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Le differenze tra maschi e femmine: noi ne parliamo così

25/02/2015  Con il progetto "Teen Star" si insegna agli adolescenti ad ascoltare il proprio corpo, a conoscerne le sensazioni e le emozioni. Così, come uomini e donne scoprono l’amore

Sessualità, genere e cultura. Tre parole calde, immerse nelle polemiche delle ultime settimane. Soprattutto da quando l’Unar ha pubblicato opuscoli educativi destinati alle scuole. L’intento è condivisibile: prevenire e contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Meno apprezzabili sono i contenuti, basati sulla teoria del gender che considera il genere come espressione della cultura piuttosto che del dato biologico.

Il rischio è ignorare le differenze e diffondere una concezione non naturale della famiglia. Su una linea diversa è “Teen Star”. Un programma condotto con successo in quaranta Paesi, frutto della collaborazione tra Hanna Klaus e Pilar Vigil, entrambe ginecologhe. «È approdato in Italia quattro anni fa, grazie al Centro studi e ricerche sulla famiglia della Cattolica di Milano», spiega Concetta Mazza, biologa e tutor formativo di Bologna. «Teen Star si rivolge agli adolescenti che, crescendo, riconoscono i cambiamenti del loro corpo senza comprenderli appieno. Li aiuta a scoprire i ritmi biologici maschili e femminili e la bellezza della sessualità vissuta in modo consapevole».

L’idea chiave è che per crescere in modo armonico sia necessario integrare l’appena sbocciata capacità sessuale al processo identitario, e il desiderio di amare ed essere amati. «Sono previsti corsi adeguati all’età e il coinvolgimento dei genitori», prosegue la Mazza. «I ragazzi sono liberi di aderire. In aula, il tutor guida l’incontro stimolando una lettura introspettiva e un confronto: i giovani esprimono pensieri ed emozioni, facendo emergere le differenze tra i modi maschili e femminili di leggere la realtà». Durante la formazione scoprono: le differenze tra uomo e donna; lo sviluppo e i sistemi riproduttivi; il desiderio sessuale e le scelte comportamentali.

 «I ragazzi partecipano con grande entusiasmo. All’inizio credono di sapere tutto, poi si accorgono che l’altro è un mistero. Pensano che “fare sesso” sia amore, invece parlandosi si accorgono che l’universo maschile è molto diverso da quello femminile». L’approfondimento delle differenti caratteristiche tra i due sessi li induce a una riflessione che pian piano li conquista. «Quanto al gender, sono disorientati, perché in questa fase sanno quello che gli viene trasmesso in modo poco chiaro. Noi cerchiamo di spiegare cos’è la fecondazione, come avviene e come il sesso dell’individuo si definisca fin dal momento del concepimento».

 
 
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