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Un pensiero ai papà di un tempo che misuravano le parole

19/03/2017  Ci scrive un lettore e ci fa riflettere sul significato di festeggiare il papà anche con un pensiero, magari assecondando il consumismo. E pensa al suo, che non c'è più, cui forse non ha mai detto tutto quello che voleva dire.

Si avvicina la festa dei papà e so già che i miei fi€gli mi sveglieranno con una sorpresa. Quello che va all’asilo avrà fatto un disegno su suggerimento delle maestre e quello che frequenta la terza elementare porterà una scatolina di quei dolci di cioccolato tondi che – guarda caso – piacciono molto anche a lui... Effetti del consumismo? Banale rito ripetitivo? So che molti commenteranno così e sorriderebbero vedendo il mio occhio umido... Ma in realtà quello che mi commuove è il non aver mai pensato di festeggiare mio padre anche se non mi pare che ci fosse un giorno speciale per lui come quello per la mamma, quando andavamo a comperarle i €ori che le piacevano tanto. Il fatto è che anche se mi sforzo non riesco a ripescare dalla memoria un abbraccio, un momento di tenerezza con il mio papà. Mentre mi ricordo le tante sgridate, la disapprovazione di tutte le cose che io e mio fratello facevamo, anche se non ha mai alzato una mano su di noi, mentre la mamma quando si arrabbiava... Però ho ancora in mente quelle volte che mi ha detto “bravo” perché avevo aiutato qualcuno o ero andato a trovare una persona malata o anziana. «Mandiamo Roberto», diceva alla mamma, se c’era qualcuno che aveva bisogno o qualche persona a cui fare coraggio... Ogni tanto ci ripenso e vorrei avere la possibilità di sapere se era contento di me e di potergli dire qualcosa anch’io, diverso dalle parole di tutti i giorni.

ROBERTO

Caro Roberto, evviva la festa del papà anche solo perché ci permette di ricordare chi è stato il nostro e magari non c’è più. È ovvio che la tua e-mail può essere un buono spunto di riflessione per quei papà e quei figli – sempre meno in realtà – che ancora oggi hanno ritegno a usare parole «diverse da quelle di tutti i giorni». Ma ti vorrei dire che quei rari momenti di plauso dei padri di un tempo rimangono indelebili proprio perché non abusati e non confusi in un caramelloso atteggiamento di sconfinata approvazione in cui oggi talvolta qualche padre rischia di cadere. Un ovvio errore educativo... Prerogativa da lasciare (e sconsigliare) alle madri!

RENATA MADERNA

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