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Che cos’è
Si tratta di un thriller ambientato nel mondo della ginnastica artistica femminile, quella per intenderci di trave, parallele, cavallo, attrezzi grandi diversa dalla ritmica degli attrezzi piccoli (palla, cerchio, clavette…). Il tema che prevale è quello della relazione tra le ragazze della squadra, in un contesto di gare internazionali: ci sono di mezzo le rivalità, i posti in squadra, gli amori più o meno variamente accidentati, le dinamiche dell’adolescenza alle prese con l’agonismo precoce di certe discipline, in cui si dà il meglio di sé atleticamente tra i 15 e i vent’anni, generalmente, con tutte le implicazioni che questo comporta, in fatto di disciplina e di sacrifici. Il tutto condito con una storia gialla che contempla addirittura un caso di omicidio.
Il titolo
Il titolo Corpo libero allude all’omonima specialità che prevede un esercizio a corpo libero su un tappeto quadrato di 14 metri per lato: la routine è composta di collegamenti artistici e diagonali acrobatiche, di difficoltà sempre maggiori, al ritmo di un accompagnamento musicale che è parte integrante dell’esercizio non un semplice sottofondo. Ma è volutamente un titolo ambiguo perché allude anche per contrasto alla “prigione” della ferrea disciplina richiesta per raggiungere l’alto livello in uno sport che richiede rigore, anche perché nella dinamica acrobatica ha una componente di rischio.
Che cosa c'è di vero
La serie non ha radici in storie vere ma nell’omonimo romanzo giallo di Ilaria Bernardini, oggi in libreria per i tipi Mondadori ma edito per la prima volta nella collana I Narratori Feltrinelli nel 2011. Eppure, la serie, molto critica e carica di esagerazioni ed esasperazioni cinematografiche, fondata su una trama completamente romanzesca, viene lanciata come il racconto del “lato oscuro” della ginnastica, una disciplina presentata come una battaglia costante contro il corpo che cresce e diventa via via meno adatto a uno sport che avrebbe bisogno di un corpo sempre acerbo. Sicuramente questo problema, che nella serie è affrontato come il resto con toni molto carichi, esiste anche nella realtà: lo dimostra la storia della ginnastica internazionale che per arginare la corsa, iniziata nei primi anni Settanta, alle “ginnaste bambine” buttate nell’arena internazionale prima dei 14 anni (Comaneci, Korbut ecc) ha inserito da un certo momento in poi i limiti di età alzandoli progressivamente. Attualmente il limite per competere a livello senior è 16 anni compiuti nell’anno solare. Per esempio può entrare nelle competizioni senior del 2023 chi compie 16 anni tra i 1° gennaio e il 31 dicembre 2023. Nel racconto di Bernardini qualche pennellata adombra metodi rudi di altre scuole come quella cinese, ma nessuno dei dettagli contenuti nella serie fa riferimento a storie reali.
L'equivoco
Il fatto che nella serie e nel libro si parli di metodi di allenamento ruvidi, della difficoltà a rimanere nel peso, di corpi spremuti precocemente ha generato l’equivoco, più o meno voluto dal lancio, che il racconto, con taglio apparentemente documentaristico ma basato su un romanzo, avesse attinenza diretta con la bufera che ha investito negli scorsi mesi la ginnastica ritmica italiana (altra disciplina), iniziata con la denuncia di alcune atlete passate per il giro della nazionale che hanno riferito di aver maturato in quel contesto disordini del comportamento alimentare e che si è conclusa nei giorni scorsi con una sentenza sportiva di ammonizione per la coach Emanuela Maccarani, per aver «superato i limiti di correttezza e rispetto imposti dalle norme federali», sanzione lieve perché, secondo i giudici sportivi, le «espressioni utilizzate, ancorché offensive, non sono state mosse con l’intento di arrecare danno, ma al fine di incitare le atlete ed ottenere un maggior impegno negli esercizi” in un contesto di élite e con l’assoluzione per la sua collaboratrice Olga Tishina.
Altra connessione è stata evocata con lo “scandalo Nassar”, gravissimo, di abusi sessuali nella ginnastica artistica americana, esploso nel 2018, che ha portato alla condanna pesantissima di un medico federale, con un processo in cui ha testimoniato il gotha della ginnastica statunitense compresa la sua stella Simone Biles.
Ma nella realtà gli echi apparenti tra queste notizie più o meno recenti e il contenuto della serie sono del tutto casuali perché il libro che ha ispirato la fiction precede di molti anni i casi citati, la prima edizione risale al 2011. Anche per queste ragioni, oltreché per l'esasperazione che accentua tutti gli aspetti negativi, la serie ha fatto discutere il mondo della ginnastica, che da qualche anno in Italia è diventato popolarissimo anche grazie al successo del docu-reality Ginnaste- Vite parallele, realizzato alcune stagioni fa in collaborazione con la Federazione.
Il dibattito
Ferma restando la necessità di distinguere tra romanzo e realtà, tenendo ben presente che nel caso di Corpo libero si tratta di finzione letteraria, come spesso accade, anche serie Tv, film, romanzi possono contribuire a tenere aperto il dibattito su quali siano i limiti accettabili dell’agonismo precoce: un tema che non può essere eluso, quando ha a che fare con l’affidamento allo sport – problema è internazionale - di persone ancora in crescita e comunque minorenni, il cui equilibrio psicofisico deve restare una priorità.
Chi sono gli autori
La serie Corpo Libero è diretta da Cosima Spender e Valerio Bonelli, si articola in sei puntate due per serata. È scritta da Ilaria Bernardini, Ludovica Rampoldi, Chiara Barzini e Giordana Mari, è prodotta da Indigo Film e Network Movie in coproduzione con ZDFneo, in collaborazione con Rai Fiction e Paramount+ e in associazione con All3Media International. Nel cast Antonia Truppo, Filippo Nigro, Alessia De Falco, Giada Savi, Federica Cuomo, Eva Iurlaro, Giada Pirozzi e con Barbara Chichiarelli. La serie è uno dei progetti dell’Alleanza Europea, che questa volta vede la Rai collaborare con il servizio pubblico tedesco ZDF.
Controfigure, la curiosità
La serie come sempre quelle sportive, e massimamente quelle che riguardano discipline acrobatiche, ha richiesto la presenza di stuntman e stuntwoman dal settore per rendere credibili le scene di gara e per rendere possibili evoluzioni complesse impensabili per attori comuni, tra le controfigure compare Sophia Campana, campionessa italiana 2021 alle parallele asimmetriche.




