logo san paolo
venerdì 23 febbraio 2024
 
iniziative
 

San Pietro, il santo su cui Gesù edificò la Chiesa

29/03/2022  "Il primo papa", il musical sul primo degli apostoli del compositore Tony Labriola, messo in scena al Carcere Mamertino. Madrina d'eccezione, Katia Ricciarelli

 

San Pietro è stato l’uomo scelto da Gesù per costruire la Chiesa, passato alla storia come il primo Papa. Di lui non sappiamo molto, la devozione popolare lo vede custode delle chiavi del Paradiso, rappresentato come un vecchio bonario con la lunga barba bianca. Da quello che conosciamo dai Vangeli era un uomo con le sue contraddizioni e dubbi, che ha saputo incarnare con coraggio il mandato di Cristo. «Sono partito proprio da certe sue contraddizioni squisitamente umane per ricostruire il suo percorso di fede», spiega Tony Labriola, compositore e produttore musicale che vanta tra i suoi lavori diversi musical, per scrivere i testi e le musiche, con Stefano Govoni, di Il primo papa, musical che mescola rock e teatro, e che dopo aver calcato diversi palcoscenici ora è disponibile come film, con la regia di Fabio Bastianello, acquistabile sul sito www.nadamas.shop. «Non ne sapevo molto su san Pietro, e con Stefano Govoni sono partito da una lunga visita al Carcere Mamertino, dove Pietro era stato imprigionato da Nerone, da cui era riuscito a fuggire da una breccia nei muri provocata da un angelo, per poi farvi ritorno per un confronto risolutivo con Nerone, a cui poi seguì la sua condanna a morte avvenuta per crocifissione a testa in giù.

Proprio nella chiesa antistante il carcere è stato messo in scena per la prima volta il musical». Madrina d’eccezione per l’occasione era stata la soprano Katia Ricciarelli. «Avevo conosciuto Tony  Labriola perché aveva scritto per me una bella canzone, Un passo per la libertà», spiega la cantante. «Tra noi si è instaurato un bel rapporto, e quando mi ha chiesto di fare da madrina alla sua opera ho accettato volentieri. Io sono una donna di fede, nei venti anni di matrimonio con Pippo Baudo, che era divorziato dopo un matrimonio religioso, ho sofferto molto per essere stata esclusa dai sacramenti. Quando purtroppo il matrimonio è finito, ho potuto con gioia tornare a fare la Comunione. Sono molto vicina a diverse figure di religiosi, ho una venerazione per Padre Pio, e il mio rammarico è di non essermi mai esibita di fronte a un Papa, anche se mi è capitato molte volte di cantare nelle chiese. Come dice sant’Agostino, “chi canta prega due volte”. E infatti cantare in una chiesa mi fa vivere emozioni speciali e sentire più vicina a Dio». Nell’occasione del debutto di Il primo papa, con Katia Ricciarelli c’erano altri noti personaggi del mondo dello spettacolo come Giancarlo Giannini e Fabio Testi. «È stato un bellissimo spettacolo e ho dato atto al grande coraggio di Tony Labriola». Katia Ricciarelli ha avuto anche esperienza diretta con un musical, quello dedicato al grande tenore Enrico Caruso di cui proprio quest’anno ricorrono i cento anni dalla morte. Il primo papa si apre proprio con san Pietro nel Carcere Mamertino che rievoca la figura di Gesù e ripercorre, come in un flashback, le fasi della sua vita, da quando era un pescatore del Lago di Tiberiade al suo ruolo di apostolo, alla passione di Gesù, il suo sofferto rinnegamento, la predicazione, il viaggio ad Antiochia e infine a Roma.

«Vorrei spiegare il senso del sottotitolo, “La libertà di essere uomo”», precisa Tony Labriola. «Di fronte a Nerone, Pietro dichiara che lui potrà uccidere il suo corpo ma non la sua dignità di essere umano, e quindi è libero nella sua essenza». Il musical si avvale di un cast di ottimo livello, tutti artisti come Heron Borelli, Ilaria De Angelis, Marco Manca e Luca Maggiore, che hanno avuto molte esperienze in produzioni analoghe, come per esempio Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Nei panni di Pietro, Simone Sibillano, che ha anche curato la regia teatrale dello spettacolo. «Non è la prima volta che mi trovo a interpretare un santo», dichiara l’attore, «Sono già stato san Paolo, san Matteo, Giovanni Paolo II e persino Gesù in Jesus Christ Superstar. Mentre recitavo nel ruolo di Gesù ho compiuto un vero e proprio viaggio spirituale; con san Pietro ho sottolineato maggiormente la sua dimensione umana, la sua determinazione, il dubbio, il coraggio. Il suo è stato il percorso di un uomo chiamato a diventare l’emissario di Dio sulla Terra. La vera sfida è stato anche dirigerlo. Ha brani molto difficili da cantare e una drammaturgia piuttosto complicata. Spero di poterlo portare inscena dal vivo il prima possibile.

Ora il mio mestiere di attore è in stand by, e per fortuna ho potuto mettere in atto il mio piano B. Visto che sono anche bravo a disegnare, faccio ritratti su commissione. E quando ripartiranno le navi da crociera mi esibirò a bordo come cantante e attore». Il primo papa non è solo uno spettacolo di intrattenimento, ma un vero cammino di fede. «Con Stefano Govoni ci siamo avvalsi della consulenza teologica di don Sergio Mercanzin», spiega Tony Labriola, «e abbiamo così ottenuto il patrocinio del Vicariato di Roma e del Pontificio Consiglio della famiglia. Con l’occasione del musical, in cui una delle scena più toccanti è quando durante l’ultima cena Gesù si alza e recita il Padre nostro, grazie alla mediazione del cardinale Konrad Krajewski, l’attuale elemosiniere di Bergoglio, ho potuto usare la voce del Papa che recitava la preghiera sulla tomba di san Pietro per realizzare dei brani interpretati da diversi artisti come Al Bano, Iva Zanicchi, l’attore Ron Moss, il trio vocale femminile La Dolce vita, e persino un’interprete coreana».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo