Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 26 maggio 2024
 
 

Il Papa prega per l'Italia

26/05/2011  Rosario con i vescovi italiani per i 150 anni dell'Unità. Stop al lavoro precario e nuovi politici, che non si occupino dei propri interessi. L'affidamento dell'Italia alla Madonna.

Il Papa prega per l’Italia e chiede di cambiare registro sul lavoro: “Mi unisco a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo”.  Poi aggiunge che “nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare” e provoca “grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società”. Sotto le volte dorate della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma Benedetto XVI recita insieme ai vescovi il rosario in occasione dei 150 anni dell’Unità e osserva che l’Italia può essere “orgogliosa” della presenza e dell’azione della sua Chiesa, poiché “non persegue privilegi”, non si sostituisce “alle istituzioni”, è “rispettosa della laicità dello Stato”, sostiene i “diritti fondamentali dell’uomo”. E dà il proprio contributo “alla costruzione del bene comune”.

 Chiede di “tutelare la famiglia” e di nuovo lancia un appello per nuovi politici cattolici. Dice ai vescovi: “Incoraggiate le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali e per sete di potere”. Spiega che bisogna rinnovare le “occasioni di incontro tra Settentrione e Mezzogiorno”, in “spirito di sincera e leale collaborazione con lo Stato”. Poi affida l’Italia alla Madonna, definita “mater unitatis” e a lei chiede di aiutare “le forze politiche a vivere l’anniversario dell’Unità come occasione per rinsaldare il vincolo nazionale e superare ogni pregiudiziale contrapposizione”.  

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo