno contemporaneamente ospiti a pranzo in altre strutture di Roma. Anche quest'anno, per tutta la settimana precedente si aprirà un presidio sanitario in piazza San Pietro per visite mediche gratuite. «L'anno scorso sono stati effettuati tremila interventi e in alcuni casi, gente arrivata con infarto in corso, sono state salvate delle vite», ha riferito Fisichella. «La novità di quest'anno sarà un concerto il 9 novembre per i poveri e con i poveri», ha aggiunto riferendo che sarà tenuto dal maestro Nicola Piovani con mons. Marco Frisina.

 
 
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