logo san paolo
mercoledì 22 settembre 2021
 
 

Bianchi: la fede al tempo del dialogo

13/10/2012  «Ecumenico, nel senso di rispetto nei confronti dei cristiani di altre confessioni, il Concilio lo è stato davvero». Parla il priore della Comunità monastica di Bose.

Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose.
Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose.

Il Vaticano II contiene nella sua denominazione ufficiale l’aggettivo “ecumenico”, secondo la prassi plurisecolare della Chiesa cattolica di contraddistinguere con quel termine i sinodi generali di tutti i vescovi del mondo. Ma “ecumenico”, nel senso di rispetto nei confronti dei cristiani delle altre confessioni e aperto al dialogo con loro, il Concilio lo è stato sia nella sua preparazione che nello svolgimento: basti pensare allapresenza di osservatori non cattolici a tutte le sessioni dell’intensa attività del Segretariato per l’unità istituito da papa Giovanni già durante la fase preparatoria.

Ed “ecumenico” il Concilio lo è stato anche, forse soprattutto, per il cambio di paradigma nel modo di intendere la ricerca dell’unità visibile dei cristiani: l’ecumenismo cessava di essere l’aspirazione utopicao il compito specialistico di qualche appassionato. Secondo le parole di Giovanni Paolo II nell’enciclica Ut unum sint «l’ecumenismo, il movimento a favore dell’unità dei cristiani, non è soltanto una qualche appendice, che s’aggiunge all’attività tradizionale della Chiesa. Al contrario, esso appartiene organicamente alla sua vita e alla sua azione e deve, di conseguenza, pervadere questo insieme ed essere come il frutto di un albero che, sano e rigoglioso, cresce fino a raggiungere il suo pieno sviluppo. Così credeva nell’unità della Chiesa Giovanni XXIII e così egli guardava all’unità di tutti i cristiani».

Due rappresentanti di Chiese protestanti per le vie di Roma. Al Concilio Vaticano II parteciparono delegazioni luterane, anglicane e ortodosse.
Due rappresentanti di Chiese protestanti per le vie di Roma. Al Concilio Vaticano II parteciparono delegazioni luterane, anglicane e ortodosse.

Questa convinzione di “appartenenza organica” dell’ecumenismo alla vita della Chiesa ha progressivamente operato un grande mutamento nei cristiani comuni, passati da una situazione di ignoranza degli altri – se non, a volte, di disprezzo e di condanna – a una consapevolezza di doversi“convertire” tutti a una maggiore fedeltà alla volontà del Signore espressa nella preghiera al Padre durante l’ultima cena: «Siano una cosa sola, perché il mondo creda» (Gv 17,21). Se diverse Chiese protestanti e ortodosse avevano già vissuto e realizzato un cammino ecumenico, per i cattolici è stato il Concilio a guidarli con sapienza e spirito evangelico dalla negazione alla possibilità concreta dell’ecumenismo.

Alcune delle speranze accese al momento del Concilio sono andate frustrate. Avendo iniziato la vicenda della Comunità monastica di Bose in quegli anni, posso testimoniare poi quanto ci si attendesse che le Chiese arrivassero a una comunione più forte di quella attuata. Eppure non hanno ancora esauritola loro spinta profetica le parole del Decreto conciliare Unitatis redintegratio: «Coloro che credono in Cristo e hanno ricevuto debitamente il Battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. Non v’è dubbio che, per le divergenze che in vari modi esistono tra loro e la Chiesa cattolica, sia nel campo della dottrina e talora anche della disciplina, sia circa la struttura della Chiesa, impedimenti non pochi, e talora gravi, si oppongono alla piena comunione ecclesiastica, al superamento dei quali tende appunto il movimento ecumenico. Nondimeno, giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo, e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore».

Sta a noi, mentre celebriamo il cinquantesimo anniversario di quella “novella Pentecoste”, far sì che queste parole si traducano in gesti quotidiani alimentati dalla preghiera e dalla conversione all’unico Signore della Chiesa che tutti professiamo come «una, santa, cattolica e apostolica».

I vostri commenti
4
scrivi

Stai visualizzando  dei 4 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 57,80 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    I LOVE ENGLISH JUNIOR
    € 69,00 € 49,90 - 28%