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lunedì 09 dicembre 2019
 
I GIOVANI AL PAPA
 

«Le idee nuove necessitano di spazio e tu ce l’hai dato»

27/10/2018  I rappresentanti dei Millenials, uditori al Sinodo dei vescovi, scrivono a Francesco: «Siamo con te e con tutti i vescovi della nostra Chiesa anche nei momenti di difficoltà». Jorge Mario Bergoglio ha pensato a dono per chi ha partecipato ai lavori. Oggi le battute finali, la discussione del documento e il voto. Domani  la Messa conclusiva e la lettera del Santo Padre alle nuove generazioni.

«Una Chiesa in uscita, aperta a tutti soprattutto ai più deboli, una Chiesa ospedale da campo. Siamo già parte attiva di questa Chiesa e vogliamo continuare a impegnarci concretamente per migliorare le nostre città e scuole, il mondo socio-politico e gli ambienti di lavoro, diffondendo una cultura della pace e della solidarietà e mettendo al centro i poveri, in cui si riconosce Gesù stesso». Lo hanno scritto venerdì 26 ottobre i giovani uditori al Sinodo dei vescovi in una lettera indirizzata a papa Francesco.

«Carissimo Papa Francesco noi giovani, presenti al Sinodo, vogliamo cogliere questa occasione per esprimerti la nostra gratitudine e la nostra gioia per averci dato lo spazio di fare insieme questo piccolo pezzo di storia», comincia lo scritto, firmato con penne di diverse colori, quasi a formare un originale "arcobaleno" di fede e speranza, un testo redatto anche attraverso moderni strumenti di lavoro, come un apposito gruppo Whatsapp (lo ha reso noto in un tweet il gesuita padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica. «Le idee nuove necessitano di spazio e tu ce l’hai dato». «Il mondo di oggi, che presenta a noi giovani opportunità inedite insieme a tante sofferenze, ha bisogno di nuove risposte e di nuove energie d’amore», prosegue la lettera: «ha bisogno di ritrovare la speranza e di vivere la felicità che si prova nel dare più che nel ricevere, lavorando per un mondo migliore.. Al termine del Sinodo, concludono i giovani, «desideriamo dirti che siamo con te e con tutti i vescovi della nostra Chiesa, anche nei momenti di difficoltà».

Federica Ancona. Quest'immagine, quella sopra e quella in alto sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano/Vatican News. La foto di copertina è dell'agenzia di stampa Ansa.
Federica Ancona. Quest'immagine, quella sopra e quella in alto sono del servizio fotografico dell'Osservatore Romano/Vatican News. La foto di copertina è dell'agenzia di stampa Ansa.

Nel pomeriggio di venerdì 26 ottobre, i lavori del Sinodo si sontro tramutati in festa. E in flash mob. Lo ha raccontato in prima persona Federica Ancona, scrivendo una sua testimonianza pubblicata dall'agenzia di stampa Sir «A conclusione del Sinodo non poteva mancare un momento di festa. Festa perché è bello ritrovarsi assieme in quanto “ricercatori della felicità”; festa perché il successore di Pietro ha concretamente aperto le porte di casa per permettere a noi giovani di dire la nostra; festa infine per ringraziare Dio che è ancora all’opera per far uscire il prodigio meraviglioso presente in ciascuno di noi. Abbiamo voluto ringraziare il Papa per questo Sinodo e per averci voluto qui. Ogni continente, tra canti, poesie e balli ha potuto dire il suo grazie! Un flash mob sulla canzone della Gmg di Panama, in cui abbiamo ballato tutti insieme, coinvolgendo anche alcuni cardinali, ha rotto ogni barriera. Ma c’è stato un momento in cui l’emozione ha avuto il sopravvento: io e Gioele, l’altro ragazzo uditore italiano, abbiamo letto una lettera di ringraziamento che noi giovani abbiamo scritto personalmente per il Papa. Poter leggere davanti a lui questi “grazie” è stata l’ennesima grazia ricevuta, così come aver potuto poi abbracciarlo e ringraziarlo di persona per questa opportunità che mi ha dato. Ero veramente commossa e la mia voce rotta dal pianto lo ha dimostrato. È stato veramente emozionante. Ognuno con le sue tradizioni, la propria lingua di origine ha detto il suo grazie con il cuore».

In ricordo del Sinodo dei vescovi sui giovani, il Santo Padre, dal canto suo, ha voluto fare dono a tutti i partecipanti di una formella in bronzo in bassorilievo raffigurante Gesù e il giovane discepolo amato.  Si tratta di un’opera dell’artista italiano Gino Giannetti, coniata dalla Zecca dello Stato della Città del Vaticano, emessa in soli 460 esemplari.   A consegnare il regalo, il Papa in persona, sabato 27 ottobre.  

Sempre oggi, le battute conclusive dei lavori. Tra il tardo pomeriggio e la serata si discute il documento finale e lo si vota. Domani mattina: Messa conclusiva del Sinodo, presieduta da papa Francesco, e lettura della missiva che Jorge Mario Bergoglio ha voluto scrivere alle nuove generazioni. 

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