Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 26 maggio 2024
 
DIETRO LE QUINTE
 

Il segreto che allena la mente da Formula 1 di Jannik Sinner

05/10/2023 

Nella finale di Pechino s’è visto uno Jannik Sinner con uno spolvero mentale ancora superiore al consueto, che ha dato l’impressione di una forma psicologica capace di superare anche quella fisica, accidentata da giorni precedenti di malessere. Non solo un fatto di concentrazione e determinazione, che pure da sempre gli conosciamo, ma anche di tattica: per la prima volta forse, in un’occasione così importante davanti a un avversario fin lì bestia nera, lo abbiamo visto modificare radicalmente la strategia dell’incontro per rovesciare un approccio che non rendeva abbastanza, adattandosi a giocare un serve and volley per lui acquisito e certo per lui meno istintivo dell’aggressività da fondo campo che però contro la regolarità di Medvedev paga poco, aumentando il rischio di finire irretito in scambi infiniti e troppo dispendiosi.

Non solo, gli abbiamo visto affinata la capacità, che già possedeva, di “dimenticare” subito errori fatali in punti decisivi – tradottisi in occasioni sprecate - che di solito hanno lo svantaggio di annidarsi nella testa di chi li commette e di inficiare la concentrazione necessaria ai punti successivi e alla prosecuzione lucida dell’incontro.

Tutto questo crescere non solo tecnicamente non è un caso, ma l’esito di un lavoro specifico, e in particolare di un allenamento mentale che Sinner mantiene e all’occorrenza intensifica con i programmi di Formula Medicine, un centro di medicina dello sport e mental training fondato una trentina d’anni fa a Viareggio dal dottor Riccardo Ceccarelli, medico dello sport che lo ha pensato in particolare per gestire lo stress psicofisico dei piloti di Formula 1 con cui lavora dal 1994. Il concetto di base si fonda sul fatto che il cervello ingolfato dallo stress, se non applica criteri di “economia mentale”, tende a usurarsi e a diminuire le proprie prestazioni nel corso della gara. Allenare anche la mente è fondamentale per rendere al massimo nel gran premio di Formula 1 ma anche nella partita di tennis.

Ceccarelli che lavora da tempo con l’Accademy di Riccardo Piatti, dove Sinner ha iniziato ragazzino la scalata alla classifica Atp, usa spesso nei suoi racconti sul metodo l’esempio del tennis non a caso: ritiene infatti che un punto decisivo nel tennis raggiunga livelli di pressione paragonabili a quelli che riguardano il pilota di Formula 1 alla partenza quando allo scattare del verde i battiti salgono fino a 160 al minuto e il tempo di reazione è decisivo.

L’obiettivo degli esercizi di mental training, al confine tra videogame, simulatori e console interattive, nei quali come in gara sembra tutto facile all’inizio ma tutto si complica non appena si comincia a sbagliare e ci si innervosisce, è allenare concentrazione, economia mentale e muscolare, coordinazione, precisione, reattività e fluidità di movimenti possibilmente mantenendoli alla lunga nel tempo, quando si comincia a essere stanchi e stressati. Più si sale di classifica più questo aspetto pesa.

Sempre di più man mano che si sale di livello, la prestazione sportiva è un fatto mentale: non c’è grande differenza tecnica quando si arriva a giocarsela tra i primi cinque del mondo, a quel punto il livello di gioco, nella diversità degli stili, è al massimo per tutti. A quel punto è la mente, che prima o poi chiama tutti al dunque quando la posta si alza e si tratta di gestire la pressione sale, a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Sinner, che di testa è da sempre forte di suo, lo sa e ci lavora. Senza lasciare nulla al caso.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo