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La Costituzione italiana ha 70 anni, una guida per saperne di più

27/12/2017  Piccola storia della Costituzione italiana, promulgata il 27 dicembre 1947, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

COME NASCE LA COSTITUZIONE ITALIANA

La Costituzione della Repubblica italiana entra in vigore il 1 gennaio del 1948, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 viene promulgata con la firma di Enrico De Nicola il 27 dicembre del 1947. Controfirmano: Il presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini; il Presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi. Visto: il Guardasigilli Giuseppe Grassi.

l'ASSEMBLEA COSTITUENTE

L’Assemblea costituente viene eletta il 2 giugno 1946, contestualmente al referendum istituzionale  in cui i cittadini italiani donne comprese, ammesse al voto in quell’occasione per la prima volta, hanno scelto la forma repubblicana per il nuovo Stato Italiano che doveva sorgere dalle macerie del  fascismo e della Seconda guerra mondiale.

Eletta con il sistema proporzionale, la Costituente si compone di 556 membri, di cui 21 donne (Dc 37,2%; Socialisti 20,7%,;Pci 18,7%; Unione democratica nazionale 7,4%; Uomo qualunque 5,4%; Pri 2,9%; Blocco Nazionale delle libertà 2,9%; Partito d’Azione 2,3%; Altre liste 2,3%).

Il suo compito è scrivere la Costituzione Repubblicana ma il decreto 98/1946 le assegna anche altri compiti tipici del Parlamento, tra questi l’elezione del Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola in carica dal 1° giugno 1946 al 31 dicembre 1947. A norma della prima disposizione transitoria della Costituzione, dal 1° gennaio 1948 De Nicola assume  il titolo di Presidente della Repubblica, restando  in carica fino all’11 maggio 1948.

Le tappe della nascita della Costituzione

  

Inizialmente previsti per una durata di otto mesi i lavori lunghi e complessi dell’Assemblea vengono  prorogati più volte tanto che l’Assemblea funzionerà fino al 31 gennaio del 1948.

Il 15 luglio 1946, l'Assemblea delibera l'istituzione della Commissione per la Costituzione, composta da 75 Deputati (la Commissione verrà quindi chiamata anche "Commissione dei 75") incaricata di «elaborare e proporre il progetto di Costituzione».

Su questo Progetto l’Assemblea inizia a discutere nel marzo del 1947, il testo finale viene approvato il 22 dicembre  dall’Assemblea con il 90% dei voti favorevoli  e promulgato il 27 dicembre.

In realtà la Costituzione non viene  immediatamente attuata nei fatti: la Corte Costituzionale, prevista in Costituzione,  funzionerà soltanto dal 1956, solo nel 1958 è sarà varato il Consiglio superiore della Magistratura e solo nel 1970 arriveranno le leggi necessarie al funzionamento delle Regioni.

Le caratteristiche della Costituzione

Si descrive normalmente la Costituzione Italiana come “lunga”, “aperta”, “rigida”: per dirla in parole molto semplici e sommarie, una Costituzione serve a mettere nero su bianco (anche se non tutte le costituzioni sono scritte come lo è quella italiana) le regole del gioco condivise, su cui fondare la vita di uno Stato, nel nostro caso una democrazia pluralista con la forma della Repubblica parlamentare. La Costituzione serve a definire la forma di Stato e di Governo, il processo legislativo, la separazione dei poteri e le loro caratteristiche, ma soprattutto serve a definire i principi fondamentali su cui si fonda la convivenza all’interno dei confini. Non a caso si cita spesso la Costituzione come “legge fondamentale”, gerarchicamente superiore alle leggi ordinarie tra le fonti del diritto.

