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mercoledì 10 agosto 2022
 
Scuole e spreco alimentare
 

La lotta agli sprechi comincia in mensa

04/02/2014  A Milano sono in via di definizione tre progetti all'insegna della solidarietà, per evitare lo spreco alimentare, che coinvolgeranno alunni e mense scolastiche

A Milano 8,6 tonnellate di cibo finiscono nell'immondizia: sono i pasti preparati per le mense scolastiche che poi, per varie ragioni, non vengono consumati. Alimenti spesso intatti e in perfetto stato di conservazione. Uno spreco intollerabile, ancor di più in un periodo di crisi economica durante il quale, secondo il Comune, sono aumentate a più di 2 mila le persone a rischio povertà e a circa 13 mila i senza tetto in città.

Per questa ragione ieri, nella seduta congiunta delle commissioni Educazione e Partecipate del Comune di Milano, si è discusso con Gabriella Iacono, presidente di Milano Ristorazione (la società che si occupa della ristorazione scolastica), di un progetto solidale partito e di altre due iniziative, ancora allo studio, che coinvolgeranno gli alunni delle scuole all'insegna della lotta allo spreco del cibo.

Andiamo con ordine. Da oggi i pasti avanzati nelle cucine di Milano Ristorazione saranno portati dai City Angels ai senza tetto del centro di via Pollini, una struttura di accoglienza che, tra l'altro, è sorta in un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Si tratterà di circa 80-100 pasti al giorno, come ha spiegato Iacono: "Sono pasti che vengono preparati in eccedenza ogni mattina in quattro centri cucina e che non vengono nemmeno portati alle scuole perché ci sono alunni assenti. Congeliamo queste pietanze e le regaliamo alle organizzazioni Non profit che gestiscono mense dei poveri. Per ora partiamo con i City Angels, mentre Banco Alimentare continuerà a recuperare frutta e pane dalle scuole. In futuro collaboreremo anche con altri enti".

Ancora in via definizione, invece, le altre due iniziative che vedranno gli alunni protagonisti in prima persona. E' allo studio infatti la possibilità di portare a casa frutta, pane e dolcetti avanzati in mensa a pranzo dai bambini in un cestino, la cosiddetta "doggy bag" che nel mondo anglosassone è già ampiamente diffusa. Un progetto di natura educativa e solidale al tempo stesso: non solo in questo modo i bambini imparerebbero a non sprecare il cibo, ma si potrebbe anche dare una mano con discrezione a quelle famiglie in difficoltà, sempre più numerose purtroppo, nelle quali il bambino consuma l'unico pasto completo della giornata in mensa a scuola.

Infine, è allo studio tra associazioni di volontariato, servizi sociali del Comune e parrocchie la possibilità di "adozione" diretta di gruppi di anziani bisognosi del quartiere, da parte delle singole scuole. Il cibo non consumato sarebbe raccolto in cestini solidali a disposizione dei bisognosi. Un'altra lezione preziosa, quella alla solidarietà, appresa sui banchi di scuola.

 
 
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