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giovedì 18 agosto 2022
 
Il Papa
 

«Suocere attente alla lingua, ma vi aiutino a invecchiare felici»

27/04/2022  Ristabilire i rapporti tra le generazioni, come ci insegna la storia di Noemi e Rut, è la via per riportare armonia e salvezza all'interno delle famiglie e dei popoli, spiega Francesco durante l'udienza generale del mercoledì. Circa le suocere, un affondo a favore: «Non sono il diavolo». Bergoglio chiede ancora che si preghi per la pace, perché «tacciano le armi»

Nell’udienza generale, di nuovo in piazza San Pietro, papa Francesco, che ieri ha saltato tutti i suoi impegni per il dolore al ginocchio, riprende la catechesi sulla vecchiaia, sui nonni. «Sembra brutta la parola, eh, ma i vecchi sono grandi e sono belli», dice all’inizio il Pontefice. Commenta il libro di Rut esortando giovani e anziani a rileggere la storia di questa suocera e di questa nuora che, al di là di quel che si dice di questo legame, riescono a superare la tristezza e a rilanciare il futuro. «Sappiamo», dice Bergoglio, «che i luoghi comuni sui legami di parentela creati dal matrimonio, soprattutto quello fra suocera e nuora, parlano contro questa prospettiva. Ma, appunto per questo, la parola di Dio diventa preziosa». Questo libro della Bibbia «contiene anche un prezioso insegnamento sull’alleanza delle generazioni: dove la giovinezza si rivela capace di ridare entusiasmo all’età matura, questo è essenziale quando la giovinezza ridà entusiasmo agli anziani, e la vecchiaia si scopre capace di riaprire il futuro per la giovinezza ferita». La storia è nota. L’anziana Noemi vorrebbe licenziare le nuore, pur commossa dal loro affetto, rimaste vedove dei suoi figli. «Si mostra pessimista sul loro destino all’interno di un popolo che non è il loro. Perciò incoraggia affettuosamente le giovani donne a ritornare nelle loro famiglie per rifarsi una vita, erano giovani queste donne, erano vedove. Dice: “Non posso fare niente per voi”. Già questo appare un atto d’amore: la donna anziana, senza marito e senza più figli, insiste perché le nuore la abbandonino».

C’è, però, anche una rassegnazione, un pessimismo rispetto al futuro di donne vedove all’interno di un popolo straniero. Rut resiste a questa offerta «non vuole andarsene a casa sua. Il legame che sé stabilito tra suocera e nuora è stato benedetto da Dio: Noemi non può chiedere di essere abbandonata». In alcuni casi, commenta il Papa, «la tendenza dei vecchi al pessimismo ha bisogno di essere contrastata dalla pressione affettuosa dei giovani».

 

Noemi, grazie alla dedizione di Rut esce dal pessimismo e addirittura prende l’iniziativa perché si sposi di nuovo con Booz. Il quale, sottolinea il Pontefice, «mostra la sua nobiltà, difendendo Rut dagli uomini suoi dipendenti. Purtroppo, è un rischio che si verifica anche oggi».  Accade così che anche le donne di Israele lodano Rut «la straniera, che vale “più di sette figli” e che quel matrimonio sarà una “benedizione del Signore”». Noemi, che era piena di amarezza, gioisce alla nascita di una nuova vita. «Guardate quanti “miracoli” accompagnano la conversione di questa anziana donna! Lei si converte all’impegno di rendersi disponibile, con amore, per il futuro di una generazione ferita dalla perdita e a rischio di abbandono. I fronti della ricomposizione sono gli stessi che, in base alle probabilità disegnate dai pregiudizi di senso comune, dovrebbero generare fratture insuperabili. Invece, la fede e l’amore consentono di superarli: la suocera supera la gelosia per il figlio proprio, che è un pericolo la gelosia della suocera per il proprio figlio, amando il nuovo legame di Rut; le donne di Israele superano la diffidenza per lo straniero e se lo fanno le donne, tutti lo faranno; la vulnerabilità della ragazza sola, di fronte al potere del maschio, e riconciliata con un legame pieno d’amore e di rispetto».

Tutto questo accade perché Rut si è «ostinata ad essere fedele a un legame esposto al pregiudizio etnico e religioso». Francesco riprende quello che aveva detto all’inizio sul pregiudizio verso la suocera, ma esorta anche queste a non usare troppo la lingua. La suocera è la madre del coniuge, è anziana, è una delle persone più belle da avere accanto, soprattutto con i nipotini. «Pensiamo oggi a questo sentimento pervasivo che la suocera più è lontana e meglio è. No, è mamma, è anziana, e una delle cose più belle delle nonne è vedere i nipotini, quando i figli hanno dei figli. Rivivono. Guardate bene il rapporto che avete con le vostre suocere e sì, delle volte sono un po’ speciali, ma ti hanno dato la maternità del coniuge, ti hanno dato tutto, almeno farle felici che portino avanti la loro vecchiaia con felicità. E sì, se hanno qualche difetto si correggano. Anche a voi suocere dico state attente con la lingua perché la lingua è uno dei peccati più brutti delle suocere, state attente».

Infine, ricorda il Pontefice, se «i giovani si aprono alla gratitudine per ciò che hanno ricevuto e i vecchi prendono l’iniziativa di rilanciare il loro futuro, niente potrà fermare la fioritura delle benedizioni di Dio fra i popoli! Mi raccomando, che i giovani parlino con i nonni, che i giovani parlino con i vecchi, che i vecchi parlino con i giovani. Questo ponte dobbiamo ristabilirlo forte: c’è lì una corrente di salvezza e di felicità».

Nei saluti finali il Papa chiede ancora di pregare incessantemente per la pace. «Tacciano le armi, affinché quelli che hanno il potere di fermare la guerra, sentano il grido di pace dell’intera umanità».

 
 
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