Non un Sinodo, ma un incontro ecclesiale che assume il metodo sinodale. È questo lo spirito che animerà l’appuntamento convocato da Papa Leone XIV dal 7 al 14 ottobre 2026 con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali, intitolato “A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”.

In tutto 187 partecipanti, 115 Conferenze episcopali rappresentate (111 presidenti e 4 delegati), 15 Chiese Orientali Cattoliche (14 Capi e un delegato), due rappresentanti di vescovi senza Conferenze episcopali, 22 invitati direttamente dal Pontefice e 11 coppie/famiglie. A questi si aggiungono 26 esperti e 16 facilitatori. Un numero contenuto, ma rappresentativo, come ha sottolineato padre Giacomo Costa, consultore della Segreteria Generale del Sinodo e responsabile della metodologia dell’incontro, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento: «Non è eccessivamente ampio, ma è veramente rappresentativo e parla del desiderio di partecipare e contribuire».

Famiglia ed educazione

Porta aperta a chi “fallisce” in amore

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Al centro non c’è tanto la ricorrenza dei dieci anni da celebrare, ma una domanda: come annunciare il Vangelo alle famiglie e con le famiglie oggi? Gabriella Gambino, sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha precisato che «nonostante il cammino indicato dal Concilio Vaticano II e da Amoris laetitia, in molti contesti ecclesiali la famiglia rischia di essere considerata destinataria passiva dell’azione pastorale». Da qui l’esigenza di un ascolto diretto dei vescovi, chiamati a condividere le trasformazioni in atto. Come, per esempio, la diminuzione dei matrimoni: in Polonia i matrimoni religiosi celebrati negli ultimi cinque anni si sono ridotti del 45%; in Australia, tra il 1970 e il 2024, sono passati dall’88% al 16%.

Orietta Rachele Grazioli, docente al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dal canto suo ha spiegato il percorso tematico in cinque tappe che sarà seguito nell’incontro: le famiglie oggi; i giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale; i primi anni di matrimonio; le difficoltà della vita; le famiglie cristiane come soggetti della missione della Chiesa. «Non ci sono risultati attesi né prevedibili ora», ha precisato, perché saranno l’ascolto e il discernimento sinodale a far emergere le questioni rilevanti nei diversi contesti.

Un ascolto nello Spirito come ha sottolineato padre Costa. «Questo incontro non è un Sinodo, ma assume consapevolmente il metodo maturato nell’esperienza sinodale», ha detto. I partecipanti lavoreranno in gruppi con alternando narrazione, risonanza ed elaborazione condivisa. La preghiera non sarà una cornice, ma parte del metodo. Non ci sarà un documento finale che sostituisce Amoris laetitia, bensì un resoconto di sintesi, che sarà reso pubblico e affidato al Santo Padre. «Il vero risultato dell’Incontro non sarà il resoconto che produrremo, ma i cammini che saprà rimettere in moto nelle Chiese», ha aggiunto Costa.

L’incontro si concluderà il 14 ottobre con la Messa presieduta da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro. Il Pontefice sarà presente certamente all’inizio e alla fine dei lavori, ma anche, compatibilmente con altri impegni non rimandabili, nel corso delle sessioni plenarie.