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lunedì 29 novembre 2021
 
Teatro
 

Pentateuco, una storia di migrazioni

01/04/2016  La Confraternita del Chianti sta portando in scena il “Progetto pentateuco#”, ispirato ai primi cinque libri dell’Antico Testamento che danno i titoli ad altrettanti monologhi (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio), seguendo come filo conduttore il tema delle migrazioni.

La Confraternita del Chianti, formata da drammaturghi, registi e attori - Marco Di Stefano, Chiara Boscaro, Valeria Sara Costantin, Giovanni Gioia, Marco Pezza, Diego Runko e Giulia Versari, nati tra il 1980 e il 1985 - è un attivo gruppo teatrale, fondato nel 2010 e ampliatosi nel 2014.

La Confraternita del Chianti, che prende il nome dal romanzo omonimo di John Fante, sta lavorando per il “Progetto pentateuco#”, ispirato ai primi cinque libri dell’Antico Testamento che danno i titoli ai cinque monologhi (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio), seguendo come filo conduttore il tema delle migrazioni.

Spiega infatti la drammaturga della compagnia Chiara Boscaro: «Ogni parte del nostro lavoro è autonoma: sono cinque spettacoli a sé che si ispirano, con citazioni e riferimenti simbolici, a Pentateuco, nucleo tematico comune a tutte le culture mediterranee e alle religioni monoteiste. Noi eravamo interessati a ragionare sulle migrazioni, date le nostre, anche individuali, esperienze pregresse. Rappresentare teatralmente il dramma dei migranti implica un lavoro con tante sfaccettature, così confrontandoci fra noi, che collaboriamo insieme da tempo, abbiamo trovato nell’Antico Testamento, in cui si parla anche di un popolo che viaggia in cerca della Terra Promessa, materiale ricco di risonanze congruenti con le nostre idee per costruire i nostri cinque monologhi. In ognuno abbiamo inserito citazioni e spunti tratti dai libri dell’Antico Testamento. In Genesi, rappresentato nel febbraio 2015, partendo dalla vicenda della Torre di Babele che segna la nascita di tutte le lingue e la conseguente difficoltà di comunicazione dell’uomo, raccontiamo di una immigrata (interpretata da Valeria Sara Costantin) che non può comunicare ed integrarsi, finché non impara l’esperanto, lingua del paese in cui si è trasferita; in Esodo (novembre 2015) con l’attore istriano Diego Runko riviviamo il dramma dell’esodo degli italiani dall’Istria, mentre da Levitico traiamo le regole sia religiose sia della convivenza civile di un popolo in viaggio. Numeri incentrato sulla clandestinità e Deuteronomio dedicato al rispetto delle leggi della società occidentale nella Terra Promessa, andranno in scena nella prossima stagione teatrale».

Levitico, che ha debuttato il 31 marzo al Teatro Verdi di Milano, è scritto da Marco Pezza, Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, è ispirato a Il Messicano di Jack London e tratta di una sanguinosa rivolta del Movimento Liberazione Immigrati, guidato dai messicani che, scioperando, bloccano lo svolgersi delle abituali attività. In scena Marco Pezza alterna con disinvoltura l’interpretazione di sei personaggi: il Ministro della Difesa, un pubblico ufficiale, un organizzatore di incontri di boxe, un allenatore, l’alto ufficiale del movimento rivoluzionario, un pugile.

In un racconto che si rivela un giallo, mantiene con abilità il mistero sul pugile che lotta nei combattimenti clandestini per una finalità svelata solo nella conclusione della vicenda; inoltre le severe regole della boxe indicano, attraverso un’efficace metafora, la necessità di rispettare la disciplina sia nello sport, sia nella quotidianità, anche in un periodo di rivoluzione. Il racconto procede attraverso i monologhi intrecciati dei differenti personaggi, accompagnati dalle musiche del maestro Lorenzo Brufatto, eseguite dall’ensemble da camera “Il Canto Sospeso”.

Conclude Chiara Boscaro, indicando le modalità di lavoro della Confraternita: «Il nostro è un lavoro di gruppo, una ricchezza che oggi rischia di perdersi: per i giovani come noi poter lavorare insieme è una risorsa che aiuta chi vuole fare teatro, poiché ci si confronta, tanto che abbiamo scritto Levitico a sei mani. Inoltre parlando di migrazioni è stato fondamentale portare i nostri spettacoli in viaggio, infatti sono tutti prodotti sia dal Teatro Verdi di Milano sia da teatri di città internazionali in cui verranno anche rappresentati, come Bucarest in Romania, Fiume in Croazia, Gunnarp in Svezia». 

DOVE & QUANDO

LEVITICO pentateuco #3, da Il Messicano di Jack London, di Chiara Boscaro, Marco Di Stefano, Marco Pezza. Regia di Marco Di Stefano. Drammaturgia di Chiara Boscaro. Con Marco Pezza.
Musiche di Lorenzo Brufatto. Un progetto di La Confraternita del Chianti. Una produzione Associazione K in collaborazione con Teatro Verdi - Teatro del Buratto.
Dal 31 marzo al 3 aprile 2016 al Teatro Verdi, Via Pastrengo 16, Milano, tel. 0227002476, www.teatrodelburatto.it, prenotazioni@teatrodelburatto.it, www.confraternitadelchianti.eu

 
 
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