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martedì 18 gennaio 2022
 
liturgia
 

Ai piedi delle donne: le novità del Giovedì Santo

21/01/2016  Papa Francesco cambia le norme liturgiche che finora ammettevano formalmente solo gli uomini. Bergoglio aveva già lavato i piedi alle donne ed era stato accusato di "cattivo esempio". La storia di un rito e delle polemiche.

Il Papa ha cambiato le norme liturgiche che ammettevano fin ora alla lavanda dei piedi, nella “Missa in cena Domini” il Giovedì Santo, solo uomini o ragazzi. Da ora in avanti, anche formalmente, si potrà lavare i piedi alle donne. Bergoglio lo ha già fatto, ma c’erano state polemiche dai settori più tradizionalisti. E’ accaduto il primo anno di pontificato quando Francesco andò a celebrare la Messa del Giovedì Santo al carcere minorile romano di Casal del Marmo, dove lavò i piedi ad due ragazze, una musulmana. L’anno scorso poi il papa decise nella messa celebrata al carcere di Rebibbia di lavare i piedi a sei detenuti e a sei detenute. Dunque metà maschi e metà femmine.  Nel 2013 il papa era stato accusato di “cattivo esempio” e di violare la legge della Chiesa, tanto che dovette intervenire il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, il quale con un velo di ironia, spiegò che il papa aveva voluto offrire  “un messaggio di amore a tutti in un gruppo che certo non comprendeva raffinati esperti di regole liturgiche”. Ma le polemiche soprattutto negli Stati Uniti e su diversi siti, anche italiani, non si fermarono. L’anno scorso, quando addirittura su dodici persone sei erano donne, si rinvigorirono.

La cosa potrebbe far sorridere, ma sull’argomento da decenni si discute. Così il Papa, per mettere fine alle polemiche passate e prevedibilmente future, ha ritoccato la norma prevista dal Missale Romanum a pagina 300, numero 11. L’indicazione più antica di questo rito si trova in un antico “ordo” del VII secolo, poi attestato nel Pontificale romano del XII secolo nei quali si parla di chierici. Nel 1600 la descrizione di come debba avvenire il rito divenne più dettagliata. Si parla di 13 poveri o di 13 canonici, invitando a preferire i poveri con lavaggio e bacio del piede. Pio XII nel 1955 riforma la pratica prevedendo che vengano lavati i piedi a 12 uomini selezionati ed escludendo il bacio. Nel 1970 la riserva ai soli “viri” veniva confermata. Nel 1987 la Conferenza episcopale americana con un decreto ammise le donne. Ma l’anno dopo la Congregazione per il culto divino ribadì la pratica tradizionale con una lettera circolare a tutti i vescovi intitolata “Paschales solemmnitatis”, la quale al numero 51 si leggeva di “viri selecti”, cioè uomini scelti in modo da non lasciare alcun dubbio circa il sesso dei prescelti. La questione era tornata di attualità nel 2005 quando a Boston il cardinale Sean O’Malley aprì di nuovo alle donne.  La Congregazione per il culto divino si mostrò più liberare, spiegando che, pur rimanendo “l’obbligo liturgico” di lavare i piedi solo agli uomini, il vescovo locale poteva fare altrimenti se questo rispondeva ai bisogni pastorali della diocesi. Poi è arrivato Papa Francesco che ha definitivamente consumato lo strappo delle regole e oggi le ha cambiate.

La Congregazione per il culto divino ha infatti pubblicato un decreto sulla base di una lettera ricevuta dal papa nella quale Bergoglio spiega che la modifica serve spiegare meglio il significato del gesto compiuto da Gesù: “Dopo attenta ponderazione, sono giunto alla deliberazione di apportare un cambiamento nelle rubriche del Messale Romano. Dispongo pertanto  che venga modificata la rubrica secondo la quale le persone prescelte per ricevere la Lavanda dei piedi debbano essere uomini o ragazzi, in modo tale che da ora in poi i Pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio”. Nel decreto che riforma il rito, il card. Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino,  indica che “i pastori possano scegliere un gruppetto di fedeli che rappresenti la varietà e l'unità di ogni porzione del popolo di Dio”: “Tale gruppetto può constare di uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici”. Salta anche il numero di 12, che doveva ricordare i 12 apostoli. La circostanza è stata spiegata da padre Federico Lombardi ai giornalisti: “Si vuole esprimere così che il significato fondamentale del gesto è quello dell'amore di Dio per tutti e fino alla fine. E si è deciso che questo debba prevalere rispetto all’aderenza storica del ricordo dei dodici apostoli”.

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