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giovedì 26 novembre 2020
 
Santa Marta
 

«Invidia e soldi, le armi del diavolo per distruggere la Chiesa»

09/05/2020  Papa Francesco ricorda che non cadere nella tentazione «di mettere la fiducia nei poteri temporali e nei soldi. La fiducia dei cristiani è Gesù Cristo»

Prega per le suore vincenziane che lavorano da quasi 100 anni nell’ospedale vaticano di Santa Marta e poi mette subito in guardia dai pericoli che corre la Chiesa.

Papa Francesco, nella consueta messa del mattino ricorda la fatica nel portare avanti le meraviglie che il Signore ha creato: «Quanta fatica, per le comunità cristiane, portare avanti queste meraviglie del Signore. Abbiamo sentito nel passo degli Atti degli Apostoli la gioia: tutta la città di Antiochia si radunò per ascoltare la Parola del Signore, perché Paolo, gli apostoli predicavano con forza, e lo Spirito li aiutava. Ma quando videro quella moltitudine, i giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo».

Da una parte, infatti, c’è lo Spirito Santo che «fa crescere la Chiesa, e sempre cresce di più: questo è vero. Ma dall’altra parte c’è il cattivo spirito che cerca di distruggere la Chiesa. È sempre così. Sempre così. Si va avanti ma poi viene il nemico cercando di distruggere. Il bilancio è sempre positivo alla lunga, ma quanta fatica, quanto dolore, quanto martirio! E questo che è successo qui, in Antiochia, succede dappertutto nel Libro degli Atti degli Apostoli».

Papa Francesco dice chiaramente che «lo strumento del diavolo per distruggere l’annuncio evangelico» è «l’invidia. Il Libro della Sapienza lo dice chiaro: “Per l’invidia del diavolo è entrato il peccato nel mondo” – invidia, gelosia … Sempre questo sentimento amaro, amaro. Questa gente vedeva come si predicava il Vangelo e si arrabbiava, si rodevano il fegato di rabbia. E questa rabbia li portava avanti: è la rabbia del diavolo, è la rabbia che distrugge, la rabbia di quel “Crocifiggi, crocifiggi!”, di quella tortura di Gesù. Vuole distruggere. Sempre. Sempre».

E la Chiesa va avanti «fra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo» sapendo che una Chiesa «che non ha difficoltà manca qualcosa» e «se il diavolo è tranquillo, le cose non vanno bene. Sempre la difficoltà, la tentazione, la lotta … la gelosia che distrugge. Lo Spirito Santo fa l’armonia della Chiesa e il cattivo spirito distrugge. Fino a oggi. Fino a oggi. Sempre questa lotta».

La gelosia si manifesta con «i poteri temporali». Nel brano spiegato dal Papa si dice che «”i giudei sobillarono le pie donne della nobiltà”. Sono andati da queste donne e hanno detto: “Questi sono rivoluzionari, cacciateli via”. E “le donne hanno parlato con le altre e li hanno cacciati via. Le pie donne della nobiltà … E anche i notabili della città: vanno al potere temporale e il potere temporale può essere buono, le persone possono essere buone ma il potere come tale è sempre pericoloso. Il potere del mondo contro il potere di Dio muovono tutto questo e sempre dietro di questo, a quel potere, ci sono i soldi».

Una cosa che succede da sempre: «Il ricorso ai poteri temporali per fermare la Chiesa», dice il Papa, per «distruggere la Chiesa, non è che uno sviluppo di quello che accade la mattina della Risurrezione. I soldati, vedendo quel trionfo, sono andati dai sacerdoti e hanno comprato la verità … i sacerdoti. E la verità è stata silenziata. Dalla prima mattina della Risurrezione, il trionfo di Cristo, c’è questo tradimento, questo silenziare la parola di Cristo, silenziare il trionfo della Risurrezione con il potere temporale: i capi dei sacerdoti e i soldi».

Allora bisogna stare attenti per non cadere mai nella tentazione «di mettere la fiducia nei poteri temporali e nei soldi. La fiducia dei cristiani è Gesù Cristo e lo Spirito Santo che Lui ha inviato e proprio lo Spirito Santo è il lievito, è la forza che fa crescere la Chiesa. Sì, la Chiesa va avanti, in pace, con rassegnazione, gioiosa: fra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo».

E poi la preghiera per la comunione spirituale con queste parole:

«Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te».

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