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venerdì 24 settembre 2021
 
Adolescenti
 

«Le parlo, ma lei non mi guarda neppure. E riesce persino a farmi sentire in colpa»

06/11/2020 

Sono mamma di due ragazze di 15 e 12 anni e di un maschio di 10. Sono in preda allo “tsunami” adolescenziale della primogenita. È molto brava a scuola, ma vivo con molta “tristezza” il suo distaccarsi da noi genitori, trattati da lei con sentimenti di disprezzo, gelosia, egoismo, rivalsa. Mi parla (poco) guardandomi dall’alto in basso. Le diciamo molti sì e pochi no, anche se lei non la pensa così. Sembra sempre molto sicura di sé nei suoi giudizi su tutto e su tutti e non sopporta i suoi fratelli minori. So che questi comportamenti sono tipici della sua età, ma il suo modo di fare influenza anche il clima generale in famiglia. Sono una persona consapevole e razionale e questo mi aiuta a vivere con un “sano distacco” questo clima da guerra fredda ma le confesso che spesso mi sento triste e quasi “in colpa” come se quello che mi rinfaccia fosse vero. Pur avendo cercato di fare il massimo con miei figli, a volte mi sento triste e mi domando perché deve trattarci così. Le scrivo per sapere cosa può fare un genitore per non scoraggiarsi e sopravvivere allo tsunami con una minima serenità emotiva, considerato che non possiamo più vedere insieme neanche un bel film.

LUISA

Gentile Luisa, la tua è una lettera da manuale. Un conflitto mamma/ figlia nel pieno delle nuove regole che l’adolescente impone ai suoi genitori, ovvero:

a) Imparate a starmi a distanza, perché non mi piace più avervi troppo vicini.

b) Non pensate di saperle tutte voi, perché adesso anch’io ne so parecchie e su certi temi anche più di voi.

c) Non devo essere io quella che vi intrattiene e vi fa felici. Perché ora non è più mio compito occuparmi della vostra felicità. Adesso ciò che conta è la mia felicità.

Da queste tre regole deriva tutta la strafottenza e la mascherata aggressività di cui fa oggetto soprattutto te che sei la sua mamma. Se ci pensi bene, tutto quello che ti sta succedendo sta nel gioco delle parti. E sai che cosa farei io? Le direi: «Figlia mia, sai cosa ti dico? Hai proprio ragione. Ora sei grande. Ti abbiamo dedicato tante attenzioni, risorse ed energie. Tu sei stanca di noi? Pazienza, ce ne faremo una ragione. Io e papà andiamo in vacanza per una settimana. Solo noi due: io e lui». Così, sarai tu questa volta a dirle: «So stare lontana da te». Senza che sia lei ad importelo con i suoi modi maleducati. Le dimostrerai che il tuo obiettivo non è starle con il fiato sul collo e che anche voi genitori siete capaci di fare molto belle cose, senza il bisogno di averla sempre accanto a voi. Quando tornerete dalla vostra settimana, osserva le sue reazioni. Probabilmente ci sarà meno tensione tra voi. E lei ti farà capire che le sei mancata. E tu avrai anche fatto un pieno di energia per tollerare con meno stress le sue intemperanze. Leggi Capire le adolescenti. Le sette tappe per passare dall’infanzia all’adolescenza di L. Damour (Sonda): ti farà bene.

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Guida completa per genitori, per capirsi con la propria figlia adolescente.

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