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lunedì 25 gennaio 2021
 
Udienza
 

Maria, quel suo piccolo sì che fece sobbalzare il mondo

18/11/2020  Nel silenzio e nella preghiera Maria "partorisce la Chiesa", dice papa Francesco. E ci insegna a rivolgerci al Signore dicendo: "Quello che Tu vuoi, quando Tu vuoi e come Tu vuoi".

Continua la catechesi sulla preghiera. Questa volta, sempre dalla biblioteca del Palazzo apostolico, papa Francesco si sofferma su Maria, donna orante. «La Madonna pregava», dice il Papa, già da prima che il mondo la conoscesse. Prega quando è una semplice ragazza della casa di Davide. «Possiamo immaginare la giovane di Nazareth raccolta nel silenzio, in continuo dialogo con Dio, che presto le avrebbe affidato la sua missione. Lei è già piena di grazia e immacolata fin dalla concezione, ma ancora non sa nulla della sua sorprendente e straordinaria vocazione e del mare tempestoso che dovrà solcare».

È questo che la rende docile al volere di Dio. «Maria appartiene alla grande schiera di quegli umili di cuore che gli storici ufficiali non inseriscono nei loro libri, ma con i quali Dio ha preparato la venuta del suo Figlio. Maria non dirige autonomamente la sua vita: aspetta che Dio prenda le redini del suo cammino e la guidi dove Egli vuole. È docile, e con questa sua disponibilità predispone i grandi avvenimenti che coinvolgono Dio nel mondo».

La sua è una preghiera costante e silenziosa, il suo «Eccomi», al saluto dell’arcangelo Gabriele, «è piccolo e immenso», fa «sobbalzare di gioia l’intera creazione», ma «era stato preceduto nella storia della salvezza da tanti altri “eccomi”, da tante obbedienze fiduciose, da tante disponibilità alla volontà di Dio. Non c’è modo migliore di pregare che mettersi come Maria in un atteggiamento di apertura, cuore aperto a Dio: “Signore, quello che Tu vuoi, quando Tu vuoi e come Tu vuoi”».

Tanti credenti vivono così la loro vita e la loro preghiera. Francesco ripete più volte le frase umile, semplice ed essenziale: «Signore, quello che Tu vuoi, quando Tu vuoi e come Tu vuoi». Tanti credenti pregano così «non arrabbiandosi perché le giornate sono piene di problemi, ma andando incontro alla realtà e sapendo che nell’amore umile, nell’amore offerto in ogni situazione, noi diventiamo strumenti della grazia di Dio. Signore quello che tu vuoi, quando tu vuoi e come tu vuoi, Una preghiera semplice ma che mette la nostra vita nelle mani del Signore, che sia Lui a guidarci. Tutti possiamo pregare così, quasi senza parole. È semplice: “Signore quello che Tu vuoi, quando Tu vuoi e come Tu vuoi”»

E così la preghiera ammansisce la nostra inquietudine, «ma noi siamo inquieti, sempre vogliamo le cose prima che le chiediamo, le vogliamo subito subito  e la via non è così. Questa inquietudine ci fa male e la preghiera sa ammansire l’inquietudine, sa trasformarla in disponibilità. Io sono quieto, prego e la preghiera mi apre il cuore e mi fa disponibile alla volontà di Dio. La Vergine Maria, in quei pochi istanti dell’Annunciazione, ha saputo respingere la paura, pur presagendo che il suo “sì” le avrebbe procurato delle prove molto dure. Se nella preghiera comprendiamo che ogni giorno donato da Dio è una chiamata, allora allarghiamo il cuore e accogliamo tutto. Si impara a dire: “Quello che Tu vuoi, Signore. Promettimi solo che sarai presente ad ogni passo del mio cammino”. Questo è importante: chiedere al Signore la sua presenza a ogni passo del nostro cammino, che non ci lasci da soli, che non ci abbandoni nella tentazione, che non ci abbandoni nei momenti brutti. Quel finale del Padre nostro è così: la grazia che Gesù stesso ci ha insegnato a chiedere al Signore». 

Maria «accompagna in preghiera tutta la vita di Gesù, fino alla morte e alla risurrezione; e alla fine continua e accompagna i primi passi della Chiesa nascente. Maria prega con i discepoli che hanno attraversato lo scandalo della croce. Prega con Pietro, che ha ceduto alla paura e ha pianto per il rimorso. Maria è lì, con i discepoli, in mezzo agli uomini e alle donne che suo Figlio ha chiamato a formare la sua Comunità. Maria non fa il sacerdote per loro, è la madre di Gesù che prega per loro, in comunità, come una della comunità. Prega con loro e prega per loro. E, nuovamente, la sua preghiera precede il futuro che sta per compiersi: per opera dello Spirito Santo è diventata Madre di Dio, e per opera dello Spirito Santo, diventa Madre della Chiesa. Cioè pregando con la Chiesa nascente diventa Madre della Chiesa. Accompagna i discepoli nei primi passi della Chiesa nella preghiera aspettando lo Spirito santo e poi nei primi passi. In silenzio, sempre in silenzio. La preghiera di Maria è silenziosa. Soltanto il Vangelo ci racconta una preghiera di Maria a Cana quando chiede al suo Figlio per quella povera gente che sta per fare una figuraccia nella festa. Immaginiamo fare una festa di nozze e finire con il the e il latte perché non c’è più vino e lei prega, lascia al Figlio di risolvere quel problema. Poi non si sa, ma sempre la sua presenza è una preghiera e la sua presenza tra i discepoli nel cenacolo aspettando lo Spirito Santo è in preghiera». Così, dice il Pontefice, «Maria partorisce la Chiesa. è Madre della Chiesa». La naturale intuizione femminile, in Maria, «viene esaltata dalla sua singolarissima unione con Dio nella preghiera. Per questo, leggendo il Vangelo, notiamo che ella sembra qualche volta scomparire, per poi riaffiorare nei momenti cruciali: Maria è aperta alla voce di Dio che guida il suo cuore e guida i suoi passi là dove c’è bisogno della sua presenza». E lei «mai dice: “venite io risolverò le cose”, ma “fate quello che lui vi dirà”, sempre segnalando Gesù. E questo lo fa il discepolo e lei è la prima discepola. Prega come madre e prega come discepola».

Maria medita tutto nel suo cuore, come ci racconta Luca nel suo vangelo. «Tutto ciò che le capita intorno», sottolinea papa Francesco, «finisce con l’avere un riflesso nel profondo del suo cuore: i giorni pieni di gioia, come i momenti più bui, quando anche lei fatica a comprendere per quali strade debba passare la Redenzione. Tutto finisce nel suo cuore, perché venga passato al vaglio della preghiera e da essa trasfigurato. Che si tratti dei doni dei Magi, oppure della fuga in Egitto, fino a quel tremendo venerdì di passione: tutto la Madre custodisce e porta nel suo dialogo con Dio. Qualcuno ha paragonato il cuore di Maria a una perla di incomparabile splendore, formata e levigata dalla paziente accoglienza della volontà di Dio attraverso i misteri di Gesù meditati in preghiera».

E che bello sarebbe, conclude il Papa, «se anche noi potessimo assomigliare un po’ alla nostra Madre! Col cuore aperto alla Parola di Dio, col cuore silenzioso, col cuore obbediente, con il cuore che sa ricevere la parola di Dio e la lascia crescere come un seme nel grembo della Chiesa».

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