Il fatto che sia nata dalla sintesi di anime ideologicamente diverse e votata a larga a maggioranza comporta il fatto che la Costituzione italiana sia “lunga”, cioè che come scrive il costituzionalista Roberto Bin, «scritta non sommando e non selezionando gli interessi e i valori delle diverse componenti» e necessariamente “aperta”: «Nel senso che non pretende di individuare il punto di equilibrio tra i diversi interessi ma non si limita a elencarli, a giustapporli, lasciando alla legislazione successiva di individuare il punto di bilanciamento». Non indica alla maggioranza la strada da prendere, ma si limita a fissare i confini oltre i quali la volontà della maggioranza politica non può spingersi. «È vero», spiega ancora Bin, «che la Costituzione italiana come tutte le costituzioni coeve, afferma valori opposti, spesso conflittuali, senza dire quale dovrà prevalere. Da ciò la Costituzione trae una notevole dinamicità e capacità di adattarsi ai tempi».

La si definisce “rigida” perché, fortemente improntata a prevenire la prevalenza arbitraria di un potere sull’altro, volta a evitare ogni deriva antidemocratica dopo l’esperienza del fascismo (non a caso la XII disposizione vieta la ricorstituzione del partito fascista), la Costituzione italiana può essere cambiata soltanto tramite un procedimento legislativo più complesso e a maggioranza più larga di quanto previsto per le leggi ordinarie. Con, in più, un limite invalicabile fissato nell’ultimo e 139° articolo: la forma repubblicana non può essere modificata.

Che cosa contiene la costituzione italiana

  

La Costituzione italiana si compone di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali.

I primi 12 articoli contengono i principi fondamentali della Repubblica: le regole del gioco condivise e imprescindibili, in senso lato i valori cui si ispira e che la fondano.

Li potete leggere integralmente nell'ultimo paragrafo.

Parte Prima

La parte I contiene i diritti e doveri dei cittadini. Così articolati: Titolo I, Rapporti Civili, Artt. 13-28: si disciplinano in questa parte i diritti individuali e le libertà (l’inviolabilità della libertà personale, del domicilio, della corrispondenza. La libertà religiosa, di espressione, di pensiero e di stampa, il diritto di difesa, la responsabilità penale personale, il divieto della pena di morte…); Titolo II, Rapporti Etico-Sociali Artt. 29-34 (i diritti e i doveri nell’ambito della famiglia, il diritto alla salute, la libertà di insegnamento…). Titolo III, Rapporti economici, Artt. 35-47 (la tutela del lavoro, il diritto a una retribuzione proporzionata per lavoratrici e lavoratori, l’assistenza sociale, la libertà di organizzazione sindacale e diritto di sciopero, la proprietà privata e la libertà di iniziativa economica purché non in conflitto con la dignità della persona). Titolo IV Rapporti politici, Artt. 48-54 (Diritto di voto, suffragio universale, dovere di pagare le tasse, di fedeltà alla Repubblica, dovere di adempiere alle cariche pubbliche con disciplina e onore.

Parte seconda

  

La parte II si occupa dell’Ordinamento della Repubblica. Così articolato: Titolo I, il Parlamento, Sezione I : Le Camere (Artt. 55-69). Sezione II: La formazione delle Leggi (Artt. 70-82). Titolo II, il Presidente della Repubblica (83-91). Titolo III, il Governo, Sezione I: Il Consiglio dei Ministri (Artt. 92-96); Sezione II: La Pubblica Amministrazione (Artt.96-98); Sezione III: Gli organi ausiliari -Cnel, Consiglio di Stato e Corte dei Conti- (Artt. 99-100). Titolo IV: la Magistratura, Sezione I: Ordinamento giurisdizionale (Artt. 101-110); Sezione II: Norme sulla giurisdizione Artt. 111-113); Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni (Artt.114-133). Titolo VI: le Garanzie costituzionali: Sezione I: la Corte Costituzionale (Artt. 134-137); Sezione II: Revisione della Costituzione e leggi costituzionali (Artt. 138-139). 

Le 18 disposizioni transitorie e finali regolano la fase dell’entrata in vigore, in attesa che quanto stabilito dalla Costituzione vada a regime.                          

I principi fondamentali, testo integrale

Art. 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. [3]

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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