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Le vacanze slow del Papa: «Mi riposo dormendo e leggendo di più»

03/07/2019  Per il sesto anno consecutivo Francesco resta in Vaticano. Niente udienze generali a luglio e agenda più snella ad agosto. Nel 2014 spiegò: «Sono un po’ troppo attaccato al mio habitat. L’ultima volta che ho fatto vacanze fuori Buenos Aires, con la comunità gesuita, è stato nel 1975»

Niente vacanze fuori dal Vaticano ma un po’ di riposo sì. Papa Francesco nell’udienza del 26 giugno scorso ai fedeli riuniti in piazza San Pietro e nell'Aula Paolo VI ha augurato buone ferie. Era l’ultima udienza generale prima della pausa estiva. Per tutto il mese di luglio il Pontefice si riposerà al fresco dell'aria condizionata di Santa Marta e con un’agenda di impegni molto più snella rispetto al resto dell’anno. Gli impegni pubblici previsti riguardano solo gli Angelus domenicali. Per tutto il mese di luglio non ci saranno invece le udienze generali che riprenderanno regolarmente mercoledì 7 agosto.

Per il sesto anno di pontificato consecutivo, quindi, Bergoglio mantiene fede alle sue abitudini che aveva anche quando era arcivescovo di Buenos Aires di non fare vacanze. Niente mare, niente montagna. Durante una intervista spiegò che non faceva le ferie un po' perché non ama viaggiare, un po' perché non avendole mai fatte gli sarebbe sembrata una cosa strana. Sul volo di ritorno dal viaggio in Corea del Sud nell’agosto 2014 aveva detto: «Io ho fatto le vacanze, adesso, a casa, come faccio di solito, perché… una volta, ho letto un libro, interessante, il titolo era: “Rallegrati di essere nevrotico”! Anch’io ho alcune nevrosi, ma bisogna trattarle bene, le nevrosi! Dare loro il mate ogni giorno… Una di queste nevrosi è che sono un po’ troppo attaccato all’habitat. L’ultima volta che ho fatto vacanze fuori Buenos Aires, con la comunità gesuita, è stato nel 1975. Poi, sempre faccio vacanze – davvero! –, ma nell’habitat: cambio ritmo. Dormo di più, leggo le cose che mi piacciono, sento la musica, prego di più… E questo mi riposa. A luglio e parte di agosto ho fatto questo, e va bene».

In ogni caso, per Francesco, lavoro e riposo devono andare di pari passo. Ricevendo i vertici dell’Inps, il 7 novembre 2015, aveva coniato l’espressione di «custodia del diritto al riposo», che nel linguaggio della fede è una dimensione umana e divina nello stesso tempo. Non «una semplice astensione dalla fatica e dall’impegno ordinario ma un’occasione per viver pienamente la propria creaturalità, elevata alla dignità filiale da Dio stesso».

Il primo impegno dopo la pausa estiva sarà il viaggio in Africa dal 4 al 10 settembre con tappe in Mozambico, Madagascar e Isole Mauritius.

Giovanni Paolo II nel luglio 1996 durante le vacanze in Cadore (Ansa)
Giovanni Paolo II nel luglio 1996 durante le vacanze in Cadore (Ansa)

La passione per la montagna di Wojtyla e Ratzinger

Papa Wojtyla per le vacanze estive aveva i suoi luoghi prediletti, tutti in montagna: la Valle d'Aosta, le Dolomiti bellunesi, ma anche il Terminillo e il Gran Sasso, in Abruzzo. Con le montagne («ci avvicinano a Dio», diceva), aveva un rapporto intimo e speciale, corroborato da escursioni in alta quota, sciate e, negli anni di fragilità fisica, da momenti di contemplazione e ammirazione della bellezza della natura. Il 7 settembre 1986 Giovanni Paolo II impartì la benedizione probabilmente dal luogo più alto: dal Mont Chetif di Courmayeur (2.500 metri), sul massiccio del Monte Bianco. Da allora vi trascorse numerosi dei suoi soggiorni estivi, alternandoli a quelli a Lorenzago di Cadore.

In cima alla Marmolada, invece, Punta Rocca custodisce un curioso ricordo di Wojtyła: nell'agosto del '79 il Papa volle salire nonostante la bufera di neve e da lì celebrò l'Angelus. Famose anche le sue salite in Adamello o la scalata al Peralba. Una tappa particolare può essere il "Rifugio alle Lobbie - Caduti dell'Adamello", a tremila metri di quota in uno degli scenari d'alta montagna più maestosi dell'arco alpino, costruito nel 1927 a testimonianza dei cruenti momenti della "Guerra Bianca" e che ospitò due volte Giovanni Paolo II, una volta anche con il presidente Sandro Pertini. Ricavato nella stanza in cui il papa fece colazione e celebrò la Messa nell'84 sorge in sua memoria un piccolo museo. Vi sono esposti anche i suoi sci e la piccozza. In occasione dell'anno Giubilare di fronte al rifugio venne collocata una croce su quella che oggi è chiamata Punta Cresta Giovanni Paolo II.

Anche Benedetto XVI amava la montagna e da cardinale, dal 1977 al 2004, si è recato uan decina di volte in provincia di Bolzano, ospite del seminario di Bressanone, dove ritornò anche da Papa. Un’altra sua meta, sempre montana, è stata Les Combes, in Val d'Aosta. Un posto «sempre molto bello altrimenti non sarei tornato», disse sorridendo nel 2009 a chi gli chiedeva come avesse trovato questo luogo. Negli ultimi anni aveva scelto la quiete e il fresco di Castel Gandolfo, per anni residenza estiva dei Papi. Ora, su volere di Francesco, è diventato un museo aperto al pubblico

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