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È un presidente della Repubblica sorridente, come sempre è quando si trova tra giovani sportivi: in questo caso le ragazze della Nazionale di calcio femminile, protagoniste di un ottimo campionato europeo, giunte a una semifinale sul punto di tramutarsi due volte in una finale, perduta solo per un destino sgarbato, prima in pieno lungo minutaggio di recupero e poi di rimpallo a 11 metri dalla fine. C'è da smaltire una delusione cocente e il presidente, e, chiedendo permesso alle autorità presenti, la prima carica dello Stato comincia da loro, dalle ragazze sul cui percorso Sergio Mattarella si fa trovare di prima mano informatissimo: quello che ne esce è una lettura costituzionale del calcio femminile.
«Vi ho chiesto di venire, facendovi fare una deviazione dai vostri programmi di questa mattina, per ringraziarvi e farvi i complimenti. Ringraziarvi perché avete svolto uno splendido europeo. E avete, con questo, reso onore alla maglia e alla bandiera del nostro Paese». Parla di sport come di «un elemento non soltanto necessario, ma fondamentale della vita sociale». Di atleti «punta di guida di questo fenomeno», che «trascinano con i loro successi a praticare lo sport, ragazzi, ragazze, bambine e bambini».
«Complimenti», esordisce il Presidente, «per come avete svolto - magnificamente - questo europeo. E non ve lo dico perché qualcuno me lo ha fatto sapere, o per quanto ho letto sui giornali o sui siti web, ma perché vi ho seguito. L’orario me lo consentiva, e ho seguito tutte le vostre partite: dal Belgio al Portogallo, alla Spagna, e poi la Norvegia, fino alla semifinale di martedì».
Non solo: «Avevo predisposto», confida Mattarella, «tutto per raggiungervi a Basilea. Ma, come avete detto tutti, dovete evitare, dobbiamo tutti evitare di restare prigionieri di quella successione di eventi sfortunati che vi ha impedito di approdare alla finale. Da ultimo, dopo quella magnifica parata sul rigore che faceva ben sperare per i successivi rigori finali».
«Voi, il vostro trofeo lo avete conquistato; le vostre medaglie le avete ottenute. Perché avete, da un lato - come ha detto il Direttore tecnico - scritto una bellissima pagina di sport. Ma avete anche presentato prestazioni di alto livello; avete svolto un torneo, in ogni appuntamento, davvero di alto livello e di grande qualità. E, soprattutto, avete mandato un messaggio alla società del nostro Paese. Poc’anzi, ricordava Cristiana Girelli dell’incontro qui sei anni addietro. Con quell’incontro io desideravo sottolineare l’importanza del calcio femminile e quanto fosse da sorreggere, sostenere e incoraggiare».
Ricorda che in quell'occasione Sara Gama: «Ha fatto un riferimento importante all’articolo 3 della Costituzione, all’uguaglianza, alle pari opportunità, alle pari condizioni. Dalla preistoria è sempre stata più difficile per le donne ogni cosa. Si sta superando, fortunatamente, questa condizione. Ma c’è ancora strada da fare e questo è importante, perché lo sport serve anche a questo: a far vedere come si esprimono i talenti, come ci si impegna, stimolando ragazzi, bambini e bambine a fare dello sport, per migliorare la condizione delle relazioni sociali. Lo sport, con i valori che esprime e a cui si ispira, rafforza, consolida la vita sociale. Ecco, voi avete, con queste giornate dell’europeo, consolidato la realtà del vostro sport, l’avete fatta apprezzare in tutto il suo valore. E questo è un contributo alla vita del nostro Paese particolarmente importante, per renderlo - come ha detto poc’anzi Cristiana - più giusto e più consapevole».





