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Loretta Goggi, sarò presto nonna in Tv

15/04/2014  Incontro con la showgirl che ha raccontato la sua vita nell'autobiografia Io nascerò e che presto rivedremo in Tv con la fiction Un'altra vita.

Con Massimo Ranieri negli anni '70
Con Massimo Ranieri negli anni '70

Una donna che ogni volta “rinasce”, questa è Loretta Goggi. Attrice, cantante, imitatrice, presentatrice, showgirl insomma, capace di ricominciare da capo, come se le cose fatte prima non contino: «No, ci mancherebbe che le esperienze non servano », dice mentre sorseggia una tisana. «Però ci vuole un pizzico d’incoscienza, capacità d’intuizione ed entusiasmo. E allora si può ripartire per nuove avventure, perché il gioco della vita va preso così: la vita è bella». È dalla voce che qualche volta ci si accorge di chi abbiamo di fronte. Nel caso di Loretta Goggi, la sua è una voce squillante ma senza disturbare, capace di dire cose forti senza diventare sgradevole, voce di donna che ha coscienza di dover essere sempre in prima linea: «Ci sono ancora molte cose da conquistare nel mondo femminile. La disparità di trattamento economico a parità di lavoro, per esempio; c’è anche nel mio campo, meno ma c’è. E, se debbo dirla tutta, la storia delle quote rosa non mi piace, la trovo ghettizzante. Credo che si debba premiare chi è in gamba, senza guardare al genere».

Ha scritto un libro, Io nascerò, edito da Piemme, che presenterà al prossimo Salone del Libro di Torino, il cui sottotitolo spiega il carattere e le esperienze vissute dalla showgir
l: “La forza della mia fragilità”. Con sincerità a tratti disarmante, nel libro Goggi racconta il suo lavoro e la sua vita privata senza censure, e quella forza viene a galla: «Non mi aspettavo che potesse essere così interessante la mia vita “normale”. Invece, ho scoperto che il libro è piaciuto. La fatica più grande, mentre lo scrivevo, è stata quella di rispettare me stessa e le persone che ho citato, nei passaggi positivi e sereni come in quelli negativi». In questo periodo sta girando una serie Tv per Rai 1, diretta da Cinzia Th Torrini: «Si intitolerà Un’altra vita». Appunto, verrebbe da dire. «Con me ci saranno Cesare Bocci, Daniele Liotti e Vanessa Incontrada». Interpreta una nonna adorata dai nipotini di cui dovrà prendersi cura quando il figlio, un medico, verrà arrestato per corruzione e la nuora dovrà ricominciare da capo. Il tema di prima ricorre ancora. Loretta torna alla fiction dopo quattordici anni. Lei è un pezzo di storia della nostra televisione, iniziò con Anton Giulio Maiano a nove anni appena, con passaggi storici come I miserabili o La freccia nera. «Era una televisione che aveva intenti educativi, molto più di oggi». Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e una persona che ama ricordare è Pippo Baudo: «Non era uno... distratto, per così dire. Vide la mia imitazione di Patty Pravo e mi chiese se me la sentivo di passare in modo completo al varietà». I tre ingredienti di Loretta vengono a galla: intuito, incoscienza ed entusiasmo: «Risposi di sì anche se il compito non era dei più facili: Canzonissima, mica un varietà qualsiasi. Per di più, nelle due annate precedenti la showgirl era stata Raffaella Carrà. Sostituirla con un’esordiente nel ruolo era un rischio, ma ho avuto la fortuna di lavorare con autori del calibro di Verde e Marchesi». E quella sigla, Taratapunzié, un successo che la proiettò verso la canzone da protagonista, come a Sanremo nel 1981, con Maledetta primavera: «Tutti temevano quell’aggettivo, maledetta; per qualcuno era troppo forte. Io ero favorevole, invece. Volevo smentire quei critici che dicevano che chi imita non ha personalità e voce propria per cantare. Anche se, lo ammetto, Sanremo per me era un altro gioco o poco più. Tanto che alla serata finale, quando dissero che dovevo rimanere lì per cantare nuovamente perché ero arrivata seconda, stavo già andando via con Gianni. Ero stanca e gli avevo detto: “Gianni, portami via, andiamo a mangiare”. Mi inseguirono che ormai ero fuori dal teatro».

Con l'amatissimo marito Gianni Brezza, scomparso nel 2011
Con l'amatissimo marito Gianni Brezza, scomparso nel 2011

Gianni Brezza, ballerino, coreografo, regista, uomo dietro le quinte degli show di Loretta, scomparso nel 2011 e di cui Loretta parla nelle pagine del suo libro con tenerezza e rabbia, rievocando una vita in due fatta di passaggi emotivi e passione romantica, ma anche delle ultime, drammatiche settimane della malattia: «Ero a Firenze per lo spettacolo Spa. Solo per amore. Gianni era ricoverato a Roma, mi dissero per telefono che aveva poche settimane di vita». Loretta fece di tutto perché il marito non sapesse. La produzione dello spettacolo si rifiutò di pagare lei e lui e mandava, come scrive nel libro, «tutti i giorni qualcuno in clinica a controllare se era vero che stessi lì, perché secondo loro mio marito non aveva bisogno di me, perché c’era personale specializzato». La fede, infine, e l’ammirazione per papa Francesco: «Fa le cose con una grazia particolare, senza essere invadente, ma è presente nelle cose che contano. E credo che con la preghiera si possano cambiare molte cose».

 
 
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